Nasce il “Fondo Nuares” per il sostegno ad attività socio-assistenziali

Nasce il “Fondo Nuares” per il sostegno ad attività socio-assistenziali
25 Gennaio 2015 ore 01:18

NOVARA – Promuovere iniziative di sostegno ad attività socio assistenziali e di salvaguardia di beni storico-artistici del territorio novarese: questo l’obiettivo della realizzazione del Fondo Nuares, nato dalla collaborazione tra l’Associazione Nuares.it e la Fondazione Comunità del Novarese onlus e presentato lunedì 19 gennaio alla sede della Fondazione Comunità del Novarese dal presidente della Fondazione Ezio Leonardi e dal presidente di Nuares.it Giorgio Ravizzotti. Il Fondo Nuares è nato a seguito del primo bando congiunto tra le due associazioni, destinato a progetti in ambito socio assistenziale realizzati sul territorio del Comune di Novara e finalizzato a selezionare i più aderenti a tale ambito. «La costituzione di un nuovo fondo – ha spiegato Ezio Leonardi – si aggiunge agli altri 62 fondi già esistenti e nasce dall’esigenza di dare una spinta sul piano sociale e assistenziale, storico e artistico, è un atto di buona volontà che vogliamo incoraggiare con la donazione di 1.500 euro fatta da noi in aggiunta ai 1.500 euro di Nuares.it. Il fondo è aperto a tutti, chiunque può donare e mi auguro che la nostra iniziativa possa trovare consenso». «Le 

NOVARA – Promuovere iniziative di sostegno ad attività socio assistenziali e di salvaguardia di beni storico-artistici del territorio novarese: questo l’obiettivo della realizzazione del Fondo Nuares, nato dalla collaborazione tra l’Associazione Nuares.it e la Fondazione Comunità del Novarese onlus e presentato lunedì 19 gennaio alla sede della Fondazione Comunità del Novarese dal presidente della Fondazione Ezio Leonardi e dal presidente di Nuares.it Giorgio Ravizzotti. Il Fondo Nuares è nato a seguito del primo bando congiunto tra le due associazioni, destinato a progetti in ambito socio assistenziale realizzati sul territorio del Comune di Novara e finalizzato a selezionare i più aderenti a tale ambito. «La costituzione di un nuovo fondo – ha spiegato Ezio Leonardi – si aggiunge agli altri 62 fondi già esistenti e nasce dall’esigenza di dare una spinta sul piano sociale e assistenziale, storico e artistico, è un atto di buona volontà che vogliamo incoraggiare con la donazione di 1.500 euro fatta da noi in aggiunta ai 1.500 euro di Nuares.it. Il fondo è aperto a tutti, chiunque può donare e mi auguro che la nostra iniziativa possa trovare consenso». «Le garanzie della Fondazione ai donatori – ha aggiunto Giorgio Ravizzotti –  sono uno dei motivi per cui noi di Nuares.it abbiamo cercato la loro collaborazione. Il fondo è destinato a finanziare progetti inerenti alla realtà novarese, che saranno presentati a noi o alla fondazione. Noi ci rivolgeremo in particolare ai membri della nostra associazione per le donazioni, che saranno devolute in accordo con la fondazione». Le risorse del Fondo Nuares saranno devolute a due progetti selezionati dal bando, il progetto “Arrivato in un posto” dell’associazione Attivalamente e …il corpo e “Tutti insieme in pentola” dell’Associazione Mani operose onlus, per ognuno dei quali è destinata la somma di 1.500 euro. Le due iniziative sono caratterizzate da un’importante finalità sociale, in quanto la prima si propone di aiutare le famiglie che hanno adottato un bambino a instaurare un legame con il figlio prevenendo così il fallimento adottivo, la seconda invece mira a promuovere l’integrazione e la multiculturalità. In rappresentanza delle due associazioni sono intervenute a illustrare le loro iniziative la presidente dell’associazione Mani operose Teresa Latella e per l’associazione Attivalamente e … il corpo la psicologa Fabiola De Paoli insieme alla vicepresidente Raffaella Pasquale e alla presidente Marisa Bono. «La nostra associazione – ha spiegato Latella – raggruppa famiglie di 20 nazionalità diverse, perciò abbiamo pensato a un percorso di integrazione attraverso il cibo, in quanto vogliamo avvicinare la comunità locale alle forme gastronomiche delle comunità più diffuse nel nostro territorio, ad esempio quella del Marocco e della Romania, attraverso dei laboratori in cui gli immigrati avranno il ruolo di tutors e consulenti e i partecipanti realizzeranno dei piatti tipici. Questo progetto dimostra che la collaborazione è fondamentale e ringrazio la Fondazione e Nuares.it per il loro supporto».

Benedetta Rosina

 

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