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Confermato sciopero benzinai: chiusi anche i self-service

Nel mirino la cartellonistica sui prezzi

Confermato sciopero benzinai: chiusi anche i self-service
Attualità 22 Gennaio 2023 ore 10:47

I gestori incrociano le braccia da martedì sera a giovedì sera.

Confermato lo sciopero di 48 ore dei benzinai

Salvo svolte dell’ultima ora, confermato lo sciopero dei benzinai: i distributori chiuderanno dalle 19 di martedì 24 gennaio alle 19 di giovedì 26 gennaio. Chiusi anche gli impianti self-service. Potrebbero restare aperti, anticipano, gli impianti self gestiti direttamente dalle compagnie petrolifere.

Il problema della cartellonistica

Dopo l’incontro con il governo, i sindacati si sono detti “profondamente delusi”. Faib, Fegica e Figisc pur dando atto al ministro delle imprese, Adolfo Urso, di voler trovare una soluzione, protestano contro il mantenimento dell’obbligo di cartellonistica contenuto del decreto trasparenza. «Siamo l’unica categoria a dover comunicare i prezzi».

L’obbligo della cartellonistica previsto con l’esposizione del prezzo medio voluto dal decreto trasparenza, secondo i gestori delle pompe, penalizza i benzinai ed è inutile per far abbassare i prezzi. L’unica concessione dopo il faccia a faccia con l’esecutivo è stata quella di una riduzione dello stop, da 60 a 48 ore.

«Il messaggio che rimane è che siamo una categoria da tenere sotto controllo perché speculiamo – commentano ancora i sindacati -: ma fino all’ultimo momento siamo disponibili a vedere se troviamo margini di manovra».

Le proposte del governo

Il governo aveva fatto una serie di proposte ai benzina. Tra queste, l’obbligo di comunicazione dei prezzi della benzina settimanale (e non giornaliero) e ad ogni variazione del prezzo. La chiusura per omessa comunicazione solo dopo 4 omissioni nell’arco di 60 giorni (e non più dopo tre senza limiti temporali anche non consecutivi). L’eventuale chiusura decisa da 1 a 30 giorni (prima la previsione era da 7 a 90 giorni). Le sanzioni per omessa comunicazione da un minimo di 200 a un massimo di 800 a seconda del fatturato dell’impianto (prima raggiungevano i 6000 euro). Ai gestori non è però parso abbastanza per bloccare la serrata.

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