In soli due giorni, sono state raccolte più di mille firme a Cameri, in segno di richiesta affinché don Samuele Bracca possa rimanere in paese almeno fino alla conclusione delle attività estive dell’oratorio.
Il trasferimento annunciato
La comunicazione del trasferimento del sacerdote, comunicata dal parroco don Massimo Martinoli attraverso una lettera del vescovo Franco Giulio Brambilla, ha generato grande emozione e preoccupazione all’interno della comunità cameratese. A partire da giugno, don Samuele sarà trasferito a Cannobio e in Valle Cannobina, mentre a Cameri arriverà don Francesco David.
Una comunità in movimento
Durante il fine settimana, l’oratorio e il centro pastorale sono stati animati da giovani, famiglie e volontari che hanno partecipato attivamente alla raccolta firme organizzata dalle catechiste. Sui social, sono apparsi centinaia di messaggi a sostegno del sacerdote, considerato un punto di riferimento importante per i ragazzi dell’oratorio.
In un post condiviso sulla pagina social dell’Oratorio di Cameri, è stato espresso il seguente messaggio il 12 maggio:
Vi ringraziamo caldamente per aver partecipato alla raccolta firme degli ultimi giorni. Grazie per averci aiutato, supportato e aver capito davvero il nostro intento. Grazie per l’affetto che avete dimostrato per il nostro Don Samuele. Nelle giornate di domenica e lunedì abbiamo raccolto più di 1000 firme, complimenti a tutti.
I giovani e i catechisti del nostro oratorio ci tengono a sottolineare che si dissociano completamente da tutti i commenti negativi riguardanti il trasferimento di don Samuele apparsi negli ultimi giorni sui social. Le nostre proposte e i nostri pensieri sono esposti chiaramente nelle lettere che sono state mandate al Vescovo.
Le reazioni della comunità
Anche il sindaco Giuliano Pacileo e il capogruppo di “Per Cameri” Tino Paggi hanno espresso la loro preoccupazione, invitando la comunità a mantenere la calma e ritrovare un clima di serenità.
Per ulteriori dettagli e reazioni sulla vicenda, è possibile consultare l’articolo completo in edicola e online sul Corriere di Novara del 14 maggio.