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Parco Rodari, a Omegna quindicimila piccoli visitatori ogni anno si tuffano nella fantasia

Parco Rodari, a Omegna quindicimila piccoli visitatori ogni anno si tuffano nella fantasia
Altro 11 Aprile 2016 ore 17:32

Composizioni in rima che diventano un modo temporaneo di comunicazione, giochi linguistici e fogli “strappati” che prendono vita e diventano case, coccodrilli, razzi, lettini e che, disposti in sequenze casuali, raffigurano momenti di storie inventate dagli stessi bambini. Una fervida attività quella presso il “Parco della Fantasia” dedicato al noto scrittore omegnese Gianni Rodari (1920-1980) che nella cittadina visse per una parte della sua esistenza prima di trasferirsi in Lombardia prima e poi a Roma. Ad Omegna rimane, oltre allo spazio dedicato ai bambini e ispirato alle sue opere, anche la casa natale. Al “Parco”, laboratori didattici che rimandano a temi fantastici per agevolare l’elaborazione creativa, elemento cardine del lavoro di Rodari, autore di celebri racconti e testi per l’infanzia e ora divenute patrimonio della tradizione letteraria infantile. Circa quindicimila i piccoli visitatori che ogni anno frequentano il Parco Rodari con la propria scuola o con la famiglia con punte di maggior affluenza tra marzo e giugno, "periodo in cui – ci dicono ancora i responsabili delle attività - vengono ospitati fino a duecento bambini al giorno!. Arrivano, non solo dalle scuole piemontesi e lombarde, ma anche da quelle di Val D'Aos

Composizioni in rima che diventano un modo temporaneo di comunicazione, giochi linguistici e fogli “strappati” che prendono vita e diventano case, coccodrilli, razzi, lettini e che, disposti in sequenze casuali, raffigurano momenti di storie inventate dagli stessi bambini. Una fervida attività quella presso il “Parco della Fantasia” dedicato al noto scrittore omegnese Gianni Rodari (1920-1980) che nella cittadina visse per una parte della sua esistenza prima di trasferirsi in Lombardia prima e poi a Roma. Ad Omegna rimane, oltre allo spazio dedicato ai bambini e ispirato alle sue opere, anche la casa natale. Al “Parco”, laboratori didattici che rimandano a temi fantastici per agevolare l’elaborazione creativa, elemento cardine del lavoro di Rodari, autore di celebri racconti e testi per l’infanzia e ora divenute patrimonio della tradizione letteraria infantile. Circa quindicimila i piccoli visitatori che ogni anno frequentano il Parco Rodari con la propria scuola o con la famiglia con punte di maggior affluenza tra marzo e giugno, "periodo in cui – ci dicono ancora i responsabili delle attività - vengono ospitati fino a duecento bambini al giorno!. Arrivano, non solo dalle scuole piemontesi e lombarde, ma anche da quelle di Val D'Aosta, Emilia Romagna, Liguria, nonché da Roma (dove lo scrittore si trasferì a vivere),dall’Istria e dalla Svizzera. Interessanti i laboratori proposti ai ragazzi più grandi legati alla figura di Rodari giornalista, finalizzati alla scrittura di una cronaca o di un pezzo giornalistico. Significativa, inoltre, la messa in scena di spettacoli teatrali animati da attori professionisti ma interpretati anche dalle scolaresche in visita. Ognuno si mette in gioco per realizzare, in poco tempo, una vera e propria “piece”. Tra le altre proposte quelle dedicate alle “scoperte in autonomia” con un rapporto diretto bambino–educatore, altre alla condivisione con i genitori, spesso con la presenza di specialisti ch esi rendono disponibili a richieste, attese, curiosità di un’utenza adulta. Non mancano iniziative estive in aree esterne e momenti di approfondimento sulla produzione letteraria rodariana.

m.a.t.