Il dibattito

Controversia sugli abbattimenti degli ibis sacri nelle campagne della Provincia di Novara

Animalisti e Alleanza Verdi Sinistra contestano il piano di contenimento provinciale; il Comune assicura: in città non ci saranno interventi cruente.

Controversia sugli abbattimenti degli ibis sacri nelle campagne della Provincia di Novara

Il piano di contenimento degli ibis sacri, adottato dalla Provincia di Novara per il periodo 2025-2030, continua a suscitare polemiche.

Ibis sacri: il dibattito sugli abbattimenti

L’assessore comunale all’Ambiente Elisabetta Franzoni ha chiarito che nelle aree urbane di Novara non sono previsti metodi cruenti per allontanare gli ibis sacri presenti all’Allea e in altri parchi cittadini.

Le contestazioni si concentrano invece sugli interventi autorizzati nelle campagne, dove il piano provinciale prevede, in specifiche circostanze, anche l’abbattimento diretto degli animali. Questa decisione ha scatenato la ferma reazione della Lipu Novara e Verbano Cusio Ossola, che ha etichettato il piano come «inutile, crudele e scientificamente superato».

Secondo la Lipu, gli abbattimenti non solo non risolvono il problema, ma contribuiscono a spingere gli uccelli verso le aree urbane. L’associazione segnala che, nonostante l’eliminazione di circa 1.300 esemplari, la popolazione di ibis sacri non è diminuita in modo significativo. Inoltre, il censimento nazionale del 2024 ha registrato oltre 7.500 nidi in Italia nel biennio 2023-2024, un dato che rende difficile perseguire l’obiettivo di eradicazione.

Andrea Ratti, delegato Lipu per Novara e Verbania, ha richiesto l’immediata sospensione degli abbattimenti, affermando che «continuare con metodi cruenti e scientificamente ciechi provoca solo sofferenza inutile e disperde gli animali nelle aree urbane». L’associazione propone l’istituzione di un tavolo tecnico fondato su dati scientifici aggiornati, sottolineando anche le possibili conseguenze sugli animali in fase riproduttiva.

Sulla stessa lunghezza d’onda si trova Alleanza Verdi Sinistra Novara, che critica quello che definisce uno «sterminio indiscriminato» e invita a esplorare strategie alternative e non cruente per la gestione della fauna selvatica, coinvolgendo esperti e associazioni ambientaliste.