Premiati i volontari Avo impegnati nel servizio di lettura ad alta voce in alcune strutture sanitarie

Premiati i volontari Avo impegnati nel servizio di lettura ad alta voce in alcune strutture sanitarie
16 Febbraio 2015 ore 18:44

NOVARA – Una presenza costante da ben 35 anni, dal 1980 a Novara. Stiamo parlando della locale sezione dell’Avo, l’Associazione volontari ospedalieri, che sostiene e conforta con piccoli gesti quotidiani le persone ricoverate in ospedale.Un gruppo di volontari dal camice azzurro sarà premiato nell’ambito del progetto “Premio Cultura e Comunità”, in stretta collaborazione con l’assessorato alla Cultura del Comune di Novara-Biblioteca Civica Negroni. L’Avo di Novara, infatti, dopo aver consolidato, con propri volontari lettori, l’attività di lettura ad alta voce in alcuni reparti dell’ospedale Maggiore e del San Giuliano, ha avviato da mesi l’attività anche in due case di riposo cittadine: gli incontri di lettura, con brani e autori selezionati con cura dai volontari stessi, sono molto apprezzati dagli ospiti delle strutture novaresi, come momento di svago ed evasione e come “attivatore di ricordi”.Il riconoscimento sarà assegnato il prossimo 27 febbraio a Torino, durante il secondo Convegno nazionale Cultura & Società No Profit, cui parteciperà anche l’Avo di Novara.Un’altra recente e importante novità dell’Avo di Novara è l’avvio del servizio nel reparto di Psichiatria dell’ospedale Maggiore: la richiesta della disponibilità di alcuni volontari, pronti a donare parte del loro tempo nell’aiuto e nel sostegno di pazienti ricoverati, è stata subito accolta dal presidente Vittorio Pernechele e dal vice-presidente Di Maio: attualmente un gruppo di cinque volontari Avo, opportunamente formati con specifici corsi tenuti da medici del reparto, è già operativo tutti i giorni nella struttura.E’ tornata, infine, operativa la segreteria dell’Associazione Volontari Ospedalieri in via San Gaudenzio 11, dopo il periodo di forzata chiusura a causa dell’incendio che, nel settembre scorso, aveva danneggiato il tetto dell’edificio della Caritas, sede anche dell’Avo.

mo.c.

NOVARA – Una presenza costante da ben 35 anni, dal 1980 a Novara. Stiamo parlando della locale sezione dell’Avo, l’Associazione volontari ospedalieri, che sostiene e conforta con piccoli gesti quotidiani le persone ricoverate in ospedale.Un gruppo di volontari dal camice azzurro sarà premiato nell’ambito del progetto “Premio Cultura e Comunità”, in stretta collaborazione con l’assessorato alla Cultura del Comune di Novara-Biblioteca Civica Negroni. L’Avo di Novara, infatti, dopo aver consolidato, con propri volontari lettori, l’attività di lettura ad alta voce in alcuni reparti dell’ospedale Maggiore e del San Giuliano, ha avviato da mesi l’attività anche in due case di riposo cittadine: gli incontri di lettura, con brani e autori selezionati con cura dai volontari stessi, sono molto apprezzati dagli ospiti delle strutture novaresi, come momento di svago ed evasione e come “attivatore di ricordi”.Il riconoscimento sarà assegnato il prossimo 27 febbraio a Torino, durante il secondo Convegno nazionale Cultura & Società No Profit, cui parteciperà anche l’Avo di Novara.Un’altra recente e importante novità dell’Avo di Novara è l’avvio del servizio nel reparto di Psichiatria dell’ospedale Maggiore: la richiesta della disponibilità di alcuni volontari, pronti a donare parte del loro tempo nell’aiuto e nel sostegno di pazienti ricoverati, è stata subito accolta dal presidente Vittorio Pernechele e dal vice-presidente Di Maio: attualmente un gruppo di cinque volontari Avo, opportunamente formati con specifici corsi tenuti da medici del reparto, è già operativo tutti i giorni nella struttura.E’ tornata, infine, operativa la segreteria dell’Associazione Volontari Ospedalieri in via San Gaudenzio 11, dopo il periodo di forzata chiusura a causa dell’incendio che, nel settembre scorso, aveva danneggiato il tetto dell’edificio della Caritas, sede anche dell’Avo.

mo.c.

Turismo 2020
Top news
Glocal News
Foto più viste
Video più visti
Il mondo che vorrei
Gite in treno
Curiosità