Spiegazioni al nuovo piano della sosta con il Comitato “Narrami o Musa”

Spiegazioni al nuovo piano della sosta con il Comitato “Narrami o Musa”
Altro 22 Gennaio 2015 ore 09:59

NOVARA – Martedì sera, allo spazio Sciapò di corso Cavallotti, tre giovani novaresi (Chiara Tordi, Federica Francesi e Fabrizio Cerri) hanno presentato il Comitato da loro formato “Narrami o Musa” con la partecipazione dell’assessore Giulio Rigotti. 

“Siamo molto soddisfatti – spiegano i tre ragazzi in un comunicato stampa – per essere riusciti in un freddo martedì sera di gennaio a raccogliere la partecipazione di oltre 60 concittadini. L’idea della creazione del Comitato e della serata è partita quando ci siamo chiesti che cosa fosse in concreto il nuovo piano della mobilità e della sosta di Novara approvato dall’attuale Amministrazione comunale. Da lì ci siamo posti alcuni quesiti come per esempio per quale motivo si è scelto di farlo ora in un periodo di crisi socio-economica, ma soprattutto prima di schierarci volevamo sapere quali vantaggi e svantaggi portava questo discusso “Musa”. Ci siamo informati, abbiamo studiato il piano e, una volta fatti questi passaggi necessari, ci siamo ritrovati con l’idea di rendere un servizio ai cittadini, che, per vari motivi, non erano riusciti a capire i perché di questo piano così discusso a Novara”. 

 

NOVARA – Martedì sera, allo spazio Sciapò di corso Cavallotti, tre giovani novaresi (Chiara Tordi, Federica Francesi e Fabrizio Cerri) hanno presentato il Comitato da loro formato “Narrami o Musa” con la partecipazione dell’assessore Giulio Rigotti. 

“Siamo molto soddisfatti – spiegano i tre ragazzi in un comunicato stampa – per essere riusciti in un freddo martedì sera di gennaio a raccogliere la partecipazione di oltre 60 concittadini. L’idea della creazione del Comitato e della serata è partita quando ci siamo chiesti che cosa fosse in concreto il nuovo piano della mobilità e della sosta di Novara approvato dall’attuale Amministrazione comunale. Da lì ci siamo posti alcuni quesiti come per esempio per quale motivo si è scelto di farlo ora in un periodo di crisi socio-economica, ma soprattutto prima di schierarci volevamo sapere quali vantaggi e svantaggi portava questo discusso “Musa”. Ci siamo informati, abbiamo studiato il piano e, una volta fatti questi passaggi necessari, ci siamo ritrovati con l’idea di rendere un servizio ai cittadini, che, per vari motivi, non erano riusciti a capire i perché di questo piano così discusso a Novara”. 

“Non ci definiamo a priori pro o contro (anche se ovviamente ognuno di noi ha una propria idea) – continuano i tre giovani – ma ci pare poco corretto banalizzare dicendo che “Musa” sia solo “più strisce blu”, perché, come emerso durante l’intervento dell’assessore Rigotti dietro “Musa” vi sono una miriade di studi fatti per migliorare la vivibilità cittadina e rendere un servizio migliore alla cittadinanza in un periodo (che va avanti da anni) di tagli forsennati da parte di Regione e Stato centrale. Il punto su cui penso tutti possiamo essere d’accordo – sostengono i promotori di “Narrami o Musa” – è che la situazione dei parcheggi e della viabilità cittadina così com’erano non erano più sostenibili. L’assessore ha illustrato zone della città che avevano con il vecchio sistema della sosta percentuali di occupazione del suolo superiori al 120% (es. zona via Regaldi), il che comporta problematiche come macchine sugli incroci e zebre pedonali, incidenti conseguenti, traffico da ricerca del parcheggio in zone gratuite troppo adiacenti al centro e già sature di auto, inquinamento e problematiche varie. Infine l’assessore ha accettato di avere un dibattito con i cittadini presenti, dato che la sala era divisa all’incirca a metà tra pro e contro Musa (un po’ lo specchio reale della città) – continua il comunicato – Da questo dibattito si sono dipanati alcuni dubbi e sfatate false credenze, aiutando i presenti a comprendere meglio alcuni aspetti poco chiari o che erano stati travisati. Siamo soddisfatti dell’esito della serata perché non vi è cosa migliore del discutere insieme e di saper ascoltare chi la pensa in maniera diversa. Molti i progetti per il futuro, tra cui una riunione organizzativa, punto di ascolto nei mercati e per la strada e una biciclettata”.

mo.c.

 

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