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Premiati Angela Valsecchi e il regista scomparso Claudio Caligari

Premiati Angela Valsecchi e il regista scomparso Claudio Caligari
Altro Alto Novarese, 14 Marzo 2016 ore 11:22

ARONA - L’amore per quello che si fa protagonista, sabato 13 marzo, per la premiazione “Aronese dell’anno”. In una gremita aula magna del municipio due esempi aronesi, l’infermiera psichiatrica e volontaria Angela Valsecchi e il regista scomparso Claudio Caligari, riconoscimento alla memoria, premiati in occasione della diciannovesima edizione. «Claudio Caligari, ci ha insegnato grazie al cinema a capire dove e chi siamo, ad essere migliori. Un po’ come Angela con il suo lavoro di volontariato fa nel curare le persone che incontra».
Valerio Mastandrea ha così ricordato l’amico regista: accanto a lui una quindicina di persone tra attori, sceneggiatori e produzione perché come hanno ricordato «ogni occasione è buona per ricordarsi di lui».
Mentre parlava la mano stretta a quella della madre di Caligari, Adelina Ponti. A seguire la proiezione del film “Non essere cattivo” (oltre alla prima delle 16 anche altre due repliche) organizzata dall’Università delle Tre età. Caligari sarebbe stato felice, perché come, ha ricordato Mastandrea, «voleva che fosse vista da più persone possibili».
m.n.b.

Foto Sandon

ARONA - L’amore per quello che si fa protagonista, sabato 13 marzo, per la premiazione “Aronese dell’anno”. In una gremita aula magna del municipio due esempi aronesi, l’infermiera psichiatrica e volontaria Angela Valsecchi e il regista scomparso Claudio Caligari, riconoscimento alla memoria, premiati in occasione della diciannovesima edizione. «Claudio Caligari, ci ha insegnato grazie al cinema a capire dove e chi siamo, ad essere migliori. Un po’ come Angela con il suo lavoro di volontariato fa nel curare le persone che incontra».
Valerio Mastandrea ha così ricordato l’amico regista: accanto a lui una quindicina di persone tra attori, sceneggiatori e produzione perché come hanno ricordato «ogni occasione è buona per ricordarsi di lui».
Mentre parlava la mano stretta a quella della madre di Caligari, Adelina Ponti. A seguire la proiezione del film “Non essere cattivo” (oltre alla prima delle 16 anche altre due repliche) organizzata dall’Università delle Tre età. Caligari sarebbe stato felice, perché come, ha ricordato Mastandrea, «voleva che fosse vista da più persone possibili».
m.n.b.

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