Patronale: omelia del vescovo per S. Gaudenzio

Patronale: omelia del vescovo per S. Gaudenzio
22 Gennaio 2015 ore 16:32

NOVARA – Un invito alla speranza chiude il discorso di San Gaudenzio 2015 da parte del vescovo di Novara, monsignor Franco Giulio Brambilla.

Un’omelia, quella tenuta stamani, giovedì 22 gennaio, nella messa solenne in occasione della patronale, che, ripercorrendo la crisi che travaglia non solo la Chiesa e la Città di Novara, ma anche l’Europa e l’Italia, attraverso l’immagine biblica del cammino nel deserto, arriva a indicare una concreta via d’uscita alla comunità cristiana e a quella civile.

“Città di Novara – dice il vescovo – non guardare le tue paure, fa’ un balzo in avanti per un umanesimo nuovo!”.

NOVARA – Un invito alla speranza chiude il discorso di San Gaudenzio 2015 da parte del vescovo di Novara, monsignor Franco Giulio Brambilla.

Un’omelia, quella tenuta stamani, giovedì 22 gennaio, nella messa solenne in occasione della patronale, che, ripercorrendo la crisi che travaglia non solo la Chiesa e la Città di Novara, ma anche l’Europa e l’Italia, attraverso l’immagine biblica del cammino nel deserto, arriva a indicare una concreta via d’uscita alla comunità cristiana e a quella civile.

“Città di Novara – dice il vescovo – non guardare le tue paure, fa’ un balzo in avanti per un umanesimo nuovo!”.

In estrema sintesi è questa la cornice in cui monsignor Brambilla, vescovo di Novara, inquadra lo spaccato temporale che la Chiesa locale sta vivendo con il XXI Sinodo Diocesano, i cui frutti che si stanno via via maturando, il vescovo offre alla comunità civile tutta, dando colpi di pennello al quadro che va disegnandosi.

Il Sinodo, momento consultivo di partecipazione al governo della diocesi sotto la guida del vescovo, diventa non solo un’occasione per la Chiesa di ripensare se stessa sul territorio, ma diviene anche l’offerta di stessa della Chiesa alla Polis in vista della costruzione del bene comune, da ricercare continuamente.

La crisi che sta travagliando la Città degli uomini, a livello internazionale, a livello nazionale e locale, se è prova difficile, tuttavia non va sciupata e dispersa in un rimpianto sterile del tempo passato, ma può essere occasione per mettere in campo da un lato forze nuove, creative, attive nel tessuto urbano e sociale, dall’altro una rigenerazione dell’evangelizzazione del territorio.

Per far questo Brambilla non oppone solo l’uso della Legge  – che assume caratteri di vera e propria bulimia – ma anche il suo senso più profondo che inquadra e limita la libertà dell’uomo in vista di un bene più grande da raggiungere.

La chiave è la speranza: se per i cristiani è il Signore stesso e la vita nello Spirito, per tutti gli uomini, diventa il non ripiegamento e la non rassegnazione ad un cinismo devastante le coscienze e le potenzialità, di cui splende Novara, terra di mezzo, l’Europa e l’intera umanità.

Presenti alla messa, aperta con la tradizionale cerimonia del fiore, il sindaco Andrea Ballarè, l’assessore Paola Turchelli, rappresentanti della Provincia e molte altre autorità cittadine.

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mo.c.

Foto Martignoni

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