Novara settima nella classifica delle città a misura di giovani

Novara settima nella classifica delle città a misura di giovani
Altro 19 Agosto 2015 ore 10:33

L’Ufficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza ha recentemente stilato una classifica delle città italiane a seconda delle opportunità che offrono ai giovani sotto i 30 anni. Ad avere il più alto indice di vivibilità giovanile è Genova: qui i ragazzi hanno maggiori possibilità di trovare un’occupazione, luoghi culturali, di aggregazione e per il tempo libero, esercizi commerciali dedicati. Novara si piazza al settimo posto della classifica migliorando di una posizione rispetto allo scorso anno, dopo Rimini, Savona, Milano, Prato, Trieste. Seguono Bergamo, Torino, Pistoia. Nelle prime 30 posizioni solo Pescara e Napoli come province del Sud.

«Un Paese che sa guardare lontano è un Paese che mette al centro i giovani perché riconosce il loro valore sociale ed economico – ha dichiarato Carlo Edoardo Valli, Presidente della Camera di commercio di Monza e Brianza - I giovani che lavorano, fanno impresa, hanno una propria autonomia, sono impegnati nella vita economica, sociale e politica, sono giovani che sanno proiettarsi nel futuro e garantiscono al sistema Paese una continuità e sostenibilità nel lungo periodo. Credo che nell’agenda delle nostre istituzioni locali e nazionali debba essere rafforzato l’impegno e l’investimento che possiamo fare sui nostri giovani, a partire dal lavoro».

L’indagine è stata realizzata tenendo conto di 21 diversi indicatori, raggruppati in cinque sezione tematiche: lavoro, opportunità economica, popolazione, servizi, istruzione. Nell’area del lavoro sono stati tenuti in considerazione tra l’altro i dati su occupazione, disoccupazione, numero di titolari di imprese under 30; per quanto riguarda la popolazione il numero di giovani con età compresa tra 15 e 29 anni residenti sul totale. Il tutto anche con uno sguardo ai giovani di origine straniera. Per quanto riguarda i servizi ha inciso la presenza o meno di bar, pub, discoteche, negozi e impianti sportivi. Per l’istruzione ha pesato il numero di biblioteche attive 15 in rapporto alla popolazione residente di età compresa tra 15 e 29 anni.

v.s.

 

L’Ufficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza ha recentemente stilato una classifica delle città italiane a seconda delle opportunità che offrono ai giovani sotto i 30 anni. Ad avere il più alto indice di vivibilità giovanile è Genova: qui i ragazzi hanno maggiori possibilità di trovare un’occupazione, luoghi culturali, di aggregazione e per il tempo libero, esercizi commerciali dedicati. Novara si piazza al settimo posto della classifica migliorando di una posizione rispetto allo scorso anno, dopo Rimini, Savona, Milano, Prato, Trieste. Seguono Bergamo, Torino, Pistoia. Nelle prime 30 posizioni solo Pescara e Napoli come province del Sud.

«Un Paese che sa guardare lontano è un Paese che mette al centro i giovani perché riconosce il loro valore sociale ed economico – ha dichiarato Carlo Edoardo Valli, Presidente della Camera di commercio di Monza e Brianza - I giovani che lavorano, fanno impresa, hanno una propria autonomia, sono impegnati nella vita economica, sociale e politica, sono giovani che sanno proiettarsi nel futuro e garantiscono al sistema Paese una continuità e sostenibilità nel lungo periodo. Credo che nell’agenda delle nostre istituzioni locali e nazionali debba essere rafforzato l’impegno e l’investimento che possiamo fare sui nostri giovani, a partire dal lavoro».

L’indagine è stata realizzata tenendo conto di 21 diversi indicatori, raggruppati in cinque sezione tematiche: lavoro, opportunità economica, popolazione, servizi, istruzione. Nell’area del lavoro sono stati tenuti in considerazione tra l’altro i dati su occupazione, disoccupazione, numero di titolari di imprese under 30; per quanto riguarda la popolazione il numero di giovani con età compresa tra 15 e 29 anni residenti sul totale. Il tutto anche con uno sguardo ai giovani di origine straniera. Per quanto riguarda i servizi ha inciso la presenza o meno di bar, pub, discoteche, negozi e impianti sportivi. Per l’istruzione ha pesato il numero di biblioteche attive 15 in rapporto alla popolazione residente di età compresa tra 15 e 29 anni.

v.s.