Un tocco di blu e l’automobilista è “servito”

Un tocco di blu e l’automobilista è “servito”
Altro 30 Settembre 2015 ore 14:56

NOVARA –  Parcheggi, aree blu, multe, sanzioni e polemiche, ovvero storie tipicamente all’italiana, ovvero mai nulla di certo, univoco, definitivo. Della serie: ognuno (e ovviamente anche Novara) fa da sé. Il Musa non ha fatto altro che alimentare e ingigantire questioni, peraltro a livello nazionale, che si trascinano da anni, con soluzioni singole, locali, basate quasi sempre solo ed esclusivamente sull’”interpretazione” delle norme. Per carità, sempre tutto in regola e comunque scontata la buona fede da parte degli amministratori, però come non parlare di automobilisti tassati e tartassati?

NOVARA –  Parcheggi, aree blu, multe, sanzioni e polemiche, ovvero storie tipicamente all’italiana, ovvero mai nulla di certo, univoco, definitivo. Della serie: ognuno (e ovviamente anche Novara) fa da sé. Il Musa non ha fatto altro che alimentare e ingigantire questioni, peraltro a livello nazionale, che si trascinano da anni, con soluzioni singole, locali, basate quasi sempre solo ed esclusivamente sull’”interpretazione” delle norme. Per carità, sempre tutto in regola e comunque scontata la buona fede da parte degli amministratori, però come non parlare di automobilisti tassati e tartassati?

 

INVASIONE BLU

L’ultima crociata contro l’invasione di posteggi a pagamento è dei consiglieri del Pdl (vedi anche “Corriere” di giovedì 24), ma negli ultimi anni polemiche sulla questione si sono ripetute, partendo quasi sempre dal comma 8 dell’articolo 7 del Codice della strada che recita: «Qualora il Comune disponga l’installazione dei dispositivi di controllo di durata della sosta… deve riservare una adeguata area destinata a parcheggio rispettivamente senza custodia o senza dispositivi di controllo di durata della sosta. Tale obbligo non sussiste per le zone definite “area pedonale” e “zona a traffico limitato”, nonché per quelle definite “A”… e in altre zone di particolare rilevanza urbanistica, opportunamente individuate e delimitate dalla Giunta nelle quali sussistano esigenze e condizioni particolari di traffico».  Il problema è interpretare la norma, e motivare ad esempio le “particolari esigenze” per stabilire come una zona sia da ritenere “a particolare rilevanza urbanistica”. Spesso però ciò non avviene, e tout court una intera area diventa blu senza preoccuparsi di garantire altrettante aree “libere” richieste dal Codice.

Ricordiamo, tante per cambiare un po’… parrocchie politiche, la protesta di Forza Nuova del novembre 2011 (il Musa era ancora di là da venire…): a suo avviso l’allora «rifacimento delle “strisce blu” nei pressi delle zone di maggior affluenza quali scuole, banche, mercati, Stazione, uffici ed ospedali» avrebbe confermato «la volontà di questa Giunta (Ballarè, ndr) di proseguire la via della defraudazione del cittadino, già tracciata dalla precedente Giunta (Giordano, ndr)». E ancora: «Complice la disinformazione e l’antieconomicità dei ricorsi, ecco proliferare i parcheggi a pagamento spesso al limite dell’abusivismo». Spiegò l’allora comandante della Polizia municipale, Paolo Cortese: «In base alle normative vigenti già da tempo è stato possibile tracciare una “area di rilevanza urbanistica” più estesa del tradizionale centro storico, che in pratica arriva fino alla Stazione ferroviaria. Al di fuori di tale area va garantito almeno il 50% di posteggi gratuiti, mentre all’interno è possibile una deroga». All’interno della suddetta area di rilevanza urbanistica «tre differenti situazioni, ovvero la Ztl, i posteggi riservati ai residenti e quelli a pagamento». Tale area, concludeva Cortese, aveva anche la funzione «di regolamentare la mobilità urbana, stimolando l’uso del trasporto pubblico». Ovvero: nessuna “illegalità”, bensì scelte politico-amministrative. Poi venne il Musa, e il blu dilagò.

Scelte che, in alcune città, sono state impugnate davanti ai giudici, in alcuni casi ottenendo anche soddisfazione (vedasi le ultime sentenze ad Alessandria). E prese di posizione da parte anche di autorevoli giornali di settore, quale “Quattroruote”, che sul numero di settembre, parlando di “finanza creativa” di molti Comuni, denuncia appunto «il mancato rispetto del corretto rapporto tra gli spazi di sosta a pagamento e quelli gratuiti», previsto appunto «dall’articolo 7 del Codice (violato applicando arbitrariamente il concetto di “particolare rilevanza urbanistica“ a strade di qualsiasi genere e tipologia)».

In totale: a quanto pare basta (discrezionalmente?) stabilire che una certa area è “rilevante”, e tutto diventa a pagamento. Ma appunto le motivazioni? E chi le verifica?

 

CONSENTITO  MULTARE?

A proposito di posteggi a pagamento: se uno “sgarra” va davvero multato?

Ovvero: violazioni del Codice della strada o inadempienze contrattuali?

La “bomba” scoppiò a marzo dell’anno scorso. Vediamo come e perché, riportando pari pari la nota dell’Agenzia Asca che la riepilogava: “Roma, 20 mar 2014 – Nessuna multa per chi prolunga la sosta dell’auto sulle strisce blu oltre l’orario per il quale ha regolarmente pagato. E’ quanto precisa il Ministero dei Trasporti e Infrastrutture attraverso la risposta a una interrogazione parlamentare da parte del sottosegretario Umberto Del Basso De Caro facendo chiarezza sui dubbi interpretativi sollevati da molti Comuni e su una presunta, ma inesistente, divergenza tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e il Ministero dell’Interno. ‘Il Ministero dei Trasporti ha ripetutamente espresso nel tempo il parere che, nel caso di sosta illimitata tariffata, il pagamento in misura insufficiente non costituisca violazione di una norma di comportamento, ma configuri unicamente una inadempienza contrattuale. Pertanto, nei casi di pagamenti in misura insufficiente, l’inadempienza implica il saldo della tariffa non corrisposta’. Niente multa, insomma, perché  ‘in materia di sosta, gli unici obblighi previsti dal Codice sono quelli indicati dall’articolo 157, comma 6, e precisamente l’obbligo di segnalare in modo chiaramente visibile l’orario di inizio della sosta, qualora questa sia permessa per un tempo limitato, e l’obbligo di mettere in funzione il dispositivo di controllo della durata della sosta, ove questo esista; la violazione di tali obblighi comporta la sanzione prevista dal medesimo articolo 157, comma 8, del Codice medesimo’. Ma, obiettano alcuni Comuni, un parere del Ministero dell’Interno del 2003 dice il contrario. Risponde il Ministero dei Trasporti: ‘Non risulta alcuna situazione di conflitto interpretativo con il Ministero dell’Interno: quest’ultimo, infatti, in seguito a un riesame della propria posizione espressa nel 2003, ha successivamente (nel 2007) condiviso la disamina della tematica svolta dal Mit ed emesso (nel 2010) una serie di pareri in tal senso’, pareri condivisi dal Servizio della Polizia stradale del Dipartimento di Pubblica sicurezza. Come recuperare i mancati pagamenti? Le Amministrazioni locali possono affidare al gestore del servizio le azioni necessarie al recupero delle evasioni tariffarie e dei mancati pagamenti, ivi compresi il rimborso delle spese e le penali, da stabilire con apposito regolamento comunale, secondo le indicazioni e le limitazioni fornite dal Codice civile e dal Codice del consumo”.

Chiaro, no? I Comuni per consentire agli ausiliari della sosta, cioè ai gestori delle aree blu, di continuare a multare, dovevano varare un apposito “regolamento” (altrimenti si deve pagare quanto non versato, o la differenza se si è sforato l’orario, senza ulteriori sanzioni).

Come sono andate le cose (facilmente immaginabile: all’italiana, ovvero… ognuno, come sempre, fa da sé) da allora? In ogni caso: Novara  ha varato un “apposito regolamento”? Come ci è stato spiegato al Comando di Polizia municipale, al riguardo si è intervenuti nell’ambito della revisione del piano parcheggi, ovvero dell’introduzione del Musa. In due parole: nel provvedimento che allargava gli spazi blu è stato inserito un richiamo al Codice della strada per applicare appunto le norme di quest’ultimo nei parcheggi a pagamento al fine di multare (e non aprire quindi contenziosi per inadempienze contrattuali etc etc). Tutto liscio? A Novara sembrerebbe di sì. Non altrettanto in altre città che vivono situazioni analoghe: fioccano infatti i ricorsi ai giudici. Spulciando sul web ecco il giudice di pace di Padova che a maggio scorso, appunto su ricorso di un automobilista, ha stabilito che «la sosta nei parcheggi a pagamento oltre al tempo indicato dal ticket è solo inadempienza contrattuale» . E, a giugno, quello di Lucca che sancisce: «Niente multa, anche se il “grattino” del parcheggio è scaduto». Ovvero le multe «devono essere comminate solo se c’è la violazione di una disposizione (specificatamente del Codice della strada, ndr) e non possono essere uno strumento utilizzato impropriamente dai Comuni per imporre ulteriori per imporre ulteriori tasse ai cittadini e fare così cassa sulle spalle degli automobilisti». A Novara pare che non ci siano stati ricorsi su questo argomento.

 

SOLDI REINVESTITI?

A proposito di multe e parcheggi: che fine fanno i soldi?

Il comma 7 dello stesso articolo 7 del Codice dice che «i proventi dei parcheggi a pagamento, in quanto spettanti  agli enti proprietari della strada, sono  destinati alla installazione, costruzione e gestione di parcheggi in superficie, sopraelevati o sotterranei, e al loro miglioramento nonché a interventi per il finanziamento del trasporto pubblico locale e per migliorare la mobilità urbana».

E più in generale gli enti locali – come chiosa “Quattroruote” -  sono tenuti a comunicare annualmente ai Ministeri di Infrastrutture e Interno «l’utilizzo fatto dei proventi delle multe, ma di solito si guardano bene da ottemperare a quest’obbligo: lo scorso anno lo hanno rispettato solo 438 Comuni (compreso Novara, ndr?) su 8.167… Sanzioni applicate agli inadempienti? Nessuna, ovviamente».

Che dire? Bisogna sperare di abitare in un Comune “virtuoso”.

Paolo Viviani