Comunicato stampa

Ancora fermo il progetto di riapertura della linea ferroviaria Novara-Varallo Sesia

Il Partito Comunista Italiano auspica una riapertura della linea ma anche un forte investimento degli enti preposti per rendere il servizio praticabile a costi contenuti nei tempi futuri

Ancora fermo il progetto di riapertura della linea ferroviaria Novara-Varallo Sesia
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Il Partito Comunista Italiano, ritiene d'intervenire sulla delicata questione relativa alla riapertura della linea ferroviaria Novara – Varallo Sesia. L’organizzazione ribadisce che si tratta di un progetto fondamentale per la cittadinanza, volto a migliorare sia la rete dei trasporti sia il benessere dell’area; progetto del quale, però, nessuna amministrazione si è occupata negli anni precedenti e che ormai è stato accantonato. Il PCI sostiene che niente di quanto promesso nel periodo che ha preceduto le elezioni politiche è stato fatto o quanto meno preso in considerazione e quindi la propaganda elettorale “sia oramai diventata una farsa”.

La battaglia del PCI

Un esponente del partito ha dichiarato che lo stesso partito ha sempre portato avanti la battaglia in consiglio Provinciale a Novara sulle ragioni della chiusura. “Basterebbe andare a rivedere gli interventi della consigliera Lidia Brisca Menapace, riportare gli articoli dei vari quotidiani quando parlavamo di vergognoso inganno sulle presenze legate agli orari dei treni; Oggi dicono di fare studi, controllano le possibili coincidenze ma ieri questi signori dov'erano?” - conclude.

La promessa (non mantenuta) degli altri esponenti politici

Il PCI non manca di esprimersi su sindaci ed esponenti politici del territorio sostenendo di essersi sempre prodigati per difendere la linea ferroviaria affinché venisse potenziata e riaperta ma che poi nella pratica politica tali sostenitori degli altri partiti hanno deciso di abbandonare il piano di trasporto pubblico dell'arteria di connessione con la Valsesia e di continuare ad utilizzare la rete stradale.
Nell'epopea dei treni a levitazione magnetica nessuno ha chiesto di lavorare per rinnovare la linea in modo serio, di valutare una alternativa al diesel. “Il progresso di una Nazione passa dal pianificare il futuro accollando le spese di ammodernamento allo Stato e non ai cittadini, costretti a fare il “green” mentre i governi sono fermi a soluzioni del secolo passato.” dichiara il PCI.

La speranza del Partito Comunista Italiano

Il Partito Comunista Italiano auspica una riapertura della linea ma anche un forte investimento degli enti preposti per rendere il servizio praticabile a costi contenuti nei tempi futuri.
Il rischio è quello di tornare come nella rievocazione storica a bruciare progetti inefficaci nella caldaia del treno a vapore che porta i turisti a visitare la Valsesia una volta all'anno.

La situazione in Valsesia

Bisogna considerare che, ancora oggi, la domenica e nei giorni festivi la Valsesia è completamente isolata perché non ci sono trasporti pubblici fino al lunedì, giorno di inizio della settimana; perciò è molto difficile sportarsi con i mezzi e si è costretti ad utilizzare la macchina.
Purtroppo, alcuni mezzi di trasporto che attualmente fanno servizio sono obsoleti e nella maggior parte del tragitto devono viaggiare attraverso strade impervie, poco praticabili, tra intemperie e traffico. Inoltre, dal punto di vista fico ed economico, chi si muove con un bagaglio ingombrante a mano è spesso vessato da costi aggiuntivi che nel trasporto su rotaia non viene richiesto. Gli aumenti non solo danneggiano l'utente ma rendono difficile il mantenimento dei prezzi anche per il gestore del servizio.

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