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Risplende di nuova luce la Basilica di San Gaudenzio

Risplende di nuova luce la Basilica di San Gaudenzio
Altro Novara, 23 Gennaio 2016 ore 11:21

NOVARA- Risplende di nuova luce la Basilica di San Gaudenzio. L’impianto di illuminazione con tecnologia a Led, tenuto a battesimo in occasione della festa patronale, nasce grazie alla generosità della famiglia Piantanida e della Fondazione della Banca Popolare di Novara per il territorio: una stretta sinergia che testimonia la vicinanza di enti e privati al monumento simbolo della città di Novara. A Palazzo Bellini, la presentazione dell’iniziativa: «Due gli obiettivi – ha sottolineato l’avvocato Franco Zanetta, presidente della Fondazione BpN -, illuminare il nostro bellissimo monumento per una miglior fruibilità e favorire il risparmio dei costi. L’intervento si inserisce in quel filone che ha sempre visto la Banca prima e la Fondazione poi attente alle necessità della Basilica, il bene più importante della città. Per il restauro della Cupola, negli anni Novanta, la Banca aveva destinato 2 miliardi e 900.000 lire. Anche la Fondazione si è sempre dimostrata sensibile alle esigenze della chiesa, intervenendo per una serie di restauri, dal Polittico del Ferrari alle cappelle allo Scurolo, incrementando così la loro bellezza, con contributi che hanno superato i 2 milioni di euro. Di fronte alla segnalazione della nuova criticità da parte del parroco, don Natale Allegra, che lamentava l’obsolescenza dell’impianto e la sua sostituzione con una tecnologia più moderna abbiamo deciso di intervenire: l’operazione è stata condotta con la famiglia di Carlo Piantanida, già amministratore delegato della Banca Popolare di Novara: abbiamo diviso in due i costi dell’impianto che ha richiesto una spesa di 64.000 euro. Un grande gesto quello compiuto da una famiglia novarese che ha a cuore le necessità della Basilica dimostrando così il suo affetto per la città e in particolare per San Gaudenzio. Un feeling particolare si è creato con la Fondazione in una operazione che ha visto sentimenti convergenti. Come Banca dovremo cambiare pelle ma il corpo rimane sempre quello, così l’attenzione e la vicinanza al territorio». Profonda la gratitudine di don Natale verso la Banca, la Fondazione e la famiglia Piantanida: la richiesta di aiuto è stata accolta. «Ricordo il mio ingresso, nell’aprile del 1982, in una giornata di tregenda, sotto un diluvio d’acqua, ricordo il cesto di fiori mandato dalla Banca Popolare, una particolare parrocchiana – ha detto don Natale -: in quel momento si è creato quel rapporto di vicinanza che continua ancora oggi e che negli anni ha portato a interventi importanti, con Di Tieri prima e con Zanetta oggi. I tempi non sono più favorevoli come una volta, ogni anno si inaugurava un restauro ma c’è la speranza che si recuperi e si rilanci questa attenzione. Carlo Piantanida, da sempre vicino alla parrocchia con la sua famiglia, ha voluto generosamente contribuire in memoria della moglie Mariuccia, prematuramente scomparsa, coprendo metà dell’intervento per la sostituzione di un impianto desueto e dai costi sempre più pesanti. I lavori hanno riguardato l’area celebrativa e la navata, la parte usufruibile immediatamente: questo il primo lotto. Speriamo che quanto prima si intervenga sulle cappelle. E che l’attaccamento al territorio da parte della Banca posa continuare come in passato: sottolineare quanto è stato fatto dalla Banca Popolare e dalla Fondazione è importante per non perdere il senso delle nostre radici». Per il ragionier Carlo Piantanida questo è «un segno tangibile in ricordo di mia moglie. È quanto mai necessario richiamare l’attenzione dei novaresi affinché siano più vicini alla Banca che tanto ha fatto per la città. E la città dovrebbe continuare a sostenere la Banca e la Fondazione che rimangono all’interno del gruppo come realtà profondamente legate al territorio».

Eleonora Groppetti

NOVARA- Risplende di nuova luce la Basilica di San Gaudenzio. L’impianto di illuminazione con tecnologia a Led, tenuto a battesimo in occasione della festa patronale, nasce grazie alla generosità della famiglia Piantanida e della Fondazione della Banca Popolare di Novara per il territorio: una stretta sinergia che testimonia la vicinanza di enti e privati al monumento simbolo della città di Novara. A Palazzo Bellini, la presentazione dell’iniziativa: «Due gli obiettivi – ha sottolineato l’avvocato Franco Zanetta, presidente della Fondazione BpN -, illuminare il nostro bellissimo monumento per una miglior fruibilità e favorire il risparmio dei costi. L’intervento si inserisce in quel filone che ha sempre visto la Banca prima e la Fondazione poi attente alle necessità della Basilica, il bene più importante della città. Per il restauro della Cupola, negli anni Novanta, la Banca aveva destinato 2 miliardi e 900.000 lire. Anche la Fondazione si è sempre dimostrata sensibile alle esigenze della chiesa, intervenendo per una serie di restauri, dal Polittico del Ferrari alle cappelle allo Scurolo, incrementando così la loro bellezza, con contributi che hanno superato i 2 milioni di euro. Di fronte alla segnalazione della nuova criticità da parte del parroco, don Natale Allegra, che lamentava l’obsolescenza dell’impianto e la sua sostituzione con una tecnologia più moderna abbiamo deciso di intervenire: l’operazione è stata condotta con la famiglia di Carlo Piantanida, già amministratore delegato della Banca Popolare di Novara: abbiamo diviso in due i costi dell’impianto che ha richiesto una spesa di 64.000 euro. Un grande gesto quello compiuto da una famiglia novarese che ha a cuore le necessità della Basilica dimostrando così il suo affetto per la città e in particolare per San Gaudenzio. Un feeling particolare si è creato con la Fondazione in una operazione che ha visto sentimenti convergenti. Come Banca dovremo cambiare pelle ma il corpo rimane sempre quello, così l’attenzione e la vicinanza al territorio». Profonda la gratitudine di don Natale verso la Banca, la Fondazione e la famiglia Piantanida: la richiesta di aiuto è stata accolta. «Ricordo il mio ingresso, nell’aprile del 1982, in una giornata di tregenda, sotto un diluvio d’acqua, ricordo il cesto di fiori mandato dalla Banca Popolare, una particolare parrocchiana – ha detto don Natale -: in quel momento si è creato quel rapporto di vicinanza che continua ancora oggi e che negli anni ha portato a interventi importanti, con Di Tieri prima e con Zanetta oggi. I tempi non sono più favorevoli come una volta, ogni anno si inaugurava un restauro ma c’è la speranza che si recuperi e si rilanci questa attenzione. Carlo Piantanida, da sempre vicino alla parrocchia con la sua famiglia, ha voluto generosamente contribuire in memoria della moglie Mariuccia, prematuramente scomparsa, coprendo metà dell’intervento per la sostituzione di un impianto desueto e dai costi sempre più pesanti. I lavori hanno riguardato l’area celebrativa e la navata, la parte usufruibile immediatamente: questo il primo lotto. Speriamo che quanto prima si intervenga sulle cappelle. E che l’attaccamento al territorio da parte della Banca posa continuare come in passato: sottolineare quanto è stato fatto dalla Banca Popolare e dalla Fondazione è importante per non perdere il senso delle nostre radici». Per il ragionier Carlo Piantanida questo è «un segno tangibile in ricordo di mia moglie. È quanto mai necessario richiamare l’attenzione dei novaresi affinché siano più vicini alla Banca che tanto ha fatto per la città. E la città dovrebbe continuare a sostenere la Banca e la Fondazione che rimangono all’interno del gruppo come realtà profondamente legate al territorio».

Eleonora Groppetti

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