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Una realtà tutta nuova, si chiama “Agorà”

Una realtà tutta nuova, si chiama “Agorà”
Altro Novara, 17 Marzo 2016 ore 12:35

NOVARA - Cominciamo col dire che si tratta di un progetto sotto certi aspetti unico in Italia. Un’area giochi dove si potranno tenere laboratori e altre attività, ma anche diversi servizi rivolti alle famiglie; e poi spazi dedicati a esercizi commerciali, fitness, ristorazione. Una realtà tutta nuova, chiamata “Agorà”, che sorgerà a Veveri in via Cameri, attraverso il riutilizzo di un paio di strutture già appartenute alla società d’impiantistica “Sitas”. Una location decisamente “strategica”, a soli tre chilometri dal centro storico, lungo un’arteria di intenso passaggio, con un potenziale bacino d’utenza stimato di quasi 200 mila abitanti, dei quali 15 sono bambini. Il tutto ospitato in 3 mila metri quadri coperti su un terreno di circa 5 mila. Un investimento consistente, che dovrebbe concretizzarsi (i lavori, una volta espletate tutte le pratiche burocratiche, dovrebbero partire nel prossimo mese di maggio) entro fine anno (ma non si esclude una sua apertura a “blocchi”), contribuendo tra l’altro alla creazione di una settantina di posti di lavoro qualificato.
Il progetto, con tanto di sopralluogo effettuato insieme al sindaco di Novara Andrea Ballaré e all’assessore al Commercio Sara Paladini, è stato presentato nella mattinata di martedì dagli ideatori, Stefania Vacca con il marito Massimo Michieletti e la cognata Priscilla Michieletti. Un’idea nata per far fronte all’esigenza sempre più richiesta da parte di molti genitori di poter contare su luoghi sicuri, qualificati e flessibili per far giocare i propri piccoli, ma al tempo stesso essere in grado di essere accoglienti e offrire una serie di servizi per la famiglia. Dotata tra l’altro di sistemi di sicurezza tecnologicamente avanzati: un’apposita “App”, solo per fare un esempio, consentirà a mamma e papà di sapere in ogni istante dove si trova il proprio bambino e cosa sta facendo. Un progetto, ha spiegato Stefania Vacca, «che abbiamo visto realizzato in Inghilterra, dove abbiamo soggiornato per alcuni anni. Abbiamo quindi pensato che una cosa simile potesse avere successo anche da noi».
Soddisfazione è stata espressa dal primo cittadino: «Un’iniziativa imprenditoriale interessante, che bene si inserisce nel programma di riqualificazione di Veveri, fortemente voluto dalla nostra Amministrazione. Il fatto che, in un periodo non certo facile come quello che stiamo attraversando, ci sia comunque voglia di “fare impresa” è da apprezzare e sostenere».
Da parte sua l’assessore Paladini, oltre a sostenere che «gli interventi commerciali rappresentino ancora una volta un importante motore per il rilancio di un quartiere», ha sottolineato «l’importanza del “riuso”, grazie a un progetto che si concretizzerà senza consumo di nuovo terreno, ma utilizzando spazi lasciati vuoti».
Il progetto prevede, oltre al recupero dei due capannoni principali (il primo dei quali destinato a ospitare un’area gioco “indoor” di 500 metri quadrati), la realizzazione di un terzo elemento, con funzioni di “collegamento” e dove saranno collocati l’ingresso principale del complesso e il ristorante. Una navetta, infine, collegherà la struttura al vicino “parco” commerciale dell’ex “Carrefour”. Un’ulteriore servizio per rendere il progetto ancora più appetibile.
Luca Mattioli

NOVARA - Cominciamo col dire che si tratta di un progetto sotto certi aspetti unico in Italia. Un’area giochi dove si potranno tenere laboratori e altre attività, ma anche diversi servizi rivolti alle famiglie; e poi spazi dedicati a esercizi commerciali, fitness, ristorazione. Una realtà tutta nuova, chiamata “Agorà”, che sorgerà a Veveri in via Cameri, attraverso il riutilizzo di un paio di strutture già appartenute alla società d’impiantistica “Sitas”. Una location decisamente “strategica”, a soli tre chilometri dal centro storico, lungo un’arteria di intenso passaggio, con un potenziale bacino d’utenza stimato di quasi 200 mila abitanti, dei quali 15 sono bambini. Il tutto ospitato in 3 mila metri quadri coperti su un terreno di circa 5 mila. Un investimento consistente, che dovrebbe concretizzarsi (i lavori, una volta espletate tutte le pratiche burocratiche, dovrebbero partire nel prossimo mese di maggio) entro fine anno (ma non si esclude una sua apertura a “blocchi”), contribuendo tra l’altro alla creazione di una settantina di posti di lavoro qualificato.
Il progetto, con tanto di sopralluogo effettuato insieme al sindaco di Novara Andrea Ballaré e all’assessore al Commercio Sara Paladini, è stato presentato nella mattinata di martedì dagli ideatori, Stefania Vacca con il marito Massimo Michieletti e la cognata Priscilla Michieletti. Un’idea nata per far fronte all’esigenza sempre più richiesta da parte di molti genitori di poter contare su luoghi sicuri, qualificati e flessibili per far giocare i propri piccoli, ma al tempo stesso essere in grado di essere accoglienti e offrire una serie di servizi per la famiglia. Dotata tra l’altro di sistemi di sicurezza tecnologicamente avanzati: un’apposita “App”, solo per fare un esempio, consentirà a mamma e papà di sapere in ogni istante dove si trova il proprio bambino e cosa sta facendo. Un progetto, ha spiegato Stefania Vacca, «che abbiamo visto realizzato in Inghilterra, dove abbiamo soggiornato per alcuni anni. Abbiamo quindi pensato che una cosa simile potesse avere successo anche da noi».
Soddisfazione è stata espressa dal primo cittadino: «Un’iniziativa imprenditoriale interessante, che bene si inserisce nel programma di riqualificazione di Veveri, fortemente voluto dalla nostra Amministrazione. Il fatto che, in un periodo non certo facile come quello che stiamo attraversando, ci sia comunque voglia di “fare impresa” è da apprezzare e sostenere».
Da parte sua l’assessore Paladini, oltre a sostenere che «gli interventi commerciali rappresentino ancora una volta un importante motore per il rilancio di un quartiere», ha sottolineato «l’importanza del “riuso”, grazie a un progetto che si concretizzerà senza consumo di nuovo terreno, ma utilizzando spazi lasciati vuoti».
Il progetto prevede, oltre al recupero dei due capannoni principali (il primo dei quali destinato a ospitare un’area gioco “indoor” di 500 metri quadrati), la realizzazione di un terzo elemento, con funzioni di “collegamento” e dove saranno collocati l’ingresso principale del complesso e il ristorante. Una navetta, infine, collegherà la struttura al vicino “parco” commerciale dell’ex “Carrefour”. Un’ulteriore servizio per rendere il progetto ancora più appetibile.
Luca Mattioli

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