Il caso

Treni merci sulla Novara-Luino: Castelletto chiama a raccolta il territorio

Stilo annuncia di voler organizzare un incontro con i colleghi del territorio interessato dal progetto

Treni merci sulla Novara-Luino: Castelletto chiama a raccolta il territorio
Arona, 14 Febbraio 2020 ore 07:00

Treni merci sulla linea Novara-Luino: il sindaco castellettese Massimo Stilo lancia un appello ai colleghi dei Comuni limitrofi.

Treni merci: previsto il boom nel 2021

A Castelletto torna sotto i riflettori la vicenda dell’aumento del traffico ferroviario che attraverserà il paese, previsto per l’anno prossimo. E se da una parte Rfi e Comune restano su posizioni abbastanza discordanti sul futuro di quel progetto, il sindaco Massimo Stilo ha deciso di cercare il sostegno degli altri primi cittadini del territorio e dello stesso Prefetto di Novara per avviare un’ultima e decisiva azione di confronto con le Ferrovie.

Il quadro della situazione

Il tema del progetto di potenziamento del traffico ferroviario che attraversa il paese lungo la tratta della vecchia Novara-Luino è stato tra gli argomenti di punta dell’ultima campagna elettorale. Alcuni esponenti delle vecchie forze di opposizione infatti, proprio poche settimane prima del voto, invitarono a Castelletto l’ingegnere di Rfi incaricato di predisporre il progetto di potenziamento del cosiddetto «corridoio Genova-Rotterdam». Un piano estremamente articolato che partirà con i lavori previsti per il 2021 e che porterà all’aumento dei convogli e della quantità delle merci in transito dal porto di Genova fino all’Olanda. La presentazione del progetto causò immediatamente la levata di scudi dei residenti della zona centrale di via Varallo Pombia, dove si trova un importante passaggio a livello, che nei piani di Rfi avrebbe potuto essere chiuso. Gli abitanti si sono dimostrati da subito estremamente preoccupati per l’aumento del rumore che inevitabilmente caratterizzerà l’area all’incrocio tra via Varallo Pombia e via Vernome. Soprattutto perché il piano presentato da Rfi al momento prevede l’installazione di barriere antirumore esclusivamente dopo molti anni dall’avvio del cantiere. Le previsioni di Rfi riguardo agli eventuali tempi di attesa di fronte alla sbarra del passaggio a livello – se si decidesse di non chiudere quella via – prospettano pause di anche 12 o 15 minuti. Motivo per cui furono gli stessi dirigenti di Ferrovie a proporre due soluzioni alternative. Entrambe prevedevano la chiusura totale del passaggio a livello, ma in un caso si suggeriva la costruzione di un gigantesco sovrappasso, mentre nel secondo la creazione di una viabilità alternativa. L’attuale maggioranza si è invece da sempre opposta alla prospettiva di una chiusura del passaggio a livello e ha incalzato Rfi, esortando i vertici della società a provvedere il prima possibile alla creazione delle barriere antirumore e a finanziare la costruzione di una strada alternativa.

L’appello di Stilo

“Nel frattempo non siamo rimasti con le mani in mano – spiega il sindaco castellettese Massimo Stilo – e appena dopo le elezioni ci siamo attivati per cercare una risposta ai problemi dei cittadini e contattando direttamente Rfi. Quello che ho preso con i miei concittadini è un impegno concreto, non si è trattato esclusivamente di una promessa elettorale. Restiamo quindi fortemente contrari alla soppressione di quel passaggio a livello e vogliamo che le Ferrovie intervengano installando le barriere antirumore al più presto possibile. Ad agosto dello scorso anno ho scritto una lettera a Rfi per chiedere una volta per tutte delle risposte su questo tema. Nello specifico in qualità di sindaco ho chiesto un incontro con Rfi per chiedere che gli interventi di mitigazione ambientale siano anticipati e che, predisponendo una viabilità alternativa, non si proceda alla chiusura del passaggio a livello. La risposta delle Ferrovie è arrivata il 12 settembre. In sostanza hanno ribadito quelle che sono le posizioni già espresse prima delle elezioni e hanno specificato che i lavori per la viabilità alternativa dovranno essere concordati con la Provincia. Per questo ho deciso di contattare i sindaci del territorio, sia della sponda piemontese che di quella lombarda, e di allertare anche il nostro Prefetto. Ci incontreremo, discuteremo del tema e poi proporremo un’azione comune”

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