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Attività fisica e prevenzione oncologica: LILT Novara e AIOM uniscono le forze per un messaggio chiaro

Il 40% dei tumori potrebbe essere prevenibile grazie a fattori di rischio modificabili. Importante evento a Novara.

Attività fisica e prevenzione oncologica: LILT Novara e AIOM uniscono le forze per un messaggio chiaro

La cura e la prevenzione dei tumori sono temi centrali dell’evento “Oltre la cura, il potere del movimento”, che si terrà domenica 14 giugno a Novara. Questa iniziativa è promossa dalla LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) Novara OdV in collaborazione con AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) Sezione Regionale Piemonte e Valle d’Aosta.

L’importanza della prevenzione

“La prevenzione non è solo informazione, ma soprattutto esperienza concreta”, hanno affermato Giuse Gambaro, presidente di LILT Novara, e Federica Biello, oncologa della LILT novarese e membro del direttivo AIOM regionale. “Per questo motivo, abbiamo progettato un programma completo che non si limita a discutere di movimento, ma offre la possibilità di sperimentarlo in un contesto accogliente, inclusivo e non competitivo. Il messaggio è chiaro: muoversi è possibile per tutti, secondo le proprie capacità, e l’attività fisica rappresenta uno strumento fondamentale per la prevenzione, la cura e la qualità della vita, anche per i pazienti oncologici.”

La prevenzione può manifestarsi in diverse forme. L’evento del 14 giugno sarà un’importante occasione per sensibilizzare la popolazione sull’importanza dell’attività fisica. “La prevenzione si può declinare in vari modi, partendo da quella primaria, che implica una divulgazione rivolta alla popolazione sana. Si stima che il 40% dei tumori possa essere prevenuto grazie a fattori di rischio modificabili”, ha spiegato il professor Massimo Di Maio, presidente nazionale di AIOM. “La prevenzione primaria è collegata alla sostenibilità del sistema sanitario, poiché ridurre il numero dei malati è essenziale per garantire l’efficacia degli interventi”.

La prevenzione non si limita alla fase primaria, ma comprende anche la prevenzione secondaria e terziaria. “Negli ultimi anni, si è posta grande attenzione alla terziaria, sottolineando l’importanza dell’attività fisica e degli stili di vita per chi ha già ricevuto una diagnosi. I benefici sono evidenti”, ha continuato il professor Di Maio. “L’attività fisica può migliorare non solo la diagnosi, ma anche l’umore e la qualità della vita di pazienti affetti da tumori, come quelli della mammella e della prostata. Per raggiungere questi risultati, è necessario percorrere più strade.”