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La denuncia

Coldiretti Novara-Vco: "Senza clausola riso asiatico invade Italia"

Con lo stop alla clausola di salvaguardia gli arrivi di riso dal Myanmar sono aumentati in quantità di oltre 20 volte (+2400%) nel 2022, una vera e propria invasione che pesa sui produttori italiani già gravemente colpiti dalla siccità e dal rincaro dei costi di produzione.

Coldiretti Novara-Vco: "Senza clausola riso asiatico invade Italia"
Attualità 12 Novembre 2022 ore 06:46

“Questa decisione scatena nelle risaie una vera e propria tempesta perfetta”.

Coldiretti

Con lo stop alla clausola di salvaguardia gli arrivi di riso dal Myanmar sono aumentati in quantità di oltre 20 volte (+2400%) nel 2022, una vera e propria invasione che pesa sui produttori italiani già gravemente colpiti dalla siccità e dal rincaro dei costi di produzione. E’ quanto denuncia la Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi al commercio estero nei primi otto mesi dell’anno, dopo la sentenza del Tribunale della Corte di giustizia dell’Unione europea che ha annullato il regolamento di esecuzione 2019/67 del 16 gennaio 2019, che aveva reintrodotto i dazi sulle importazioni di riso Indica originario della Cambogia e del Myanmar/Birmania per un periodo di tre anni, anche sull’onda della mobilitazione degli agricoltori della Coldiretti nelle piazze italiane e nelle sedi istituzionali che aveva portato Bruxelles a riconoscere il danno economico dovuto ai volumi di importazioni di riso asiatico.

“Una decisione che scatena sulle nostre risaie una vera e propria tempesta perfetta, in un’annata che ha già visto il crollo dei raccolti, con perdite del 30% che in alcune specifiche aree piemontesi sono arrivate anche fino al 70%, a causa della siccità. Senza clausola non avremo più difese per il riso italiano e Made in Piemonte - spiega Paolo Dellarole presidente di Coldiretti Vercelli e Biella con delega al settore risicolo regionale - Il riso Indica prodotto in Cambogia e Myanmar arriva infatti sul mercato della Ue in volumi e livelli di prezzo tali da determinare serie difficoltà agli operatori europei del settore. Oltre a fare concorrenza sleale ai produttori italiani sulla Birmania (Ex Myanmar) pesa, peraltro, l’accusa di violazione dei diritti umani ed addirittura di «genocidio intenzionale» per i crimini commessi contro la minoranza musulmana dei Rohingya. Il nostro riso, così, rischia di essere oggetto di selvagge importazioni di Paesi che non rispettano né le norme sanitarie, né i diritti dei lavoratori”.

“Occorre che all’interno del nuovo regolamento sulle preferenze tariffarie generalizzate (Spg), attualmente in discussione a Bruxelles, sia inserito – evidenziano il Presidente di Coldiretti Novara-Vco Sara Baudo e il Direttore Luciano Salvadori - un meccanismo automatico che faccia scattare la clausola di salvaguardia non appena le importazioni oltrepassino il limite percentuale oltre il quale si generano effetti negativi sui produttori. Serve anche estendere al riso la revoca delle agevolazioni tariffarie per qui paesi che non rispettano i diritti umani, del lavoro, sul buon governo e sull'ambiente”.

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