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Uno spazio per ricordare le donne vittime di violenza: targa e panchine rosse

Uno spazio per ricordare le donne vittime di violenza: targa e panchine rosse
Altro Novara, 04 Aprile 2016 ore 23:22

NOVARA – E’ stato inaugurato lunedì pomeriggio, in città a Novara, un luogo dove, finalmente, poter ricordare tutte le donne rimaste vittime di violenza, morte per mano di chi diceva che le amava, di chi diceva che le avrebbe amate per sempre. Donne uccise o anche ferite, rimaste segnate per sempre dalla violenza.

Lo spazio si trova nel parco di via Borsi. All’inaugurazione erano presenti il sindaco Andrea Ballarè, gli assessori all’Istruzione e alle Politiche sociali, rispettivamente Margherita Patti ed Elia Impaloni, Laura Minuto della Fondazione Lucrezia Tangorra,  Davide Tuniz per Liberazione e Speranza, la consigliera provinciale per le Pari opportunità, Laura Noro, la vicepreside dell’Istituto Comprensivo Bellini di via Vallauri, Clara Pasta, le insegnanti e i ragazzi. Il progetto, infatti, vede proprio il coinvolgimento di tutte queste realtà oltre all’Aied di Novara. 

Per l’occasione è stata scoperta una targa con la frase “In memoria di tutte le donne morte per mano violenta da chi diceva di amarle, perché le loro storie non affondino nel silenzio, ma risveglino coscienza e civiltà”. Non solo. Il taglio del nastro c’è stato anche per tre panchine rosse realizzate dai ragazzi della scuola media Bellini di S. Agabio, che hanno partecipato al laboratorio di falegnameria del progetto Geppetto e al laboratorio Colori e parole (di murales, laboratorio sempre ospitato in via Vallauri), portato avanti grazie alla Fondazione Lucrezia Tangorra. Sulle panchine, tra le altre, le parole ‘rispetto’ e ‘fiducia’ e poi frasi di autori celebri. “La violenza è una mancanza di vocabolario” di Gilles Vigneault.

Monica Curino


NOVARA – E’ stato inaugurato lunedì pomeriggio, in città a Novara, un luogo dove, finalmente, poter ricordare tutte le donne rimaste vittime di violenza, morte per mano di chi diceva che le amava, di chi diceva che le avrebbe amate per sempre. Donne uccise o anche ferite, rimaste segnate per sempre dalla violenza.

Lo spazio si trova nel parco di via Borsi. All’inaugurazione erano presenti il sindaco Andrea Ballarè, gli assessori all’Istruzione e alle Politiche sociali, rispettivamente Margherita Patti ed Elia Impaloni, Laura Minuto della Fondazione Lucrezia Tangorra,  Davide Tuniz per Liberazione e Speranza, la consigliera provinciale per le Pari opportunità, Laura Noro, la vicepreside dell’Istituto Comprensivo Bellini di via Vallauri, Clara Pasta, le insegnanti e i ragazzi. Il progetto, infatti, vede proprio il coinvolgimento di tutte queste realtà oltre all’Aied di Novara. 

Per l’occasione è stata scoperta una targa con la frase “In memoria di tutte le donne morte per mano violenta da chi diceva di amarle, perché le loro storie non affondino nel silenzio, ma risveglino coscienza e civiltà”. Non solo. Il taglio del nastro c’è stato anche per tre panchine rosse realizzate dai ragazzi della scuola media Bellini di S. Agabio, che hanno partecipato al laboratorio di falegnameria del progetto Geppetto e al laboratorio Colori e parole (di murales, laboratorio sempre ospitato in via Vallauri), portato avanti grazie alla Fondazione Lucrezia Tangorra. Sulle panchine, tra le altre, le parole ‘rispetto’ e ‘fiducia’ e poi frasi di autori celebri. “La violenza è una mancanza di vocabolario” di Gilles Vigneault.

Monica Curino


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