Il caso

14mila euro di bollette per consumi mai effettuati: succede a Stresa

Dopo aver disdettato le utenze, l'uomo ha ricevuto dei solleciti di pagamento da parte delle società fornitrici.

14mila euro di bollette per consumi mai effettuati: succede a Stresa
Attualità VCO, 13 Luglio 2021 ore 09:57

La vittima del disguido è un cittadino di Stresa: dopo aver disdettato le utenze domestiche ha ricevuto solleciti di pagamento per la mancata registrazione del recesso da parte della società fornitrice.

14mila euro di bollette per consumi mai effettuati: il racconto di Federconsumatori

A raccontare quanto accaduto a un cittadino residente a Stresa è l'ufficio verbanese di Federconsumatori. A loro infatti l'uomo si è rivolto dopo avere ricevuto solleciti di pagamento da diverse società fornitrici e di recupero crediti per dei consumi registrati anche diversi anni dopo la disdetta delle utenze domestiche di gas e luce. A quanto pare, la società fornitrice non aveva regolarmente registrato il recesso dell'utente che aveva cambiato casa.

L’odissea di questa incredibile vicenda ha inizio nel marzo 2011 quando S.F. prendeva in locazione un appartamento a Stresa e attivava le utenze domestiche. A dicembre 2012 disdettava le utenze di luce e gas con regolari raccomandate in quanto in procinto di trasferirsi a gennaio presso altro appartamento sempre a Stresa. Fino a quel momento la Società fornitrice di gas non aveva mai emesso le bollette per i consumi da marzo 2011 a dicembre 2012, però incredibilmente emetteva bollette per consumi inesistenti dal gennaio 2013. Rivoltosi subito a Federconsumatori veniva affrontato questo primo problema, essendo quelle fatture del tutto illegittime. Paradossalmente le bollette del periodo 2011-2012 ad oggi non sono mai state emesse.

La scoperta dopo la ricezione dei solleciti di pagamento

Il racconto dalla sede verbanese di Federconsumatori continua:

Solo successivamente, ricevendo solleciti di pagamento da parte di diverse Società di recupero crediti, si è scoperto che la vicenda è drammaticamente più complessa. La mancata registrazione del recesso (del dicembre 2012) da parte della Società fornitrice di gas ha determinando una serie di conseguenze, tra cui l’automatica attivazione di una procedura denominata "servizio di fornitura di ultima istanza". Accade dunque che dal gennaio 2013 in avanti ben 5 Società fornitrici di gas si sono succedute a turno nella gestione dell’utenza inesistente e, nonostante l’appartamento fosse rimasto vuoto, quindi senza consumi effettivi, hanno emesso bollette (mai recapitate all’utente) senza eseguire letture del misuratore (il quale è inaccessibile in quanto si trova sul balcone). Il debito complessivo dell’ignaro S.F., per consumi che ovviamente non esistono, ad oggi ammonterebbe a circa 14.000 euro. Una di queste Società, Enel, ha agito con il decreto ingiuntivo richiedendo 1.800 euro per le bollette del biennio 2017-2018 (anch’esse mai pervenute all’utente). Immediata è stata l’opposizione giudiziale di S.F. assistita dal legale di Sede Enzo Iapichino. Il Giudice di Pace ha pienamente accolto le richieste del consumatore, infatti è stata accertata la regolarità del recesso e l’interruzione del rapporto contrattuale sin dal dicembre 2012: di conseguenza tutti i rapporti successivi sono nulli, le bollette sono state dichiarate illegittime, il decreto ingiuntivo annullato, ed Enel condannata a pagare le spese di lite, oltre il risarcimento danni di 300 euro per responsabilità aggravata. Enel si è decisa a pagare le somme poco prima che si agisse col pignoramento.

"Non si escludono altre cause giudiziali"

All'uomo vengono richiesti ancora i pagamenti di bollette emesse dal 2013 al 2019:

I problemi di questa assurda vicenda purtroppo non sono finiti. Le altre 4 Società fornitrici di gas recriminano ancora il pagamento delle bollette emesse dal 2013 al 2019, quindi non si escludono altre cause giudiziali, mentre l’ex padrone di casa ha mosso lamentele contro S.F. trovando difficoltà nella gestione dell’utenza gas dell’appartamento: probabilmente è stato costretto a pagare parte di quelle morosità e, seppur in buona fede, causa le errate informazioni ricevute dalle Società fornitrici, ritiene che il comportamento del nostro mal capitato sia stato scorretto.

"Questa sentenza è un'importantissima decisione a tutela dei diritti dei consumatori"

Anche questa sentenza - concludono dall'ufficio di Fedeconsumatori Verbania - come le precedenti (tra cui si ricorda Vodafone, Wind, Poste, Equitalia), costituisce un’altra importantissima decisione a tutela dei diritti dei consumatori, sempre più vessati dal comportamento delle varie compagnie telefoniche, di utenze di energia elettrica e gas, e di altri gestori. Ci riteniamo soddisfatti in quanto anche la condanna al risarcimento danni è un importante riconoscimento dei diritti dei consumatori, oltre che una censura al comportamento assunto dalle varie Compagnie. Spesso, come nel caso di S.F., il cittadino si trova purtroppo a dover subire e gestire errori altrui che comportano dispendio di tempo e di denaro.