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Sanità, dovremo pagare 203 prestazioni

Sanità, dovremo pagare 203 prestazioni
Altro Novara, 04 Febbraio 2016 ore 18:54

E’ entrato in vigore pochi giorni fa, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il decreto del ministero della salute datato 9 dicembre 2015, detto “decreto appropriatezza prescrittiva” che va a limitare, e di molto, la possibilità di utilizzare i ticket su 203 prestazioni sanitarie. Una vera e propria batosta per i pazienti che saranno costretti, se non in casi gravissimi, a dover aprire il portafogli e a pagare. 

Sei le macroaree prese a riferimento nel nuovo decreto. Tantissimi esami e prestazioni odontoiatriche, legati alla genetica, alla radiologia diagnostica, agli esami di laboratorio, alla dermatologia allergologica e alla Medicina nucleare diventeranno dunque a totale carico dell’utente. Con una situazione difficile anche nel rapporto con il medico che dovrà attenersi a stringenti metodi valutativi per poter prescrivere questi esami. 

«Senza dubbio il decreto parte da presupposti giusti e condivisibili. Nessuno mette in dubbio la necessità dell’appropriatezza delle prescrizioni che, in termini pratici, significa che il medico deve di volta in volta vagliare le situazioni prescrivendo quanto serve, a chi serve, nel momento in cui serve. L’obiettivo è appunto quello di astenersi da prescrizioni inutili che nulla servono alla cura del paziente evitando così costosi sprechi per la Sanità pubblica. E’ un  momento difficile, lo sappiamo, si devono trovare delle vie alternative perchè la Sanità pubblica possa continuare a svolgere la propria missione, ma sicuramente la questione dell’appropriatezza prescrittiva, che è molto complessa e articolata, meritava di essere gestita in tutt’altra maniera».  A parlare è il dottor Federico D’Andrea, primario del reparto di Dietetica e Nutrizione clinica dell'Azienda ospedaliera-universitaria "Maggiore della Carità” e presidente dell'Ordine dei Medici chirurghi ed Odontoiatri della provincia di Novara.

 «Si doveva utilizzare un metodo diverso con un maggior coinvolgimento della categoria, degli Ordini e anche delle associazioni sindacali, perché calare dall’alto un decreto senza averlo prima discusso e condiviso rende tutto più difficile creando disagi nella gestione sia per i medici sia per i pazienti». 

 Clarissa Brusati

Enzo Panelli

Tutto l’elenco delle prestazioni a pagamento sul Corriere di Novara di giovedì 4 febbraio 2016

E’ entrato in vigore pochi giorni fa, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il decreto del ministero della salute datato 9 dicembre 2015, detto “decreto appropriatezza prescrittiva” che va a limitare, e di molto, la possibilità di utilizzare i ticket su 203 prestazioni sanitarie. Una vera e propria batosta per i pazienti che saranno costretti, se non in casi gravissimi, a dover aprire il portafogli e a pagare. 

Sei le macroaree prese a riferimento nel nuovo decreto. Tantissimi esami e prestazioni odontoiatriche, legati alla genetica, alla radiologia diagnostica, agli esami di laboratorio, alla dermatologia allergologica e alla Medicina nucleare diventeranno dunque a totale carico dell’utente. Con una situazione difficile anche nel rapporto con il medico che dovrà attenersi a stringenti metodi valutativi per poter prescrivere questi esami. 

«Senza dubbio il decreto parte da presupposti giusti e condivisibili. Nessuno mette in dubbio la necessità dell’appropriatezza delle prescrizioni che, in termini pratici, significa che il medico deve di volta in volta vagliare le situazioni prescrivendo quanto serve, a chi serve, nel momento in cui serve. L’obiettivo è appunto quello di astenersi da prescrizioni inutili che nulla servono alla cura del paziente evitando così costosi sprechi per la Sanità pubblica. E’ un  momento difficile, lo sappiamo, si devono trovare delle vie alternative perchè la Sanità pubblica possa continuare a svolgere la propria missione, ma sicuramente la questione dell’appropriatezza prescrittiva, che è molto complessa e articolata, meritava di essere gestita in tutt’altra maniera».  A parlare è il dottor Federico D’Andrea, primario del reparto di Dietetica e Nutrizione clinica dell'Azienda ospedaliera-universitaria "Maggiore della Carità” e presidente dell'Ordine dei Medici chirurghi ed Odontoiatri della provincia di Novara.

 «Si doveva utilizzare un metodo diverso con un maggior coinvolgimento della categoria, degli Ordini e anche delle associazioni sindacali, perché calare dall’alto un decreto senza averlo prima discusso e condiviso rende tutto più difficile creando disagi nella gestione sia per i medici sia per i pazienti». 

 Clarissa Brusati

Enzo Panelli

Tutto l’elenco delle prestazioni a pagamento sul Corriere di Novara di giovedì 4 febbraio 2016

 

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