ANGSA Novara Vercelli ha avviato la campagna social #stopfalsimitiautismo, con il motto: “Contro i falsi miti, per una società inclusiva e senza etichette”.
Nella foto Priscila Beyersdorf Pasino, presidente di ANGSA Novara Vercelli, in un fotogramma del video
Obiettivi della campagna
Tra i falsi miti più comuni sull’autismo ci sono l’idea che le persone autistiche non provino emozioni, non possano avere una buona qualità della vita o siano tutte uguali. In occasione della Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo, che si celebra il 2 aprile, ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici) di Novara Vercelli, insieme all’associazione per l’autismo Enrico Micheli ETS, si impegna a sfatare queste credenze errate.
Il cambiamento culturale è al centro della campagna #stopfalsimitiautismo, che mira a contrastare i miti riguardanti la qualità della vita delle persone autistiche. Il messaggio centrale è chiaro: una buona qualità di vita è possibile se sostenuta da opportunità, rispetto e supporti adeguati. Le evidenze scientifiche e le esperienze dirette dimostrano che, con il giusto supporto, le persone nello spettro autistico possono sviluppare autonomie e competenze, partecipando attivamente alla comunità.
“In Italia stiamo facendo progressi nella diagnosi precoce e nei percorsi di cura, ma non possiamo ignorare le difficoltà quotidiane delle famiglie, soprattutto quando i ragazzi diventano adulti”, sottolinea Priscila Beyersdorf Pasino, Presidente di ANGSA Novara Vercelli. “È necessaria continuità nei servizi e un cambiamento culturale profondo”.
Statistiche e realtà
Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, in Italia un bambino su 77 (tra i 7 e i 9 anni) presenta un disturbo dello spettro autistico, con una prevalenza maggiore tra i maschi. A livello internazionale, la stima della prevalenza è compresa tra l’1% e il 2% della popolazione, suggerendo che centinaia di migliaia di persone autistiche vivono nel nostro Paese.
La campagna di ANGSA prevede una serie di brevi video pubblicati sui canali social dell’associazione, dando voce direttamente a persone autistiche, famiglie e operatori. Queste testimonianze raccontano esperienze reali di autonomia, relazioni, passioni e progetti di vita.
Un obiettivo fondamentale è anche decostruire lo stereotipo secondo cui l’autismo definirebbe una persona, evidenziando invece l’unicità e la complessità di ogni individuo, composto da interessi, desideri e aspirazioni che vanno oltre la diagnosi.
Messaggi chiave e conclusione
La campagna vuole anche far emergere le esperienze delle famiglie, sfatando il mito che non possano vivere una buona qualità della vita. Le parole dei genitori evidenziano come supporti adeguati, servizi efficaci e una comunità inclusiva possano fare la differenza. Si affronta anche l’idea radicata che siano le persone autistiche a doversi adattare al mondo.
Il messaggio è chiaro: è la società che deve evolvere, creando contesti accessibili e inclusivi. “Le persone non sono etichette” e “non cambiare la persona, cambiamo i contesti” sono alcuni dei messaggi chiave della campagna, che invita a costruire una qualità di vita oltre ogni stereotipo. “Dobbiamo smettere di raccontare l’autismo attraverso stereotipi e limiti”, conclude la Presidente. “L’autismo non è un’etichetta che definisce una persona. Abbattere le etichette significa riconoscere diritti, dignità e possibilità”.
I dati evidenziano come l’autismo non sia una condizione marginale, ma una realtà sempre più presente, che richiede risposte strutturate lungo tutto l’arco della vita. Negli ultimi anni, grazie alla Riforma sulla disabilità del 2024, ci sono stati importanti progressi sul piano sanitario e normativo, dalle linee di indirizzo nazionali a modelli di presa in carico sempre più personalizzati e multidisciplinari. Tuttavia, persiste una forte disomogeneità territoriale e una carenza di servizi adeguati per l’età adulta.