Aumentano le preoccupazioni per la siccità in Piemonte. Con l’aumento delle temperature e la diminuzione delle precipitazioni, Coldiretti Novara-Vco solleva un appello urgente a favore dell’agricoltura, mettendo in luce i rischi per le colture e la produzione di cibo locale.
Situazione critica per l’agricoltura
Nonostante un inverno caratterizzato da abbondanti nevicate, la regione affronta un significativo deficit idrico. I dati forniti da Arpa Piemonte rivelano che i volumi di neve accumulati sono inferiori del 30% rispetto alla norma. Inoltre, in primavera le temperature hanno superato di 1,5 gradi la media, mentre le precipitazioni sono calate del 28%. A maggio, le piogge sono state di circa 70 millimetri, il 44% in meno rispetto alle medie storiche.
Preoccupano, in particolare, le conseguenze sulle produzioni agricole. «L’estate è appena iniziata, ma ci troviamo già di fronte a una situazione allarmante: le risorse idriche scarseggiano, mettendo a rischio i raccolti e la produzione di cibo locale», spiegano Fabio Tofi, presidente di Coldiretti Novara-Vco, e Domenico Pautasso, direttore dell’associazione. Le colture più vulnerabili includono riso, mais, ortofrutta, prati e pascoli.
Coldiretti sottolinea che non è più accettabile affrontare il problema solo in fase di emergenza. L’associazione richiede un piano di interventi strutturali che preveda l’ammodernamento della rete idrica, attualmente soggetta a elevate dispersioni, la creazione di una rete diffusa di invasi con sistemi di pompaggio e l’accelerazione delle opere già progettate per incrementare la capacità di accumulo dell’acqua.
Infine, Coldiretti Novara-Vco esorta la Regione Piemonte a convocare un tavolo di confronto con tutti i soggetti interessati, come discusso nel Tavolo Verde del 7 luglio, e a intraprendere misure straordinarie per garantire una maggiore disponibilità di acqua per uso irriguo nel più breve tempo possibile.