Nelle cartoline la Novara che fu

Nelle cartoline la Novara che fu
25 Gennaio 2015 ore 01:21

NOVARA – Novara raccontata dalle cartoline. Due volumi raccolgono 1.200 immagini a coprire un periodo di tempo che va dal 1898 al 1970. Tante sono le cartoline a immortalare la città che non c’è più (o che è cambiata). Nasce dalla compagnia teatrale dialettale novarese la doppia pubblicazione “Novara in oltre settant’anni di cartoline” stampata da Italgrafica e presentata nei giorni scorsi: obiettivo, mettere sulla carta un patrimonio importante, riportare alla memoria quegli angoli che si sono dimenticati o mostrare ai più giovani una Novara che non hanno mai visto. Giorgio Ciapotti, insieme a Ernesto Cravero e Augusto Bollini, hanno deciso di imbarcarsi in questa avventura che, sul filo della memoria, racconta per immagini, documentando le trasformazioni della città. «Un lavoro e una fatica non da poco – spiega Ciapotti – finalizzati a rinfrescare per molti e a richiamare decisamente alla memoria per altri gli aspetti, gli scorci, i cambiamenti di Novara. Questo il significato dei due volumi di raccolta di cartoline, articolata per argomenti; vie, corsi, piazze, teatri, monumenti, chiese, scuole, edifici pubblici… Con gli indici analitici inseriti proprio per facilitare la consultazione. La raccolta nasce dalla volontà di soddisfare la necessità di fissare le bellezze della città di Novara. La prima 

NOVARA – Novara raccontata dalle cartoline. Due volumi raccolgono 1.200 immagini a coprire un periodo di tempo che va dal 1898 al 1970. Tante sono le cartoline a immortalare la città che non c’è più (o che è cambiata). Nasce dalla compagnia teatrale dialettale novarese la doppia pubblicazione “Novara in oltre settant’anni di cartoline” stampata da Italgrafica e presentata nei giorni scorsi: obiettivo, mettere sulla carta un patrimonio importante, riportare alla memoria quegli angoli che si sono dimenticati o mostrare ai più giovani una Novara che non hanno mai visto. Giorgio Ciapotti, insieme a Ernesto Cravero e Augusto Bollini, hanno deciso di imbarcarsi in questa avventura che, sul filo della memoria, racconta per immagini, documentando le trasformazioni della città. «Un lavoro e una fatica non da poco – spiega Ciapotti – finalizzati a rinfrescare per molti e a richiamare decisamente alla memoria per altri gli aspetti, gli scorci, i cambiamenti di Novara. Questo il significato dei due volumi di raccolta di cartoline, articolata per argomenti; vie, corsi, piazze, teatri, monumenti, chiese, scuole, edifici pubblici… Con gli indici analitici inseriti proprio per facilitare la consultazione. La raccolta nasce dalla volontà di soddisfare la necessità di fissare le bellezze della città di Novara. La prima cartolina illustrata in Italia fu prodotta ed ebbe diffusione nazionale in occasione delle nozze di Vittorio Emanuele III, principe di Napoli, con la principessa Elena di Montenegro, nel 1896. Le note inserite a fianco di alcune cartoline hanno lo scopo di permettere una facile identificazione dei luoghi rappresentati, consentirne la conoscenza e, in alcuni casi, di verificare i cambiamenti avvenuti in quei luoghi della città. Le note sono state realizzate consultando scritti di studiosi appassionati della storia di Novara, visionando quanto depositato negli archivi cittadini e ricorrendo alla fattiva collaborazione di novaresi doc. Per le cartoline che hanno come soggetto “vie, viali, corsi, piazze e larghi” è stata inserita una riproduzione della cartina stradale attuale, in modo da focalizzarne la posizione nella città». In due anni si è concretizzata l’idea nata dagli amici del Gelindo al tavolo di un bar e divenuta realtà grazie alla collaborazione di tante persone: «Amici e conoscenti – spiegano i curatori – hanno risposto al nostro appello. In dieci giorni ci sono arrivate 4.000 immagini di Novara, la maggior parte già digitalizzate. C’è stato un lungo di selezione che ci ha portato a scartare e a scegliere le più significative. Ci siamo fermati al 1970 perché ci sembrava un periodo sufficientemente esaustivo quello esaminato. Alcune cartoline non sono nitide proprio perché molto antiche: per la riproduzione della cartolina da stampare, è stata utilizzata una “tecnica per antichizzare l’immagine”, cambiando la tonalità “bianco/nero” che è quasi sempre utilizzata nella stampa delle cartoline. Abbiamo deciso di ridurre il formato della cartolina e proporla sulla stessa pagina sovrapposta ad altre cartoline: questo ci ha permesso di mettere a confronto più immagini con lo stesso soggetto. Là dove è stato possibile attraverso un “post it”  è stato indicato l’anno di spedizione della cartolina, recuperato dal timbro postale, oppure l’anno di stampa della cartolina, indicato dall’editore. Il volume è suddiviso in argomenti “capitoli” per consentire una facile, esaustiva e gradevole visione. Un secondo indice, più analitico, indica la pagina del volume nella quale è rappresentato il soggetto. A conclusione il capitolo “Un saluto un ricordo da Novara”, che propone diversi luoghi e simboli, e la sezione “Appena fuori Novara” che raccoglie cartoline di alcune frazioni di Novara. Noi abbiamo tanto altro materiale. Vedremo quale sarà la risposta dei novaresi. Non è detto che la pubblicazione non possa continuare». Cultura e memoria che si coniugano con la beneficenza, portando avanti l’impegno del Gelindo anche sul filo della solidarietà: «Il primo volume sarà in edicola dalla prossima settimana – hanno concluso i curatori – al costo di 15 euro; il secondo a metà febbraio. Le spese vive sono a nostro carico, ma tutto il ricavato andrà alla Caritas Diocesana per riuscire ad aiutare chi ha quotidianamente bisogno».

Eleonora Groppetti

 

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