«Non vaccinarsi, un fatto grave»

«Non vaccinarsi, un fatto grave»
Altro 23 Maggio 2015 ore 04:35

NOVARA - Non vaccinarsi, non utilizzare tutte le risorse che la scienza medica mette a disposizione è un atto particolarmente grave, non solo nei confronti del bambino ma della collettività intera. 

E’ quello che è emerso dal convegno (“Malattie infettive e prevenzione vaccinale. non abbassiamo la guardia”) organizzato da Ordine dei medici, Dipartimento per la Salute della Donna e del Bambino dell’ospedale di Novara, Kiwanis Club Novara Monte Rosa e Asl; con il patrocinio del Comune.

Se, infatti, la scienza non ha dubbi sull’efficacia e la non pericolosità delle vaccinazioni, da tempo c’è il “falso mito” che i vaccini possano creare problemi, una “moda” che ha preso piede e che è difficile da contrastare proprio per i pregiudizi che ne sono alla base.

Sarebbe bastato ascoltare Carla Zotti, professoressa di igiene all’Università di Torino o il prof. Gianni Bona (direttore del Dipartimento per la Salute della Donna e del Bambino del “Maggiore”) o ancora il dott. Federico D’Andrea (presidente dell’Ordine dei medici e del Kiwanis) per rendersi conto di come l’introduzione dei vaccini sia stata una delle scoperte più importanti nella storia dell’umanità e come abbiano salvato milioni di vite umane.  E che boicottarli possa rendere di nuovo pericolose malattie che si pensano ormai innocue.

Il convegno è stata anche l’occasione per presentare la campagna del Kiwanis e dell’Unicef “Eliminate” per l’eradicazione totale del tetano connatale (con meno di 2 dollari si può vaccinare una madre). E la battuta finale del prof. Bona ha dato il senso finale della mattinata di lavori: «Se si destinassero le risorse impegnate nelle campagne anti-vaccino al progetto del Kiwanis, si potrebbe risolvere immediatamente il problema».

s.d.

NOVARA - Non vaccinarsi, non utilizzare tutte le risorse che la scienza medica mette a disposizione è un atto particolarmente grave, non solo nei confronti del bambino ma della collettività intera. 

E’ quello che è emerso dal convegno (“Malattie infettive e prevenzione vaccinale. non abbassiamo la guardia”) organizzato da Ordine dei medici, Dipartimento per la Salute della Donna e del Bambino dell’ospedale di Novara, Kiwanis Club Novara Monte Rosa e Asl; con il patrocinio del Comune.

Se, infatti, la scienza non ha dubbi sull’efficacia e la non pericolosità delle vaccinazioni, da tempo c’è il “falso mito” che i vaccini possano creare problemi, una “moda” che ha preso piede e che è difficile da contrastare proprio per i pregiudizi che ne sono alla base.

Sarebbe bastato ascoltare Carla Zotti, professoressa di igiene all’Università di Torino o il prof. Gianni Bona (direttore del Dipartimento per la Salute della Donna e del Bambino del “Maggiore”) o ancora il dott. Federico D’Andrea (presidente dell’Ordine dei medici e del Kiwanis) per rendersi conto di come l’introduzione dei vaccini sia stata una delle scoperte più importanti nella storia dell’umanità e come abbiano salvato milioni di vite umane.  E che boicottarli possa rendere di nuovo pericolose malattie che si pensano ormai innocue.

Il convegno è stata anche l’occasione per presentare la campagna del Kiwanis e dell’Unicef “Eliminate” per l’eradicazione totale del tetano connatale (con meno di 2 dollari si può vaccinare una madre). E la battuta finale del prof. Bona ha dato il senso finale della mattinata di lavori: «Se si destinassero le risorse impegnate nelle campagne anti-vaccino al progetto del Kiwanis, si potrebbe risolvere immediatamente il problema».

s.d.