Il caso

Ancora un rinvio per la Città della Salute: "Ora basta, Cirio e Icardi diano spiegazioni"

Il consigliere regionale Domenico Rossi chiede chiarimenti dopo l'ennesima proroga; duro anche il Pd Novarese

Ancora un rinvio per la Città della Salute: "Ora basta, Cirio e Icardi diano spiegazioni"
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Ancora un rinvio. Nelle scorse ore è diventata di dominio pubblico la notizia del nuovo spostamento dei termini del bando per la realizzazione della Città della salute di Novara. E il consigliere regionale Pd Domenico Rossi, vice presidente della Commissione Sanità, è subito andato alla carica.

"Si mette a rischio un'opera fondamentale"

Va detto che questa proroga, che pare sia dettata dalla necessità dell'Azienda ospedaliero-universitaria di far fronte a delle richieste di chiarimento da parte di alcuni gruppi intenzionati a partecipare al bando, non è la prima.

Quella del bando per la Città della salute è una storia alquanto lunga e travagliata. Il precedente rinvio (e non era stato il primo) aveva spostato i termini da settembre al 15 novembre, ora questo nuovo slittamento.

"E' un fatto grave - fa sapere Rossi - che palesa una situazione critica mettendo a rischio un’opera fondamentale per tutto il quadrante nord orientale del Piemonte. A maggior ragione considerando che, di fatto, la deroga è a data da destinarsi: si prevede, infatti, un periodo di confronto con i gruppi interessati fino al 31 dicembre, e poi? Quanto tempo avranno i soggetti interessati per presentare le loro offerte? Perché non è possibile determinare una scadenza definitiva?"

Per Rossi "i tentativi dei mesi scorsi di minimizzare i tanti problemi che hanno caratterizzato l’iter burocratico unito alla sottovalutazione degli stessi ci ha portati a questo punto. Ora non bastano più le generiche rassicurazioni dell’assessore o rimandi a tecnicismi giuridici. E’ il momento di dare spiegazioni chiare e puntuali sui quali siano i problemi legati al bando: sono di natura economica? Il progetto non è appetibile? Perché persistono difficoltà nonostante un nuovo piano finanziario che ha previsto un aumento di risorse pari a 100 milioni di euro? Sulla base di quali elementi questa può essere considerata l’ultima rinvio? I cittadini novaresi hanno il diritto di sapere se ci sono stati errori nella predisposizione del nuovo piano economico-finanziario o se ci sono questioni di altra natura".

"Sono domande a cui il Presidente Cirio, l’assessore Icardi e la stazione appaltante devono dare delle risposte puntuali e immediate. Per questo chiederò la convocazione di una Commissione Sanità urgente su questo tema… di tempo ne abbiamo già perso troppo grazie alla gestione inconcludente di questa giunta regionale" conclude.

Il Pd Novarese

Sulla questione si è espresso anche il gruppo consiliare novarese del Pd che si chiede se il nuovo ospedale di Novara sia ormai divenuto un miraggio:

"Camuffato da un espediente tecnico, quello annunciato dall’Azienda ospedaliera di Novara è un vero e proprio rinvio della scadenza per presentare le offerte per il nuovo ospedale. Altro che “agevolare la maggior partecipazione possibile al bando e dall’altro di garantire la massima trasparenza e concorrenza tra le aziende interessate”. La verità è che aziende interessate al bando, sia nella prima che nella seconda versione, per ora non ce ne sono. Eppure i cambiamenti tra il primo e il secondo bando non erano di poco conto, a partire dai 100 milioni in più di budget. Perché? Le risorse stanziate non sono ancora sufficienti? L’investimento non è appetibile per le caratteristiche del progetto?"

E i consiglieri aggiungono:

"Qualche dubbio è naturale, considerato che questo è il quarto rinvio. Ora si sostiene che fino al 31.12 si rinvia e poi sarà concesso altro tempo. Eppure la destra si era affrettata a mettere il cappello sull’opera, facendo a gara tra il Sindaco Canelli (Lega) e il senatore Nastri (FdI) a chi mandava per prima il comunicato stampa. Ora cosa dicono? Il timore è che per il nuovo ospedale sia iniziato il vero conto alla rovescia, quello del definitivo affossamento. Chiederemo la convocazione della commissione consiliare, perché urge fugare questi dubbi dando risposte certe sulle cause del disinteresse da parte dei possibili investitori. Di certo non pensino di prendere in giro la città di rinvio in rinvio, per caricare su altri le responsabilità del fallimento".

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