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Nel 2014 nel Novarese 8 morti sul lavoro. E in Piemonte 89

Nel 2014 nel Novarese 8 morti sul lavoro. E in Piemonte 89
Altro 14 Aprile 2015 ore 17:34

NOVARA - Morti bianche, un dramma continuo con numeri sempre da aggiornare. Anche nelle nostre province, la settimana scorsa duramente colpite. Mercoledì è deceduto poco dopo il suo ricovero all’ospedale di Novara Benedetto Piotti, il settantenne che, in frazione San Bernardino di Briona, era rimasto schiacciato da un albero mentre lavorava con il suo trattore. La tragedia si è consumata nella riserva di caccia in località cascina Orcetto, dove l’uomo lavorava come custode. E lo stesso giorno ha perso la vita Filippo Turati, 18enne operaio del Biellese rimasto schiacciato da un albero al cui abbattimento stava lavorando a Someraro di Stresa.
I dati ufficiali - Inail, elaborati dall’Osservatorio sicurezza sul lavoro di Vega Engineering - sono aggiornati a febbraio e mostrano una tendenza tragica: a fine febbraio 2014 infatti le vittime del lavoro, dall’inizio di quell’anno, erano 119, quest’anno sono 121. «La media è a dir poco drammatica - sottolineano all’Osservatorio - e parla di quasi due vittime sul lavoro per ogni giorno del mese di febbraio. Per un totale di 49 infortuni mortali». Carrellata sul 2014. Torino è seconda solo a Roma per numero di morti bianche registrate in occasione di lavoro. Sono, infatti, 26 i lavoratori che hanno perso la vita nel capoluogo piemontese e 34 nella capitale. Ma il bilancio provinciale - evidenziano all’Osservatorio - aumenta considerando anche i lavoratori che hanno perso la vita in itinere e che nel 2014 portano Torino a contare 33 morti sul lavoro. E non va meglio a Cuneo dove gli infortuni mortali in occasione di lavoro sono stati 16; un numero purtroppo più che rilevante che conduce la provincia piemontese al sesto posto nella graduatoria nazionale. Anche in questo caso il bollettino diventa più drammatico aggiungendo gli infortuni in itinere del Cuneese nel 2014 (5). Seguono quindi Alessandria con 10 vittime sul lavoro, Vercelli (9), Novara (8), Asti (4), Verbano Cusio Ossola (3) e Biella (1). Così in Piemonte si contano 89 vittime del lavoro (23 delle quali decedute in itinere). E con i 66 incidenti mortali avvenuti in occasione di lavoro, la nostra regione è al quarto posto in Italia dopo Lombardia (86), Emilia Romagna (72) e Puglia (68). Il Piemonte è, poi, al 10° posto per incidenza di mortalità sulla popolazione lavorativa con un indice pari a 36,7 e superiore alla media nazionale (33,2).
Un dato più di altri colpisce gli esperti dell’Osservatorio quando si analizzano le fasce d’età delle vittime. Perchè «ad essere maggiormente coinvolti dal dramma sono i cinquantenni, quelli che dovrebbero avere maggiore esperienza lavorativa. Per la precisione sono 30 coloro che hanno perso la vita nel 2014 e che avevano un’età compresa tra i 50 e i 59 anni; 17 i quarantenni e 15 i sessantenni». Per quanto riguarda i settori più a rischio, gli esperti di Vega Engineering indicano quello manifatturiero (con 15 vittime), seguito da trasporti e magazzinaggi (13) e costruzioni (11). Il totale delle morti sul lavoro registrate in Italia nel 2014 sono state 1.009, delle quali 263 conseguenti ad un incidente in itinere. Escludendo i decessi in itinere, nel 2014 nel Novarese ci sono stati 5 morti su 149.240 occupati, che pone la provincia al 59°posto (su 108) nella graduatoria per indice di incidenza sugli occupati (33,5). Il Vco conta 3 morti su 65.552 occupati, ed è al 40° posto nella graduatoria per indice di incidenza (45,8). Biella 1 morto, che vale il 100° posto (13,4).
p.v.

NOVARA - Morti bianche, un dramma continuo con numeri sempre da aggiornare. Anche nelle nostre province, la settimana scorsa duramente colpite. Mercoledì è deceduto poco dopo il suo ricovero all’ospedale di Novara Benedetto Piotti, il settantenne che, in frazione San Bernardino di Briona, era rimasto schiacciato da un albero mentre lavorava con il suo trattore. La tragedia si è consumata nella riserva di caccia in località cascina Orcetto, dove l’uomo lavorava come custode. E lo stesso giorno ha perso la vita Filippo Turati, 18enne operaio del Biellese rimasto schiacciato da un albero al cui abbattimento stava lavorando a Someraro di Stresa.
I dati ufficiali - Inail, elaborati dall’Osservatorio sicurezza sul lavoro di Vega Engineering - sono aggiornati a febbraio e mostrano una tendenza tragica: a fine febbraio 2014 infatti le vittime del lavoro, dall’inizio di quell’anno, erano 119, quest’anno sono 121. «La media è a dir poco drammatica - sottolineano all’Osservatorio - e parla di quasi due vittime sul lavoro per ogni giorno del mese di febbraio. Per un totale di 49 infortuni mortali». Carrellata sul 2014. Torino è seconda solo a Roma per numero di morti bianche registrate in occasione di lavoro. Sono, infatti, 26 i lavoratori che hanno perso la vita nel capoluogo piemontese e 34 nella capitale. Ma il bilancio provinciale - evidenziano all’Osservatorio - aumenta considerando anche i lavoratori che hanno perso la vita in itinere e che nel 2014 portano Torino a contare 33 morti sul lavoro. E non va meglio a Cuneo dove gli infortuni mortali in occasione di lavoro sono stati 16; un numero purtroppo più che rilevante che conduce la provincia piemontese al sesto posto nella graduatoria nazionale. Anche in questo caso il bollettino diventa più drammatico aggiungendo gli infortuni in itinere del Cuneese nel 2014 (5). Seguono quindi Alessandria con 10 vittime sul lavoro, Vercelli (9), Novara (8), Asti (4), Verbano Cusio Ossola (3) e Biella (1). Così in Piemonte si contano 89 vittime del lavoro (23 delle quali decedute in itinere). E con i 66 incidenti mortali avvenuti in occasione di lavoro, la nostra regione è al quarto posto in Italia dopo Lombardia (86), Emilia Romagna (72) e Puglia (68). Il Piemonte è, poi, al 10° posto per incidenza di mortalità sulla popolazione lavorativa con un indice pari a 36,7 e superiore alla media nazionale (33,2).
Un dato più di altri colpisce gli esperti dell’Osservatorio quando si analizzano le fasce d’età delle vittime. Perchè «ad essere maggiormente coinvolti dal dramma sono i cinquantenni, quelli che dovrebbero avere maggiore esperienza lavorativa. Per la precisione sono 30 coloro che hanno perso la vita nel 2014 e che avevano un’età compresa tra i 50 e i 59 anni; 17 i quarantenni e 15 i sessantenni». Per quanto riguarda i settori più a rischio, gli esperti di Vega Engineering indicano quello manifatturiero (con 15 vittime), seguito da trasporti e magazzinaggi (13) e costruzioni (11). Il totale delle morti sul lavoro registrate in Italia nel 2014 sono state 1.009, delle quali 263 conseguenti ad un incidente in itinere. Escludendo i decessi in itinere, nel 2014 nel Novarese ci sono stati 5 morti su 149.240 occupati, che pone la provincia al 59°posto (su 108) nella graduatoria per indice di incidenza sugli occupati (33,5). Il Vco conta 3 morti su 65.552 occupati, ed è al 40° posto nella graduatoria per indice di incidenza (45,8). Biella 1 morto, che vale il 100° posto (13,4).
p.v.