Ristorante Coccia: i lavori finiranno a giugno

Ristorante Coccia: i lavori finiranno a giugno
Altro 14 Maggio 2015 ore 16:13

“La ristrutturazione del locale terminerà per giugno, ma non abbiamo ancora la data precisa dell’apertura poiché al termine dei lavori seguiranno 2/3 settimane dedicate alle prove di servizio e alla verifica di tutti i dettagli”: così Cinzia Primatesta, moglie dello chef Antonino Cannavacciuolo, che si sta occupando del nuovo ristorante a Novara accanto al Teatro Coccia. “Essendo impegnato con le riprese di Masterchef – prosegue - lo chef interverrà direttamente nel nuovo ristorante dal mese di settembre 2015”.

Lo slittamento dell'apertura a cosa è stato dovuto?

“Rispetto a quanto preventivato in fase di progettazione, ad inizio lavori il locale si è presentato in condizioni precarie e non idonee alla sicurezza. Abbiamo dovuto risanare completamente gli ambienti e tutti i locali, questo ovviamente ha richiesto mesi aggiuntivi di lavoro non preventivati”. 

Che tipo di locale/ristorante sarà? 

“Il locale, sarà un caffe bar & bistrot, aperto dalla mattina alla sera, ed offrirà la possibilità di spaziare da dolci colazioni a base di sfogliatelle e pasticcerie, a pranzi, aperitivi e cene. Il tutto in un locale in grado di soddisfare sia le esigenze di un rapido snack che quelle di un momento più intimo durante una cena. L’arredamento sarà in stile contemporaneo e vi si respirerà un’atmosfera calda e accogliente. Punto di forza portate che rimandano alla tradizione, e le materie prime, con la loro lavorazione dettata dalla stagionalità e dalle emozioni percepite dallo chef Cannavacciuolo. Proporremo anche il servizio take away con linea packaging innovativa e dedicata…il tutto per dare un tocco raffinato anche alle portate d’asporto di Cannavacciuolo”.

Ci può dire qualcosa sullo staff? 

“Il nostro personale sarà formato secondo i criteri che stanno alla base della filosofia di gestione di Cannavacciuolo: persone dinamiche e solari, con la voglia di formarsi e con tanto amore e passione verso questo settore”.

Ci sono altri progetti in cantiere oltre a quello di Novara o novità riguardanti la vostra attività sul lago d'Orta? 

“Al momento abbiamo alcune idee in fase embrionale…che credo prenderanno forma man mano, e cresceranno con noi”.

Può raccontarci qualcosa di lei? 

“Mi sentirei di dire che per prima cosa faccio la mamma…e poi tutto il resto…”

Come ha conosciuto il signor Cannavacciuolo?

“Antonino lavorava come cuoco nell’Hotel gestito dai miei genitori sul lago d’Orta a Pettenasco. Così ci siamo conosciuti: io mi occupavo della Direzione e lui stava in cucina…e come si suol dire in questi casi, da cosa nasce cosa”.

Come riesce a conciliare la vita famigliare e di coppia con tutti i suoi numerosi impegni? 

“Cerando di essere il più possibile organizzata. Bisogna saper gestire ogni momento, soprattutto quando si è molto impegnati, nel migliore dei modi”. 

Secondo lei cosa manca in Italia per aiutare le donne a realizzarsi pienamente?

“Credo manchi la consapevolezza e la fiducia in loro stesse”.

Infine cosa consiglia ai tanti giovani, donne e uomini, che vogliono intraprendere una carriera nel settore della ristorazione? 

“Consiglio di essere consapevoli che intraprendere una strada nel settore della Ristorazione arricchisce e porta tante soddisfazioni, ma che come in tutte le cose importanti della vita è un percorso che richiede tempo, costanza, passione e un impegno vero”.

Valentina Sarmenghi

“La ristrutturazione del locale terminerà per giugno, ma non abbiamo ancora la data precisa dell’apertura poiché al termine dei lavori seguiranno 2/3 settimane dedicate alle prove di servizio e alla verifica di tutti i dettagli”: così Cinzia Primatesta, moglie dello chef Antonino Cannavacciuolo, che si sta occupando del nuovo ristorante a Novara accanto al Teatro Coccia. “Essendo impegnato con le riprese di Masterchef – prosegue - lo chef interverrà direttamente nel nuovo ristorante dal mese di settembre 2015”.

Lo slittamento dell'apertura a cosa è stato dovuto?

“Rispetto a quanto preventivato in fase di progettazione, ad inizio lavori il locale si è presentato in condizioni precarie e non idonee alla sicurezza. Abbiamo dovuto risanare completamente gli ambienti e tutti i locali, questo ovviamente ha richiesto mesi aggiuntivi di lavoro non preventivati”. 

Che tipo di locale/ristorante sarà? 

“Il locale, sarà un caffe bar & bistrot, aperto dalla mattina alla sera, ed offrirà la possibilità di spaziare da dolci colazioni a base di sfogliatelle e pasticcerie, a pranzi, aperitivi e cene. Il tutto in un locale in grado di soddisfare sia le esigenze di un rapido snack che quelle di un momento più intimo durante una cena. L’arredamento sarà in stile contemporaneo e vi si respirerà un’atmosfera calda e accogliente. Punto di forza portate che rimandano alla tradizione, e le materie prime, con la loro lavorazione dettata dalla stagionalità e dalle emozioni percepite dallo chef Cannavacciuolo. Proporremo anche il servizio take away con linea packaging innovativa e dedicata…il tutto per dare un tocco raffinato anche alle portate d’asporto di Cannavacciuolo”.

Ci può dire qualcosa sullo staff? 

“Il nostro personale sarà formato secondo i criteri che stanno alla base della filosofia di gestione di Cannavacciuolo: persone dinamiche e solari, con la voglia di formarsi e con tanto amore e passione verso questo settore”.

Ci sono altri progetti in cantiere oltre a quello di Novara o novità riguardanti la vostra attività sul lago d'Orta? 

“Al momento abbiamo alcune idee in fase embrionale…che credo prenderanno forma man mano, e cresceranno con noi”.

Può raccontarci qualcosa di lei? 

“Mi sentirei di dire che per prima cosa faccio la mamma…e poi tutto il resto…”

Come ha conosciuto il signor Cannavacciuolo?

“Antonino lavorava come cuoco nell’Hotel gestito dai miei genitori sul lago d’Orta a Pettenasco. Così ci siamo conosciuti: io mi occupavo della Direzione e lui stava in cucina…e come si suol dire in questi casi, da cosa nasce cosa”.

Come riesce a conciliare la vita famigliare e di coppia con tutti i suoi numerosi impegni? 

“Cerando di essere il più possibile organizzata. Bisogna saper gestire ogni momento, soprattutto quando si è molto impegnati, nel migliore dei modi”. 

Secondo lei cosa manca in Italia per aiutare le donne a realizzarsi pienamente?

“Credo manchi la consapevolezza e la fiducia in loro stesse”.

Infine cosa consiglia ai tanti giovani, donne e uomini, che vogliono intraprendere una carriera nel settore della ristorazione? 

“Consiglio di essere consapevoli che intraprendere una strada nel settore della Ristorazione arricchisce e porta tante soddisfazioni, ma che come in tutte le cose importanti della vita è un percorso che richiede tempo, costanza, passione e un impegno vero”.

Valentina Sarmenghi