Un nuovo ecografo all’hospice di Galliate nel nome di Giulio

Un nuovo ecografo all’hospice di Galliate nel nome di Giulio
25 Gennaio 2018 ore 16:44

Il nuovo ecografo portatile dell’hospice San Rocco di Galliate è arrivato di mercoledì. E non è un caso. Mercoledì era il giorno di Giulio Drago, volontario dalla passione straordinaria, morto improvvisamente proprio mentre prestava servizio nella struttura dell’Ospedale Maggiore di Novara. “Venire qui era diventata una sua ragione di vita” ricorda con voce dolce la moglie Helga Dlipphausen. E proprio per questo i familiari, l’associazione Ideainsieme e il personale dell’hospice, hanno voluto ricordarlo donando un’apparecchiatura per quei malati “a cui Giulio si dedicava con interessamento e delicatezza unica”, parola della presidente di Ideainsieme, Margherita Zanetta.L’ecografo portatile migliorerà ulteriormente le cure offerte ai pazienti terminali o a chi viene ricoverato all’hospice in un momento acuto della patologia. “Servirà a non spostare i malati evitando il rischio di peggiorare i loro sintomi – spiega Elvira Catania, direttore del servizio di cure palliative dell’Ospedale Maggiore di Novara – Inoltre, renderà più sicuro e semplice posizionare cateteri e flebo, togliendo ulteriori disagi”. Già tutto il personale infermieristico si è detto disponibile a seguire il corso per imparare ad usare l’ecografo, che sarà curato dal dottor Simone Piazza, in collaborazione con la struttura complessa di Oncologia, diretta dalla dottoressa Alessandra Gennari. Grazie alla donazione di Ernesto De Giorgi, inoltre, all’ecografo è stata aggiunta anche una stampante, cosa che rende ancora più completa la dotazione dell’apparecchiatura. “Una tecnologia che qualifica il nostro hospice, da sempre all’avanguardia nel panorama piemontese – sottolinea Mario Minola, direttore generale dell’Ospedale Maggiore di Novara – Fin dall’inaugurazione, dodici anni fa, prima struttura pubblica del genere in Regione”.Nel corso degli anni le cure palliative hanno conquistato sempre maggior spazio nel sistema medico italiano. La prova più recente arriva dal mondo accademico, come racconta Marco Krengli, presidente della Scuola di Medicina dell’Università del Piemonte Orientale: “Dal prossimo anno gli aspiranti medici dovranno acquisire dei crediti anche in centri di cure palliative od hospice, luoghi altamente formativi per i professionisti di domani”. Punto su cui concorda pure il presidente dell’Ordine dei Medici di Novara, Federico D’Andrea, che all’hospice ci torna ora come volontario. 

l.pa.

Il nuovo ecografo portatile dell’hospice San Rocco di Galliate è arrivato di mercoledì. E non è un caso. Mercoledì era il giorno di Giulio Drago, volontario dalla passione straordinaria, morto improvvisamente proprio mentre prestava servizio nella struttura dell’Ospedale Maggiore di Novara. “Venire qui era diventata una sua ragione di vita” ricorda con voce dolce la moglie Helga Dlipphausen. E proprio per questo i familiari, l’associazione Ideainsieme e il personale dell’hospice, hanno voluto ricordarlo donando un’apparecchiatura per quei malati “a cui Giulio si dedicava con interessamento e delicatezza unica”, parola della presidente di Ideainsieme, Margherita Zanetta.L’ecografo portatile migliorerà ulteriormente le cure offerte ai pazienti terminali o a chi viene ricoverato all’hospice in un momento acuto della patologia. “Servirà a non spostare i malati evitando il rischio di peggiorare i loro sintomi – spiega Elvira Catania, direttore del servizio di cure palliative dell’Ospedale Maggiore di Novara – Inoltre, renderà più sicuro e semplice posizionare cateteri e flebo, togliendo ulteriori disagi”. Già tutto il personale infermieristico si è detto disponibile a seguire il corso per imparare ad usare l’ecografo, che sarà curato dal dottor Simone Piazza, in collaborazione con la struttura complessa di Oncologia, diretta dalla dottoressa Alessandra Gennari. Grazie alla donazione di Ernesto De Giorgi, inoltre, all’ecografo è stata aggiunta anche una stampante, cosa che rende ancora più completa la dotazione dell’apparecchiatura. “Una tecnologia che qualifica il nostro hospice, da sempre all’avanguardia nel panorama piemontese – sottolinea Mario Minola, direttore generale dell’Ospedale Maggiore di Novara – Fin dall’inaugurazione, dodici anni fa, prima struttura pubblica del genere in Regione”.Nel corso degli anni le cure palliative hanno conquistato sempre maggior spazio nel sistema medico italiano. La prova più recente arriva dal mondo accademico, come racconta Marco Krengli, presidente della Scuola di Medicina dell’Università del Piemonte Orientale: “Dal prossimo anno gli aspiranti medici dovranno acquisire dei crediti anche in centri di cure palliative od hospice, luoghi altamente formativi per i professionisti di domani”. Punto su cui concorda pure il presidente dell’Ordine dei Medici di Novara, Federico D’Andrea, che all’hospice ci torna ora come volontario. 

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