Polemica

25 Aprile: bufera sulla frase del sindaco di Galliate

Di Caprio ha definito la ricorrenza "giornata contro tutte le ideologie totalitarie"

25 Aprile: bufera sulla frase del sindaco di Galliate
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Bufera a Galliate non tanto per il programma relativo alle celebrazioni del 25 Aprile quanto per alcune parole scelte per presentarlo. In questi giorni infatti ben due comunicati delle forze di opposizione galliatesi hanno puntato  il dito contro il sindaco Claudiano Di Caprio. La frase incriminata è quella che identifica il 25 Aprile come "Giornata contro tutte le ideologie totalitarie".

Il comunicato di 5Stelle, Unione popolare e Sinistra italiana

Il primo arriva congiuntamente da Movimento 5 Stelle, Unione popolare e Sinistra italiana.

“Caro Sindaco di Galliate - si legge nel testo - il 25 Aprile non è la giornata contro tutte le ideologie totalitarie! (Il riferimento è all’incipit del volantino diffuso dall’Amministrazione comunale con il programma del 25 Aprile, ndr). Il 25 Aprile, giorno della liberazione di Milano, fu scelta come Anniversario della Liberazione dell'Italia dal Nazifascismo”. E proseguono “Con la liberazione delle grandi città del Nord e la resa dei tedeschi in Italia, la primavera del 1945 segnò la fine del Nazifascismo nel nostro Paese. Il Nazifascismo fu causa di una guerra che causò oltre 50 milioni di morti, 30 nella sola Europa, due terzi dei quali civili. Coloro che diedero la vita lottando contro il regime nazifascista lo fecero per costruire una società migliore e su queste basi fu scritta la Costituzione italiana. Una Costituzione che avrebbe dovuto garantire a donne e uomini pari diritti e doveri ed equità in tutti i campi, dall’istruzione al lavoro fino alla sanità”.

E aggiungono nello scritto “Per citare il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: "Il 25 Aprile è la data simbolica che rappresenta la conclusione del conflitto sanguinoso, la fine della brutale e spietata occupazione nazista, il crollo definitivo del fascismo”. Questo è stato il 25 aprile del 1945”.

E ancora “Purtroppo, in questi decenni abbiamo visto tentativi di revisionismo storico quasi ad equiparare i partigiani ai fascisti, i liberatori agli aggressori, con l’intento di far sparire il termine antifascismo dalla base culturale e con il rischio che si possano riaffacciare idee e concetti troppo vicini a quelle ideologie che hanno portato morte e distruzione nel mondo. A proposito di goffi tentativi di revisionismo storico, a Galliate, il Sindaco e la sua Giunta, nel loro manifesto per il 25 Aprile tentano di distorcere il significato di questa ricorrenza spacciandola per data del “trionfo della libertà su tutte le ideologie totalitariste” e cosa ancor più grave, lo fanno nella loro veste istituzionale, a nome quindi di tutti i cittadini galliatesi”.

“Lo scenario di oggi e l’annessa propaganda, ricordano molto quei tempi lontani: guerra, riduzione del diritto alla cura, riduzione dei diritti nel mondo del lavoro, tentativo di uniformare il pensiero delle persone a quello dominante. Anche a Galliate, come in tante città italiane, la liberazione dal nazifascismo è occultata con dietro a parole come libertà dai totalitarismi, che significa tutto e nulla, giacché una persona è veramente libera solo se può permetterselo, soprattutto in questo periodo di economia di guerra. La resistenza nacque per contrastare chi voleva continuare una guerra ormai persa. La resistenza nacque contro la fame e la miseria. La resistenza - concludono - nacque per realizzare una società migliore e per farlo abbatté il fascismo”.

Il comunicato di Zuin e degli altri consiglieri di opposizione

Anche i Consiglieri comunali dei Gruppi consiliari di minoranza si sono espressi sulla questione: "Prendiamo atto ancora una volta - scrivono - del tentativo di mistificazione che il Sindaco, a nome dell’Amministrazione Comunale, ha attuato al riguardo della ricorrenza del 25 Aprile definendola “l’occasione per affermare il trionfo della libertà su tutte le ideologie totalitarie che hanno segnato drammaticamente il XX secolo”.

"Gli italiani - proseguono i consiglieri - sanno che in questa giornata si festeggia la liberazione dell’Italia dall’occupazione nazista e dalla dittatura fascista. Si tratta della festa nazionale più importante perché da questa giornata è iniziata la costruzione dell’Italia democratica e si celebrano fondamentalmente tre cose: la capitolazione delle forze militari naziste ancora presenti in Italia, il crollo del regime fascista e del suo leader, l’uscita dalla clandestinità delle formazioni partigiane che hanno dato il via alla nuova Costituzione Italiana. Pur condividendo l’idea di condannare tutte le ideologie totalitarie e tutte le forme di governo autoreferenziali ed antidemocratiche, che purtroppo sono ancora quelle maggiormente diffuse nel mondo, crediamo che il 25 Aprile debba essere inequivocabilmente celebrato per quello che è, senza ambiguità ed incertezze".

"Purtroppo - concludono - esistono ancora individui e forze politiche che hanno difficoltà a fare i conti con il passato e nel riconoscere che il periodo storico legato al regime fascista è stata una pagina buia e nefasta della nostra storia e che questo periodo è stato superato grazie alla lotta di resistenza di molti Italiani provenienti da movimenti politici e culturali molto diversi tra loro ma che hanno trovato la sintesi nella Costituzione democratica dell’Italia del dopoguerra".

Quindi l'invito al sindaco Di Caprio "a celebrare il 25 aprile 2023 autenticamente come il 78* anniversario della Liberazione dell’Italia dall’occupazione nazista e dalla dittatura fascista evitando incertezze e mistificazioni che il rappresentante delle istituzioni cittadine non deve permettersi".

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