Intervento

Acque piemontesi contaminate: i 5 Stelle chiedono alla Regione controlli capillari

"Sull’emergenza Pfas non si può nascondere la testa sotto la sabbia, ne va della salute e della vita delle persone"

Acque piemontesi contaminate: i 5 Stelle chiedono alla Regione controlli capillari
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Il report diffuso da Greenpeace nella giornata di martedì 6 febbraio ha richiamato subito l'attenzione del Movimento 5 Stelle piemontese.

Il report

Oltre centomila cittadini piemontesi potrebbero aver bevuto acqua contaminata da sostanze cancerogene. E' il risultato shock di un rapporto pubblicato martedì 6 febbraio 2024 da Greenpeace che mostra come la vicenda - che in passato aveva interessato l'area di Alessandria - ora riguardi anche la Città metropolitana di Torino.

Peraltro, oltre ai dati ottenuti dagli enti pubblici, Greenpeace Italia ha effettuato dei campionamenti indipendenti che hanno evidenziato la presenza di Pfas anche in aree non ancora monitorate. In particolare, nel comune di Galliate, nel Novarese, l’organizzazione ambientalista ha trovato concentrazioni di Pfos (una molecola del gruppo dei Pfas classificata come possibile cancerogeno per gli esseri umani) che in altre nazioni non sono ritenute sicure per la salute umana.

L'intervento del consigliere regionale Sacco

"È gravissimo quanto emerso dal report di Greenpeace Italia sulla contaminazione da Pfas dell’acqua potabile piemontese". Esordisce così
Sean Sacco, Consigliere regionale M5S Piemonte, che prosegue: "Nel 51% dei campioni di acqua analizzati negli ultimi cinque anni, 657 in totale, è stata riscontrata la presenza di sostanze perfluoroalchiliche. Come sappiamo il problema riguarda in particolar modo il territorio dell’alessandrino (ad Alzano Scrivia sono stati rilevati fino a 120 nanogrammi per litro di solo Pfoa, una molecola cancerogena), ma positività sono state riscontrate anche al di fuori, in particolar modo nel torinese, con oltre 70 comuni coinvolti incluso Torino, ma anche nel comune di Galliate, in provincia di Novara. Greenpeace stima che circa 125mila piemontesi possano aver bevuto acqua contaminata".

Sacco quindi anticipa l'intenzione di presentare una mozione per chiedere alla Giunta Cirio di attivarsi con estrema urgenza con un’analisi di tutte le acque potabili del Piemonte e di depositare un’interrogazione in Consiglio regionale per ottenere delucidazioni su quanto emerso dal rapporto di Greenpeace, "in primis per capire come mai fino ad oggi non siano mai stati fatti controlli capillari".

"È fondamentale comprendere dove le acque sono contaminate - aggiunge il consigliere - con quale concentrazione, qual è la fonte dell’inquinamento e monitorare l’utilizzo dei filtri a carboni attivi, capaci di abbattere le concentrazioni di Pfas. Quando nel 2026 entrerà in vigore la normativa europea che limita la somma di Pfas a 100 nanogrammi per litro, cosa faremo dove i livelli registrati sono ben superiori? Chiuderemo i rubinetti? È necessario agire per tempo".

"Il problema delle sostanze perfluoroalchiliche è noto da molti anni, soprattutto per i cittadini dell’alessandrino" incalza Sacco, che conclude: "Si è perso già troppo tempo, non ci sono più scuse. Serve un altro servizio de Le Iene affinché Cirio faccia qualcosa? Sull’emergenza Pfas non si può nascondere la testa sotto la sabbia, ne va della salute e della vita delle persone".

 

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