Un numero della rivista anarchica A per il borgomanerese Giovanni Cerutti

Un numero della rivista anarchica A per il borgomanerese Giovanni Cerutti
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BORGOMANERO – Un numero speciale della rivista mensile anarchica “A” diretta da Fausta Bizzozzero per raccogliere gli scritti del borgomanerese Giovanni A. Cerutti (nella foto di Panizza) dedicati a “La svastica allo stadio”, storie si persecuzione e di resistenza nel mondo del calcio sotto il nazismo. Cerutti, 52 anni, direttore scientifico dell’Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea nel Novarese e nel VCO “Piero Fornara” è autore di numerose pubblicazioni di carattere storico: tra quest

BORGOMANERO – Un numero speciale della rivista mensile anarchica “A” diretta da Fausta Bizzozzero per raccogliere gli scritti del borgomanerese Giovanni A. Cerutti (nella foto di Panizza) dedicati a “La svastica allo stadio”, storie si persecuzione e di resistenza nel mondo del calcio sotto il nazismo. Cerutti, 52 anni, direttore scientifico dell’Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea nel Novarese e nel VCO “Piero Fornara” è autore di numerose pubblicazioni di carattere storico: tra queste ricordiamo “La lezione civile di Achille Marazza” e “Giacomo Luigi Borgna. Un popolare nella fondazione della nostra democrazia”. “La svastica allo stadio”  è stato invece il titolo di una conferenza che Cerutti aveva tenuto in 
tutta Italia, incentrata su due storie “simbolo” delle persecuzioni razziali in Italia. Quella di Arpad Weisz  grande allenatore dell’Inter, poi passato al Novara e al Bologna che venne costretto con la famiglia nel 1939 a lasciare l’Italia per trasferirsi in Olanda dove dopo l’occupazione nazista venne catturato e avviato al campo di sterminio di Auschwitz con la moglie e i suoi due bambini dove venne ucciso nel gennaio 1944. E quella di Ernst Erbstein, allenatore del Grande Torino anche lui rinchiuso in un campo di concentramento da cui però riuscì a scappare. Il “dossier” proposto dalla rivista “A” è arricchito da diverse foto, alcune delle quali inedite e dalla riproduzione di documenti dell’epoca. Informazioni sulla rivista si possono ottenere accedendo al sito  arivista.org o inviando una mail al seguente indirizzo di posta elettronica: arivista@tin.it

Carlo Panizza

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