Migranti, Chiamparino vuole le caserme

Migranti, Chiamparino vuole le caserme
Altro 18 Aprile 2015 ore 16:41

Il governatore Chiamparino non si tira indietro nell’accoglienza dei migranti, anzi, e chiede di usufruire anche delle caserme per fronteggiare i nuovi arrivi - 700 in questi giorni, che si sommano ai 3.500 già presenti in Piemonte a fine febbraio (ma i numeri sono già lievitati) - «perchè a muoversi non possono essere solo le Regioni. Qui siamo di fronte a una questione umanitaria, perché, sia giusto o meno, quando arrivano diecimila persone chiunque, di destra o di sinistra, deve farsene carico». Lo ha detto ieri in una intervista a “Repubblica”, puntando il dito contro certe «amministrazioni dello Stato» che non collaborerebbero: «Non è possibile che mentre noi collaboriamo con i prefetti, per esempio per costruire un hub dove ospitare i rifugiati come prima accoglienza, altre amministrazioni come il ministero della Difesa dica che i siti individuati, e che potrebbero svolgere questa funzione di hub, sono inagibili o non disponibili». Caserme: «Tante in Piemonte, che potrebbero essere usate a questo scopo. Caserme già abbandonate e che possono essere rese disponibili con poco lavoro e poche risorse». Dove? «Ne abbiamo individuata più di una… ma preferisco non dire nulla per non creare allarmismi». Anche a Novara? Dove peraltro il numero dei migranti sfiora ormai, con i nuovi arrivi di lunedì e di ieri, quota 300. Anche se la Prefettura sottolinea che non c’è «alcuna emergenza». Cosa intende il governatore per hub? «Un luogo che consenta di fare la prima accoglienza nell'emergenza, quando arrivano cinquecento persone tutte assieme e devi conoscerle, capire di cosa hanno bisogno. Perché poi trovare dieci posti di qui o di là per una sistemazione più stabile è molto meno complicato. Ci sono ormai tante esperienze in Piemonte di sindaci di piccoli paesi che hanno anche trovato lavori per i profughi e ne hanno inseriti piccoli numeri». Ma ci sono anche sindaci, come quello di Galliate, che non vuole nemmeno sentirne parlare. Ma che Chiamparino stigmatizza: «Sindaci (quelli per lui “buoni”, ndr) che però ogni giorno si trovano a confrontarsi con chi urla "prima gli italiani"». Puntualizzando: «Lo ripeto, qui è una questione umanitaria. Al di là del fatto che, per me, l'incrocio tra le etnie è uno dei pochi fattori dinamici in una statica società europea. Non è solo questione di buonismo, ma di visione del futuro della società». Insomma, per Chiamparino «è un problema che viene prima della campagna elettorale e dell'attività ordinaria di una istituzione. Non si può girare la testa dall'altra parte». 

Nelle stesse ore il governatore veniva attaccato dal suo predecessore: «Chiamparino doveva dire no, assurdo soldi a immigrati quando si taglia il sociale ai cittadini». Scriveva infatti perentorio Roberto Cota: «Stop immigrati in Piemonte. Chiamparino dice sì all'arrivo di nuovi immigrati, presunti profughi: è una posizione sbagliata, la solita della sinistra, avrebbe dovuto dire il contrario. Oggi non possiamo permetterci nuovi immigrati. Tutte le risorse che in Piemonte vengono immesse nel sistema "business immigrato" devono essere impiegate per la  nostra gente in difficoltà. Non si possono destinare decine di milioni all'anno soltanto ai presunti profughi, quando poi si tagliano i fondi ai servizi sociali». 

Mentre a Novara si attende l’assegnazione del nuovo appalto da quasi 3 milioni per la gestione dei migranti, in Sicilia continuano gli sbarchi. E a ridosso delle acque libiche c’è addirittura chi spara sui soccorritori italiani.

Paolo Viviani

Il governatore Chiamparino non si tira indietro nell’accoglienza dei migranti, anzi, e chiede di usufruire anche delle caserme per fronteggiare i nuovi arrivi - 700 in questi giorni, che si sommano ai 3.500 già presenti in Piemonte a fine febbraio (ma i numeri sono già lievitati) - «perchè a muoversi non possono essere solo le Regioni. Qui siamo di fronte a una questione umanitaria, perché, sia giusto o meno, quando arrivano diecimila persone chiunque, di destra o di sinistra, deve farsene carico». Lo ha detto ieri in una intervista a “Repubblica”, puntando il dito contro certe «amministrazioni dello Stato» che non collaborerebbero: «Non è possibile che mentre noi collaboriamo con i prefetti, per esempio per costruire un hub dove ospitare i rifugiati come prima accoglienza, altre amministrazioni come il ministero della Difesa dica che i siti individuati, e che potrebbero svolgere questa funzione di hub, sono inagibili o non disponibili». Caserme: «Tante in Piemonte, che potrebbero essere usate a questo scopo. Caserme già abbandonate e che possono essere rese disponibili con poco lavoro e poche risorse». Dove? «Ne abbiamo individuata più di una… ma preferisco non dire nulla per non creare allarmismi». Anche a Novara? Dove peraltro il numero dei migranti sfiora ormai, con i nuovi arrivi di lunedì e di ieri, quota 300. Anche se la Prefettura sottolinea che non c’è «alcuna emergenza». Cosa intende il governatore per hub? «Un luogo che consenta di fare la prima accoglienza nell'emergenza, quando arrivano cinquecento persone tutte assieme e devi conoscerle, capire di cosa hanno bisogno. Perché poi trovare dieci posti di qui o di là per una sistemazione più stabile è molto meno complicato. Ci sono ormai tante esperienze in Piemonte di sindaci di piccoli paesi che hanno anche trovato lavori per i profughi e ne hanno inseriti piccoli numeri». Ma ci sono anche sindaci, come quello di Galliate, che non vuole nemmeno sentirne parlare. Ma che Chiamparino stigmatizza: «Sindaci (quelli per lui “buoni”, ndr) che però ogni giorno si trovano a confrontarsi con chi urla "prima gli italiani"». Puntualizzando: «Lo ripeto, qui è una questione umanitaria. Al di là del fatto che, per me, l'incrocio tra le etnie è uno dei pochi fattori dinamici in una statica società europea. Non è solo questione di buonismo, ma di visione del futuro della società». Insomma, per Chiamparino «è un problema che viene prima della campagna elettorale e dell'attività ordinaria di una istituzione. Non si può girare la testa dall'altra parte». 

Nelle stesse ore il governatore veniva attaccato dal suo predecessore: «Chiamparino doveva dire no, assurdo soldi a immigrati quando si taglia il sociale ai cittadini». Scriveva infatti perentorio Roberto Cota: «Stop immigrati in Piemonte. Chiamparino dice sì all'arrivo di nuovi immigrati, presunti profughi: è una posizione sbagliata, la solita della sinistra, avrebbe dovuto dire il contrario. Oggi non possiamo permetterci nuovi immigrati. Tutte le risorse che in Piemonte vengono immesse nel sistema "business immigrato" devono essere impiegate per la  nostra gente in difficoltà. Non si possono destinare decine di milioni all'anno soltanto ai presunti profughi, quando poi si tagliano i fondi ai servizi sociali». 

Mentre a Novara si attende l’assegnazione del nuovo appalto da quasi 3 milioni per la gestione dei migranti, in Sicilia continuano gli sbarchi. E a ridosso delle acque libiche c’è addirittura chi spara sui soccorritori italiani.

Paolo Viviani