Stangalini, una vita tra ricerca e sport

Stangalini, una vita tra ricerca e sport
03 Febbraio 2015 ore 03:24

NOVARA – “Il premio Novarese dell’anno di Stampa Club è stato attribuito al dottor Alberto Stangalini per la sua attività svolta in 50 anni di laboratorio – iniziata il 10 ottobre del 1964 presso l’Ospedale di Novara – di cui 38 anni quali libero professionista ed imprenditore sanitario in società quali la Fleming (attività di gestione sanitaria), la Clonit (società di ricerca e produzione di test diagnostici di biologia molecolare) e l’Mbt (società di analisi e controllo di alimenti e dell’ambiente)”. E stata questa la motivazione del premio che il ricercatore Stangalini ha ricevuto dalle mani dal presidente e avvocato Vittorio Minola durante una serata molto partecipata all’Albergo Italia mercoledì scorso durante la quale il professor  Massimo Galli, direttore della cattedra di Malattie infettive dell’Università di Milano ospedale Sacco, ha intrattenuto i presenti con una relazione  dal titolo “Le epidemie non finiscono mai”  con interessanti collegamenti storici sull’origine  dei virus e sulle terribili e attuali infezioni provocate da Ebola.

NOVARA – “Il premio Novarese dell’anno di Stampa Club è stato attribuito al dottor Alberto Stangalini per la sua attività svolta in 50 anni di laboratorio – iniziata il 10 ottobre del 1964 presso l’Ospedale di Novara – di cui 38 anni quali libero professionista ed imprenditore sanitario in società quali la Fleming (attività di gestione sanitaria), la Clonit (società di ricerca e produzione di test diagnostici di biologia molecolare) e l’Mbt (società di analisi e controllo di alimenti e dell’ambiente)”. E stata questa la motivazione del premio che il ricercatore Stangalini ha ricevuto dalle mani dal presidente e avvocato Vittorio Minola durante una serata molto partecipata all’Albergo Italia mercoledì scorso durante la quale il professor  Massimo Galli, direttore della cattedra di Malattie infettive dell’Università di Milano ospedale Sacco, ha intrattenuto i presenti con una relazione  dal titolo “Le epidemie non finiscono mai”  con interessanti collegamenti storici sull’origine  dei virus e sulle terribili e attuali infezioni provocate da Ebola.

Stangalini ha ringraziato i presenti e il club per il riconoscimento  e, in particolare, la moglie Anna, i figli Davide e Sara «che attualmente lavorano nelle nostre società» e il socio ed ex allievo Carlo Roccio «che ora ha superato il maestro e di cui giustamente ne traggo anche i benefici, con cui ho sovente discusso, ma con cui ho sempre voluto trovare la soluzione dei problemi perché le nostre società sono le più democratiche che esistano poiché abbiamo il 50% a testa».

Ma è stato il racconto di una vita – quella di Stangalini – divisa equamente tra sport, ricerca e famiglia, racconto fatto dal giornalista Gianfranco Quaglia, ad aggiungere pepe ad una storia umana e professionale già interessante di suo.  Si sono così scoperti trascorsi calcistici e aneddoti molto curiosi su Stangalini, la cui fama è tutta legata allo sviluppo, dalla seconda metà degli anni Settanta, del Laboratorio Fleming, fino ai più recenti successi sulla diagnostica, con la messa a punto, attraverso la Clonit, di  prestigiosi kit come quelli per il Carbonchio, la Sars e – da ultimo – l’Ebola di cui hanno parlato non solo i media italiani.

Redazione online

Leggi l’articolo integrale sul Corriere di Novara di lunedì 2 febbraio 2015

 

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