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Appello

Associazione italiana diabetici: "Non chiudete le diabetologie per Covid"

“La richiesta di non chiudere le diabetologie - precisa Benini - deriva da quanto accaduto nel corso dei precedenti lockdown, durante i quali sono stati registrati seri problemi per le persone con diabete".

Associazione italiana diabetici: "Non chiudete le diabetologie per Covid"
Attualità 21 Gennaio 2022 ore 06:28

“Non chiudete le diabetologie italiane a causa del covid”. Lancia un accorato appello il Presidente di Fand-Associazione Italiana Diabetici, Emilio Augusto Benini, in previsione del serio rischio che diverse regioni possano a breve entrare in zona arancione a causa della pandemia.

Le problematiche

“La richiesta di non chiudere le diabetologie - precisa Benini - deriva da quanto accaduto nel corso dei precedenti lockdown, durante i quali sono stati registrati seri problemi per le persone con diabete, che hanno portato a una forte disattenzione verso la cura da parte di chi si è letteralmente sentito abbandonato. In tanti si sono ritrovati a trascurare la propria malattia e il fai da te si è rivelato disastroso, soprattutto per le persone anziane e per quelle sole. Se è vero che disponiamo della telemedicina, la visita in presenza è, in molti casi, indispensabile e fondamentale.”

Secondo il Presidente Fand, le statistiche dopo la prima fase della pandemia, a strutture diabetologiche serrate, hanno fatto registrare un aumento importante delle complicanze come piede diabetico e retinopatia. “I malati cronici in generale, e le persone con diabete in particolare - sottolinea Benini -, non possono ogni volta pagare a caro prezzo la chiusura di strutture pubbliche decisa per fronteggiare la pandemia: visite diabetologiche e specialistiche legate al rischio di complicanze non sono procrastinabili. Fand invita caldamente chi ancora non sia vaccinato a farlo immediatamente. La raccomandazione è rivolta in particolar modo alle persone con diabete, giovani e anziani, e ai familiari delle persone con diabete, perché il coronavirus ha dimostrato particolare predilezione per le categorie fragili.”

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