Il Pallone d’Oro si avvicina alla sua conclusione e ogni voto si rivela cruciale per ridefinire la classifica. È ancora disponibile in edicola il numero pubblicato il 7 maggio, ma l’attenzione è rivolta all’uscita di lunedì 11 maggio, quando sarà disponibile l’ultimo tagliando multiplo da 5 punti.
Questa rappresenta un’ottima opportunità per lettori e tifosi di influenzare le classifiche prima della chiusura delle votazioni.
A seguire, si procederà con le premiazioni, supportate da ITS Academy Turismo Piemonte, che parteciperà attivamente alla fase finale dell’iniziativa, culminando con la cerimonia ufficiale di chiusura della stagione.
ITS Academy Turismo Piemonte sostiene il progetto anche in questa fase conclusiva, organizzando a Novara un corso di formazione dedicato al Management dello Sport, offrendo così a molti giovani la possibilità di prepararsi per una carriera professionale nel settore sportivo.
La storia di Leonardo Sacco
Uno dei protagonisti di questa edizione del Pallone d’Oro è Leonardo Sacco, attaccante del Dormelletto Comignago, che ha condiviso il suo percorso tra gol, assist e infortuni che hanno segnato la sua carriera.
«Prima della pandemia, avevo sviluppato un mio stile di gioco: scatto in profondità, pallone verticale e rete in diagonale. Era diventato un mio marchio di fabbrica, un gol “alla Sacco”. In carriera ho segnato oltre cento reti; negli ultimi anni ne ho realizzate meno, ma ho incrementato gli assist vincenti».
L’attaccante descrive come un grave infortunio al crociato abbia modificato il suo approccio in campo.
«Dopo la rottura del legamento crociato a fine stagione con il Bulè Bellinzago nel 2023, ho perso un po’ di velocità e rapidità in area. Ho dovuto rivedere il mio gioco: oggi segno meno, ma lavoro meglio spalle alla porta, contribuendo di più alla squadra. Anche se non essere ancora arrivato in doppia cifra mi infastidisce, fa parte del mio percorso evolutivo».
Nell’estate del 2025, Sacco ha deciso di ripartire dalla Prima Categoria con il progetto del Dormelletto Comignago.
«Quando ho saputo che il progetto era interamente di Fermanelli, ho accettato subito. Ho grande stima per il presidente: avevo già giocato nel suo Dormelletto e avevo avuto enormi soddisfazioni. È una persona appassionata, che offre strutture adeguate per sviluppare al meglio il proprio talento. Come matricola, volevamo disputare un campionato di alto livello e ci siamo riusciti».
Riflettendo sull’infortunio subito a Bellinzago, Sacco ricorda quel momento.
«Non ho mai pensato di fermarmi. Era una stagione in cui tutto funzionava bene. Il Bulè lottava per la promozione in Eccellenza e il rammarico di infortunarmi prima della festa è stato grande. Questo mi ha motivato a tornare con il Briga e vincere i play-off di Promozione, chiudendo il cerchio».
Nel suo percorso, Sacco menziona alcuni allenatori fondamentali.
«Con Licaj e Forzatti ho ritrovato lo stesso fuoco che ricordavo in Erbetta, quando ero un ragazzo a Borgomanero. Entrambi sono grandi esperti e meritano il meglio. Eddy è un comunicatore eccellente, sa adattare il suo modo di comunicare a ogni giocatore. Forzatti ha competenze tecniche e tattiche superiori alla media e sono felice che a Borgomanero stia ricevendo le soddisfazioni che merita».
Sacco dedica poi un pensiero a Boldini e Ferrero.
«Devo molto a Boldini, che ha creduto in me quando io stesso avevo dubbi sulle mie capacità. Scendendo in Prima Categoria a Veruno, mi ha visto e mi ha promesso che l’anno successivo mi avrebbe portato con sé a Oleggio: ha mantenuto la promessa. E a Oleggio non posso non menzionare Ferrero. Sicuramente, non sempre l’allenatore con cui ho avuto le migliori performance è quello da cui ho appreso di più».
Infine, uno sguardo al futuro e ai giovani talenti.
«Sono molto felice di aver assistito all’esplosione di Mersini, con cui ho condiviso lo spogliatoio a Briga. E se devo scommettere su un giovane, lo faccio per Simone Negri, mio attuale compagno a Dormelletto».