La posizione

Domenico Rossi: "Stallo della maggioranza regionale su parchi e aree protette"

"Decisioni rinviate da oltre un anno".

Domenico Rossi: "Stallo della maggioranza regionale su parchi e aree protette"
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Stallo della maggioranza su parchi e aree protette: subito una revisione della governance richiesta dal territorio

La posizione del consigliere regionale novarese

“Da oltre un anno la destra rinvia una necessaria discussione sulla revisione della governance dei parchi e delle aree protette in commissione. Evidentemente si vuole evitare il confronto su un tema importantissimo per il nostro territorio. Ma non si può rimandare per sempre. Per questo ho deciso di richiamare in aula il testo della proposta di legge n. 113 sulle modifiche al Testo unico sulla tutela delle aree naturali e della biodiversità”. Lo afferma il consigliere novarese commentando l’ordine del giorno del primo Consiglio Regionale, convocato per oggi martedì 6 settembre, dopo la pausa estiva.

“Era il 6 maggio 2021 - ricorda il consigliere Dem - quando la Pdl è approdata in commissione registrando fin da subito la disponibilità della maggioranza ad un percorso condiviso di revisione della norma. Un’apertura favorita anche dalla condivisione trasversale sul territorio che si rispecchia anche in un’analoga proposta di legge presentata dai Sindaci dei Comuni di Romentino, Bellinzago Novarese, Cameri, Galliate, Oleggio e Trecate. Da allora però nulla si è mosso… è inaccettabile. I problemi si affrontano, anche per rispetto nei confronti delle amministrazioni locali che hanno presentato una loro proposta di legge”.

Eppure è sotto gli occhi di tutti l’urgenza di un intervento. “Il Testo unico in vigore dal 2009 è stato modificato e integrato anche nella scorsa legislatura. Dopo questi anni di applicazione sono evidenti alcuni elementi critici a partire dalla modalità di elezione degli organi direttivi: la rappresentanza deve tenere conto anche della popolazione e dell’estensione dei territori.” spiega il rappresentante democratico. “Come è possibile - prosegue - che nel Consiglio direttivo dell’Ente di gestione delle aree protette del Ticino e del Lago Maggiore manchi attualmente una rappresentanza dell’area del Parco del Ticino che, da solo, rappresenta il 45,96% delle superfici protette?”.

Anche gli accorpamenti delle diverse aree andrebbero rivisti. “Pensiamo al proprio al parco del Ticino, riconosciuto patrimonio dell’Unesco e appartenente alla Valle del Ticino. Un recupero della propria autonomia consentirebbe, ad esempio, di aprire un dialogo con la Lombardia per verificare percorsi di gestione condivisa già avanzati in passato: un passaggio quest’ultimo che potrebbe rappresentare un determinante elemento di promozione del territorio”.

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