Rete solidale

Da Borgomanero parte il nuovo progetto di inclusione sociale con la partecipazione di 13 partner

Le realtà che hanno preso parte alla strutturazione della complessa iniziativa sono associazione culturale Il Vergante, la rete Nondisolopane, il birrificio 100venti, il circolo di Legambiente Amici del lago - Aps, il Ciss di Borgomanero, il Collegio Don Bosco, il Comune di Borgomanero, la Condotta Slow Food “Colline novaresi”, la cooperativa sociale “Il ponte”, l’impresa sociale Irene, la società agricola «La zappa arcobaleno» e Unionbirrai.

Da Borgomanero parte il nuovo progetto di inclusione sociale con la partecipazione di 13 partner
Attualità Borgomanero, 15 Giugno 2021 ore 10:02

Parte da Borgomanero il nuovo progetto di inclusione sociale che lega 13 partner del territorio.

Al via il  nuovo progetto C.I.B.O., l'ampia rete per l'inclusione sociale sul territorio

Quello presentato il 9 giugno è un progetto capillarmente strutturato in molteplici azioni diverse e tutte correlate tra loro. L’iniziativa chiamata con l’acronimo C.I.B.O. (Comunità, Inclusione, Buone prassi e Opportunità) è ideata e coprogettata da 13 partner, e dal progetto Im.patto di NovaCoop. Le realtà che hanno preso parte alla strutturazione della complessa iniziativa sono associazione culturale Il Vergante, la rete Nondisolopane, il birrificio 100venti, il circolo di Legambiente Amici del lago - Aps, il Ciss di Borgomanero, il Collegio Don Bosco, il Comune di Borgomanero, la Condotta Slow Food “Colline novaresi”, la cooperativa sociale “Il ponte”, l’impresa sociale Irene, la società agricola «La zappa arcobaleno» e Unionbirrai, e tutte insieme hanno risposto alla proposta di Nova Coop. L’iniziativa ha un obiettivo ambizioso: «Il progetto prevede un percorso di inclusione socio-lavorativa con la finalità di realizzare una realtà agro sociale comunitaria. La coltivazione in serre idroponiche dei prodotti locali da far scoprire agli studenti e alle famiglie delle scuole della città, dei laboratori di cucina per aumentare la consapevolezza della cultura enogastronomica del territorio e lo sviluppo di opportunità lavorative per persone svantaggiate. Tutto questo avrà delle ripercussioni sulla comunità borgomanerese, sia sul breve che sul lungo periodo».

Si parte dai più giovani

«Il progetto - spiegano i vari partner dell’iniziativa - intende partire dai più giovani per costruire una comunità più consapevole sul mondo del cibo. Verranno erogate diverse ore di laboratorio che utilizzeranno il cibo come strumento di aggregazione e di inclusione culturale, trasmettendo valori come il riciclo e il riuso del cibo, la sostenibilità ambientale ed economica, l’integrazione con altre culture attraverso il cibo. L’attività di C.I.B.O. è già stata avviata con una prima parte di laboratori, con i giovani di Enaip Borgomanero, e con alcune attività programmate presso i centri estivi del territorio per condividere e rendere diffusa l’idea del cibo come cultura». «La nuova mini impresa del Don Bosco, la “Hydroponic Solutions”, si pone come mission quella di creare una nuova mentalità volta alla sensibilizzazione, all’educazione e alla cura dell’ambiente a favore del territorio». Chi sarà interessato, potrà acquistare degli impianti di coltivazione idroponici.

A settembre partiranno 5 laboratori enogastronomici

«Da settembre verranno realizzati 5 laboratori eno gastronomici, composti da diversi incontri aperti alla comunità borgomanerese». Tra le opportunità c’è «La realizzazione di una realtà agro-sociale comunitaria e un percorso di inclusione lavorativa all’interno dell’orto didattico gestito da Legambiente, situato nell’area del parco della biodiversità Ivan Cerutti di Borgomanero. Il rispetto e la tutela dell’ambiente, che si concretizza nell’esclusiva coltivazione di prodotti biologici e nella promozione di processi virtuosi di economia circolare, sono la base del progetto». Ci sarà anche una nuova start up: «I ragazzi del liceo Don Bosco avranno la possibilità di studiare, organizzare e amministrare una start up innovativa che realizzerà e promuoverà impianti di coltivazione che sfruttano le tecniche in idrocoltura. La realizzazione di un’attività lavorativa a favore di persone svantaggiate che permetta al territorio di combattere l’utilizzo della plastica impegnandosi sempre di più in azioni virtuose a favore della sostenibilità ambientale. «Comunità e responsabilità - ha spiegato Massimiliano Caligara - sono le parole chiave e gli obiettivi del progetto. Percorso da compiere favorendo l’innovazione neel rispetto dell’ambiente, lo sviluppo di nuove competenze, promuovendo la formazione e mirando all’equità sociale». «Il cibo - gli ha fatto eco il professore del liceo Don Bosco Fabio Perna - è il nutrimento dell’anima, il nostro corpo una cattedrale. Di certo non salveremo il mondo e non cambieremo la polarità del pianeta, ma comunque daremo dimostrazione che con impegno e dedizione lo straordinario può divenire ordinario». «Coe’è C.I.B.O. per noi? - si chiede poi Daniela Giorgis, della Cooperativa Il ponte - un’opportunità di realizzare attività inclusive in un settore diverso da quello in cui operiamo abitualmente, costruendo nuove reti sul territorio, ma anche un’opportunità per coinvolgere la comunità per riflettere su tematiche legate all’ambiente e alla sana alimentazione«. Dal 22 maggio l’iniziativa ha anche trovato un logo: nella galleria del centro commerciale Iper Coop di Borgomanero sono state oltre 550 le persone che hanno preso parte al contest per votare uno dei tre loghi ideati e realizzati dagli studenti del liceo economico e sociale del Don Bosco.