Tre borse lavoro per non vedenti in sinergia tra Uici e Provincia

Tre borse lavoro per non vedenti in sinergia tra Uici e Provincia
Altro 09 Giugno 2015 ore 22:19

NOVARA – Tre giovani non vedenti collocati in un call center in via sperimentale. Succede a Novara mentre a livello nazionale si attende da tempo un adeguamento normativo in materia.

Ad oggi, i centralinisti ciechi sono impegnati prevalentemente negli uffici pubblici, nelle banche e nelle grandi aziende ma con l’avvento delle nuove tecnologie la professione rischia di scomparire, rimpiazzata da risponditori automatici e da impianti all’avanguardia.
E così la sezione novarese di Uici (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti), in collaborazione con l’amministrazione provinciale e i centri per l’impiego, ha deciso di mettere le mani avanti e di aprire la strada a nuove collaborazioni. Prima fra tutte quella con le società Callnetwork e Impetum, che coinvolge tre giovani associati della provincia di Novara, Jacopo Tinti, 26enne di Granozzo, Michela Massara, 22enne di Trecate e Flavio Gallo, 22enne di Borgo Ticino. I tre sono stati assunti con un tirocinio che tra qualche mese potrebbe diventare un contratto a tempo indeterminato.

“Si tratta di un progetto pilota in Italia - spiega Pasquale Gallo, presidente provinciale dell’Unione Italiana Ciechi - oggi la crisi del mercato occupazionale investe anche chi è affetto da gravi deficit visivi e così abbiamo deciso di dare una mano alla politica, anticipando una legge all’esame del Parlamento”.

Grande disponibilità ed entusiasmo anche da parte degli amministratori delle due società, Andrea Scrimieri e Diego Dominici. “I neoassunti verificano gli ordini contattando i clienti - spiegano i due - per farlo utilizzano un dispositivo di sintesi vocale che “legge” le informazioni del computer, sono ciechi ma non se ne accorge nessuno, svolgono il loro lavoro con attenzione e serietà”. Michela, Jacopo e Flavio contattano centinaia di utenti in tutta Italia e tra qualche mese, terminati i tirocini, potrebbero entrare definitivamente nella squadra del call center. “Presto annunceremo altre importanti novità - conclude il presidente Pasquale Gallo - stiamo sperimentando nuove collaborazioni pilota fino ad oggi inesplorate, speriamo che qualcosa si muova anche a livello nazionale”.

NOVARA – Tre giovani non vedenti collocati in un call center in via sperimentale. Succede a Novara mentre a livello nazionale si attende da tempo un adeguamento normativo in materia.

Ad oggi, i centralinisti ciechi sono impegnati prevalentemente negli uffici pubblici, nelle banche e nelle grandi aziende ma con l’avvento delle nuove tecnologie la professione rischia di scomparire, rimpiazzata da risponditori automatici e da impianti all’avanguardia.
E così la sezione novarese di Uici (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti), in collaborazione con l’amministrazione provinciale e i centri per l’impiego, ha deciso di mettere le mani avanti e di aprire la strada a nuove collaborazioni. Prima fra tutte quella con le società Callnetwork e Impetum, che coinvolge tre giovani associati della provincia di Novara, Jacopo Tinti, 26enne di Granozzo, Michela Massara, 22enne di Trecate e Flavio Gallo, 22enne di Borgo Ticino. I tre sono stati assunti con un tirocinio che tra qualche mese potrebbe diventare un contratto a tempo indeterminato.

“Si tratta di un progetto pilota in Italia - spiega Pasquale Gallo, presidente provinciale dell’Unione Italiana Ciechi - oggi la crisi del mercato occupazionale investe anche chi è affetto da gravi deficit visivi e così abbiamo deciso di dare una mano alla politica, anticipando una legge all’esame del Parlamento”.

Grande disponibilità ed entusiasmo anche da parte degli amministratori delle due società, Andrea Scrimieri e Diego Dominici. “I neoassunti verificano gli ordini contattando i clienti - spiegano i due - per farlo utilizzano un dispositivo di sintesi vocale che “legge” le informazioni del computer, sono ciechi ma non se ne accorge nessuno, svolgono il loro lavoro con attenzione e serietà”. Michela, Jacopo e Flavio contattano centinaia di utenti in tutta Italia e tra qualche mese, terminati i tirocini, potrebbero entrare definitivamente nella squadra del call center. “Presto annunceremo altre importanti novità - conclude il presidente Pasquale Gallo - stiamo sperimentando nuove collaborazioni pilota fino ad oggi inesplorate, speriamo che qualcosa si muova anche a livello nazionale”.

mo.c.