Una “nuova” veste per “Novaria”

Una “nuova” veste per “Novaria”
Altro 05 Luglio 2015 ore 12:55

NOVARA - Per i 400 anni dalla morte un convegno ma soprattutto la pubblicazione della sua opera, “Novaria seu de Ecclesia novariensi”, nell’italiano di oggi accessibile a tutti. Così Novara e la Diocesi vogliono ricordare un suo grande vescovo, Carlo Bascapè. Le celebrazioni sono in programma alla fine di settembre ma l’omaggio a questa statuaria figura è già iniziato con la presentazione della settima monografia inserita nella collana “Novaresi nella storia”, progetto editoriale promosso da "NovareSì Per" (associazione che riunisce i Novaresi dell'Anno) e Territorio e Cultura Onlus (nata nel marzo del 2010 in stretta collaborazione con il Corriere di Novara) con il contributo di Fondazione Cariplo. La pubblicazione “Carlo Bascapè. Un vescovo sulle orme di san Carlo”, edita da Interlinea, è in vendita con il Corriere di Novara al costo di 5 euro, compreso il giornale. Scritta dallo storico Dorino Tuniz, la monografia è stata presentata giovedì pomeriggio a Palazzo Vochieri, negli spazi della Biblioteca Negroni di Novara. Le parole di Roberto Cicala, direttore editoriale di Interlinea, e di Maurizio Leigheb, tra i curatori della collana, hanno inquadrato la monografia nell’ambito del progetto nato per dar voce ai novaresi illustri, coniugando conoscenza e solidarietà perché, come ha ricordato il direttore del Corriere di Novara Roberto Azzoni (accostando la sua figura a quella di Papa Francesco, per quella sua volontà di raggiungere tutti) l’utile delle pubblicazioni è destinato alle iniziative di Territorio e Cultura Onlus. «Questa è l’occasione – ha detto il vicario generale della Diocesi don Fausto Cossalter – per iniziare ufficialmente le celebrazioni per il 400° anniversario della Diocesi. Una figura importante per noi, un vescovo che ha fatto rinascere la Diocesi in un periodo particolare, dopo il Concilio di Trento: non voleva diventare vescovo, fu forzato dal papa, doveva stare poco a Novara ma ci rimase ventidue anni trasformando la Diocesi. Dimostrò una particolare attenzione al territorio, all’annuncio del Vangelo, non calato dall’alto ma adattato alla condizione storica, antropologica e sociale. Creò nuove parrocchie, diede impulso alla vita del clero in decadenza. La Diocesi, insieme all’Archivio Storico Diocesano, intende rivalutare questa figura attraverso questa opera divulgativa e un convegno che segue a quello di 22 anni fa. Ma soprattutto vogliamo farlo ripubblicando la sua poderosa opera, “Novara sacra”, in una lingua accessibile a tutti, da parte di Interlinea. Ci offre uno spaccato molto interessante della Diocesi e del territorio: Bascapè raggiunse tutte le chiese e le cappelle del Novarese. Una figura, la sua, che ha valenza anche civile. Quanta attualità possiamo ritrovare con il tempo che stiamo vivendo». Le manifestazioni inizieranno a fine settembre, nell’ultimo weekend: una celebrazione civile alla presenza delle autorità, un convegno storico sabato 26, una visita al Sacro Monte di Orta che fece nascere, un incontro riservato ai sacerdoti e proposte culturali per i giovani delle scuole superiori, accostando la sua figura all’opera di Sebastiano Vassali, “La chimera”. «Il suo ricordo rimase fortemente impresso nella diocesi e nel territorio - ha spiegato Tuniz, storico e docente -, di fronte alle sfide della storia si è fatto riferimento a lui quasi come un secondo fondatore della Chiesa novarese. Arrivato a Novara trovò una situazione non dissimile da altre diocesi con costumi alquanto rilassati. Riorganizzò il territorio e il clero, di cui curò la formazione. Il suo nome è legato ai Sacri Monti di Orta e di Varallo, insieme a quello di san Carlo Borromeo, di cui fu segretario. Compì due lunghe visite pastorali di cui ci ha lasciato una testimonianza scritta importantissima. In alcune parrocchie non si vedeva un vescovo a memoria d’uomo. La sua opera ci fornisce una serie di notizie di grande interesse per la storia della città. Fu uno storico del territorio di Novara, la cui opera è frutto dell’osservazione diretta. Divisa in due parti: nella prima una descrizione dei territori molto accurata e nella seconda le schede dei vescovi di Novara. Seicento pagine di grande valore. La celebrazione dei centenari servo se resta qualcosa. L’eredità più preziosa è il poter accostare la sua opera in termini comprensibili per tutti». Carlo Bascapè è stato dichiarato venerabile: la causa, come ha spiegato don Cossalter, è stata avviata dalla sua congregazione (era un barnabita) nel 2005. «Per i passi successivi è necessario un miracolo».

Eleonora Groppetti

NOVARA - Per i 400 anni dalla morte un convegno ma soprattutto la pubblicazione della sua opera, “Novaria seu de Ecclesia novariensi”, nell’italiano di oggi accessibile a tutti. Così Novara e la Diocesi vogliono ricordare un suo grande vescovo, Carlo Bascapè. Le celebrazioni sono in programma alla fine di settembre ma l’omaggio a questa statuaria figura è già iniziato con la presentazione della settima monografia inserita nella collana “Novaresi nella storia”, progetto editoriale promosso da "NovareSì Per" (associazione che riunisce i Novaresi dell'Anno) e Territorio e Cultura Onlus (nata nel marzo del 2010 in stretta collaborazione con il Corriere di Novara) con il contributo di Fondazione Cariplo. La pubblicazione “Carlo Bascapè. Un vescovo sulle orme di san Carlo”, edita da Interlinea, è in vendita con il Corriere di Novara al costo di 5 euro, compreso il giornale. Scritta dallo storico Dorino Tuniz, la monografia è stata presentata giovedì pomeriggio a Palazzo Vochieri, negli spazi della Biblioteca Negroni di Novara. Le parole di Roberto Cicala, direttore editoriale di Interlinea, e di Maurizio Leigheb, tra i curatori della collana, hanno inquadrato la monografia nell’ambito del progetto nato per dar voce ai novaresi illustri, coniugando conoscenza e solidarietà perché, come ha ricordato il direttore del Corriere di Novara Roberto Azzoni (accostando la sua figura a quella di Papa Francesco, per quella sua volontà di raggiungere tutti) l’utile delle pubblicazioni è destinato alle iniziative di Territorio e Cultura Onlus. «Questa è l’occasione – ha detto il vicario generale della Diocesi don Fausto Cossalter – per iniziare ufficialmente le celebrazioni per il 400° anniversario della Diocesi. Una figura importante per noi, un vescovo che ha fatto rinascere la Diocesi in un periodo particolare, dopo il Concilio di Trento: non voleva diventare vescovo, fu forzato dal papa, doveva stare poco a Novara ma ci rimase ventidue anni trasformando la Diocesi. Dimostrò una particolare attenzione al territorio, all’annuncio del Vangelo, non calato dall’alto ma adattato alla condizione storica, antropologica e sociale. Creò nuove parrocchie, diede impulso alla vita del clero in decadenza. La Diocesi, insieme all’Archivio Storico Diocesano, intende rivalutare questa figura attraverso questa opera divulgativa e un convegno che segue a quello di 22 anni fa. Ma soprattutto vogliamo farlo ripubblicando la sua poderosa opera, “Novara sacra”, in una lingua accessibile a tutti, da parte di Interlinea. Ci offre uno spaccato molto interessante della Diocesi e del territorio: Bascapè raggiunse tutte le chiese e le cappelle del Novarese. Una figura, la sua, che ha valenza anche civile. Quanta attualità possiamo ritrovare con il tempo che stiamo vivendo». Le manifestazioni inizieranno a fine settembre, nell’ultimo weekend: una celebrazione civile alla presenza delle autorità, un convegno storico sabato 26, una visita al Sacro Monte di Orta che fece nascere, un incontro riservato ai sacerdoti e proposte culturali per i giovani delle scuole superiori, accostando la sua figura all’opera di Sebastiano Vassali, “La chimera”. «Il suo ricordo rimase fortemente impresso nella diocesi e nel territorio - ha spiegato Tuniz, storico e docente -, di fronte alle sfide della storia si è fatto riferimento a lui quasi come un secondo fondatore della Chiesa novarese. Arrivato a Novara trovò una situazione non dissimile da altre diocesi con costumi alquanto rilassati. Riorganizzò il territorio e il clero, di cui curò la formazione. Il suo nome è legato ai Sacri Monti di Orta e di Varallo, insieme a quello di san Carlo Borromeo, di cui fu segretario. Compì due lunghe visite pastorali di cui ci ha lasciato una testimonianza scritta importantissima. In alcune parrocchie non si vedeva un vescovo a memoria d’uomo. La sua opera ci fornisce una serie di notizie di grande interesse per la storia della città. Fu uno storico del territorio di Novara, la cui opera è frutto dell’osservazione diretta. Divisa in due parti: nella prima una descrizione dei territori molto accurata e nella seconda le schede dei vescovi di Novara. Seicento pagine di grande valore. La celebrazione dei centenari servo se resta qualcosa. L’eredità più preziosa è il poter accostare la sua opera in termini comprensibili per tutti». Carlo Bascapè è stato dichiarato venerabile: la causa, come ha spiegato don Cossalter, è stata avviata dalla sua congregazione (era un barnabita) nel 2005. «Per i passi successivi è necessario un miracolo».

Eleonora Groppetti