Solidarietà

Circolo Operaio: da oltre 40 anni un prezioso aiuto per tante famiglie novaresi

Circa 50 i volontari che raccolgono generi alimentari e li consegnano alle famiglie bisognose

Circolo Operaio: da oltre 40 anni un prezioso aiuto per tante famiglie novaresi
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Non è difficile incontrarli in giro per Novara. I volontari del Circolo Operaio sono spesso in piazza Garibaldi, all’imbocco del sottopasso che porta alla stazione. Il sabato invece li si può incrociare davanti all’ingresso di alcuni supermercati.

Circolo Operaio, nato negli anni Settanta

Svolgono con garbo e cortesia un’attività ormai quasi fuori moda: offrono in vendita il mensile Lotta Comunista e insieme distribuiscono volantini che invitano a diventare volontari del Circolo. Volantini che non vengono quindi infilati nella buca delle lettere, come si usa adesso, ma proprio consegnati nelle mani delle persone. Come si faceva nel secolo scorso.

In effetti il Circolo Operaio di Novara è nato negli anni ’70, recuperando la tradizione delle società di mutuo soccorso. Ne conserva la doppia anima, politica e di solidarietà, quella che non ha mai smesso di aiutare chi ha bisogno.

Volontari al lavoro per le famiglie in difficoltà

«Più di tutto a noi interessa che si sappia che a Novara ci sono tante famiglie in difficoltà», puntualizza, ma con un sorriso, il coordinatore del Circolo Silvio Lombardo intervistato da NovaraOggi. Ha 39 anni e, insieme alla ragazza 23enne che lavora in una stanza vicina, testimonia fisicamente che «il movimento non è mai morto». Anzi, ha i piedi ben saldi a terra.

Il Circolo, con i suoi circa 50 volontari attivi nella sede di via dei Mille, si prende cura di oltre 100 famiglie in difficoltà a Novara e provincia, e porta loro la spesa almeno due volte al mese.

«Per noi fare volontariato vuol dire stare a contatto con la gente – spiega Silvio – Il nostro obiettivo è da un lato lenire i disagi che una parte di lavoratori, soprattutto quelli nelle condizioni peggiori, si trova ad affrontare, dall'altro far riflettere giovani, lavoratori, pensionati sulle enormi contraddizioni della società. Anche se viviamo in una delle aree più ricche del mondo, qui ci sono centinaia di persone in estrema difficoltà».

Per l’80% il Circolo segue famiglie di origine migrante; il restante 20% è fatto di italiani, soprattutto anziani e persone con invalidità. Il pensiero politico arriva dopo.

«La cosa importante è accompagnare al volontariato una denuncia verso il mondo in cui stiamo vivendo». Per Lombardo è semplice attingere all’attualità per fare esempi: due guerre in corso e cospicui finanziamenti per il riarmo a confronto con politici sempre meno credibili e una povertà sempre più diffusa.

La sede del Circolo da sola vale la visita: alle pareti tante immagini di Karl Marx, nelle librerie e sui tavoli una gran quantità di libri tra cui le opere complete di Marx ed Engels, e quelle di Lenin.

«A differenza di altri – continua Lombardo – noi ci autofinanziamo completamente attraverso la diffusione del giornale. Così copriamo le spese interne, mentre i beni alimentari li raccogliamo davanti ai supermercati. E la gente è generosa».

Secondo lui «c’è un sacco di attività da fare e tanta gente che è disponibile a fare volontariato». Il Circolo ci prova a intercettarla, anche con i volantini nella buca delle lettere.

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