Mobilitazione

Coldiretti Novara-Vco al Brennero per una revisione del codice doganale

Protesta contro l'invasione silenziosa che danneggia il made in Italy

Coldiretti Novara-Vco al Brennero per una revisione del codice doganale

Una nutrita delegazione di Coldiretti Novara-Vco, composta da agricoltori, giovani imprenditori e dirigenti, ha preso parte a una manifestazione al Brennero. Tra i presenti il presidente Fabio Tofi e il direttore Luciano Salvadori, uniti nella difesa della salute dei cittadini e del reddito delle aziende italiane, minacciato da cibi stranieri spacciati per italiani.

Allerta sulla trasparenza alimentare

Ogni giorno, al Brennero, transitano migliaia di tonnellate di prodotti alimentari stranieri, dalla carne ai derivati del latte, che, in assenza di trasparenza, generano inganni commerciali e rischi per la salute. Questa situazione danneggia le imprese agricole, schiacciando i prezzi e i margini d’esportazione, in un contesto già difficile a causa dell’aumento dei costi legati alla guerra in Iran. È l’allerta lanciata da diecimila agricoltori della Coldiretti, presenti al Brennero il 27 aprile 2026, insieme al segretario generale Vincenzo Gesmundo e al presidente Ettore Prandini.

Una rappresentanza significativa è arrivata da Novara e Vco.

Richiesta di modifica del codice doganale

“Se venisse modificata la norma dell’ultima trasformazione sostanziale nel codice doganale, gli agricoltori potrebbero recuperare almeno 20 miliardi di euro. Questo cambiamento sarebbe cruciale per affrontare i rincari dei costi di produzione e contrastare l’aumento dei prezzi al consumo”, hanno dichiarato Tofi e Salvadori. Hanno anche sottolineato come la guerra in Iran abbia provocato un’impennata dei costi di energia, gasolio e concimi, complicando l’approvvigionamento e minacciando le semine e la produzione alimentare, favorendo l’ingresso di alimenti ultra-trasformati. I prodotti maggiormente importati nei loro territori includono latte, derivati, frumento tenero, carne bovina e frutta. Con la revisione della normativa, il Made in Italy potrebbe essere davvero valorizzato.

“La battaglia per l’origine è sempre stata una priorità per Coldiretti. Recentemente abbiamo raggiunto un traguardo importante con l’approvazione della legge sui reati agroalimentari, ispirata alla Legge Caselli, dopo oltre dieci anni di impegno. Tuttavia, assistiamo a meccanismi che alterano la concorrenza e comprimono il reddito degli agricoltori, danneggiando l’immagine del vero Made in Italy. È essenziale rafforzare strumenti come i contratti di filiera, per garantire equità lungo la catena del valore, stabilità per le imprese agricole e un rapporto più equilibrato con il settore della trasformazione. Servono accordi trasparenti che valorizzino la materia prima agricola e permettano una corretta redistribuzione del valore. La difesa del lavoro delle imprese agricole deve passare dall’etichetta d’origine su tutti i prodotti alimentari in Europa e dalla riforma del codice doganale attuale. Nonostante i progressi ottenuti grazie alle battaglie per la trasparenza condotte da Coldiretti, rimane una parte significativa della spesa anonima, creando zone d’ombra che favoriscono inganni nei confronti dei consumatori. Per questo chiediamo una legge europea che renda obbligatoria l’etichetta d’origine per tutti i prodotti alimentari venduti nell’Unione”, hanno concluso Tofi e Salvadori.

La mobilitazione è supportata dalla campagna #nofakeinitaly, attiva sui canali social ufficiali di Coldiretti.