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Rapporto tra Occidente cristiano e mondo islamico nell’ultima serata del Kiwanis Monte Rosa

Rapporto tra Occidente cristiano e mondo islamico nell’ultima serata del Kiwanis Monte Rosa
Altro Novara, 01 Maggio 2015 ore 15:13

NOVARA – “E’ possibile che si arrivi a una guerra contro l’Isis, ma una cosa dovrà essere ben chiara: l’Isis non è tutto l’Islam, quella guerra non dovrà essere una guerra contro l’Islam”. Sono le parole di Alessandro Barbero, storico di fama internazionale, docente di Storia medievale alla facoltà di Lettere di Vercelli dell’Università del Piemonte Orientale, collaboratore di programmi Rai, alla serata organizzata dal Kiwanis Monte Rosa.
Il suo intervento, molto seguito e applaudito e che ha portato a numerose domande, ha avuto il pregio di storicizzare quello che da sempre è un rapporto conflittuale, quello tra Occidente cristiano e mondo islamico.“Leggere i testi sacri delle varie religioni è molto importante – ha detto Barbero – intanto per capire che Dio è uno per tutti, pur chiamato in vari modi. Poi Cristianesimo e Islam si declinano in maniera differente, ma l’origine è comune. E serve, leggere il Corano, anche per capire come si è evoluta la sua interpretazione e come ha prodotto divisione nel mondo musulmano. E per conoscere le contraddizioni che avvengono: si legge, infatti, che il buon musulmano deve far guerra “quando vi attaccano” eppure accade quel che accade. Oppure, c’è scritto che anche i cristiani e gli ebrei, se si comportano bene, vanno in Paradiso. Il problema di fondo è che nell’Islam manca una guida unica, una sorta di Papa, che possa essere sia interlocutore che interprete autentico. Invece, chiunque abbia studiato si può autoproclamare imam”.Nella storia si sono susseguiti periodi di grande tensione e guerra e altri di pace e financo collaborazione: “La svolta che ha reso diffidenti gli arabi e che li ha portati a considerare l’Occidente come il nemico, il prevaricatore, il ricco in contrapposizione al mondo musulmano povero e oppresso è avvenuta con l’avvio del colonialismo”.C’è stato spazio, nell’intervento del professor Barbero, per le crociate, per la distinzione tra guerra santa e guerra giusta, per l’analisi del giudizio della Chiesa sull’impugnare le armi. Analisi molto apprezzate, in una serata che molti avrebbero voluto durasse ancora a lungo.

mo.c.

NOVARA – “E’ possibile che si arrivi a una guerra contro l’Isis, ma una cosa dovrà essere ben chiara: l’Isis non è tutto l’Islam, quella guerra non dovrà essere una guerra contro l’Islam”. Sono le parole di Alessandro Barbero, storico di fama internazionale, docente di Storia medievale alla facoltà di Lettere di Vercelli dell’Università del Piemonte Orientale, collaboratore di programmi Rai, alla serata organizzata dal Kiwanis Monte Rosa.
Il suo intervento, molto seguito e applaudito e che ha portato a numerose domande, ha avuto il pregio di storicizzare quello che da sempre è un rapporto conflittuale, quello tra Occidente cristiano e mondo islamico.“Leggere i testi sacri delle varie religioni è molto importante – ha detto Barbero – intanto per capire che Dio è uno per tutti, pur chiamato in vari modi. Poi Cristianesimo e Islam si declinano in maniera differente, ma l’origine è comune. E serve, leggere il Corano, anche per capire come si è evoluta la sua interpretazione e come ha prodotto divisione nel mondo musulmano. E per conoscere le contraddizioni che avvengono: si legge, infatti, che il buon musulmano deve far guerra “quando vi attaccano” eppure accade quel che accade. Oppure, c’è scritto che anche i cristiani e gli ebrei, se si comportano bene, vanno in Paradiso. Il problema di fondo è che nell’Islam manca una guida unica, una sorta di Papa, che possa essere sia interlocutore che interprete autentico. Invece, chiunque abbia studiato si può autoproclamare imam”.Nella storia si sono susseguiti periodi di grande tensione e guerra e altri di pace e financo collaborazione: “La svolta che ha reso diffidenti gli arabi e che li ha portati a considerare l’Occidente come il nemico, il prevaricatore, il ricco in contrapposizione al mondo musulmano povero e oppresso è avvenuta con l’avvio del colonialismo”.C’è stato spazio, nell’intervento del professor Barbero, per le crociate, per la distinzione tra guerra santa e guerra giusta, per l’analisi del giudizio della Chiesa sull’impugnare le armi. Analisi molto apprezzate, in una serata che molti avrebbero voluto durasse ancora a lungo.

mo.c.