La questione caregiver

Due donne di Castelletto in Regione: “Chiediamo diritti per i caregiver” – VIDEO

Le loro testimonianze durante il dibattito sulla legge regionale dedicata ai caregiver

Due donne di Castelletto in Regione: “Chiediamo diritti per i caregiver” – VIDEO

Romana Bizzaro e Ornella Venturini, due donne di Castelletto, hanno condiviso la loro esperienza in Regione, nella sede di Palazzo Lascaris, durante un evento dedicato alla discussione della nuova legge regionale sui caregiver.

La presenza in Regione di Bizzaro e Venturini

In seguito a un incontro a Roma, durante un presidio di protesta in piazza Santi Apostoli, l’associazione Caregiver Familiari Uniti ha nuovamente fatto sentire la propria voce nel dialogo con le istituzioni. Il 13 aprile, Romana Bizzaro, madre di una giovane con disabilità, e Ornella Venturini, nipote di anziani con gravi disabilità fisiche, hanno partecipato attivamente all’incontro nel grattacielo della Regione Piemonte. Erano presenti anche l’assessora alle politiche sociali Alessandra Zarini e i rappresentanti del Cisas.

Caregiver privi di tutele e riconoscimenti

Il problema per chi, come Bizzaro e Venturini, si prende cura di persone fragili è l’assenza di riconoscimenti ufficiali per il lavoro di assistenza che svolgono quotidianamente. “Sono Elena, madre di due ragazze gravissime – ha dichiarato la presidente dell’associazione Insieme per Matilde Aps – ho dovuto assumere ruoli come infermiera, tecnica, dottore, assistente, fisioterapista e farmacista. Non esiste una legge organica sul caregiver familiare. Sebbene esista una definizione, mancano aiuti concreti. La vita di un caregiver si azzera, le relazioni e le amicizie scompaiono. Si vive solo per i propri cari. Ci vengono proposti soggiorni di sollievo, ma ciò che offriamo non può essere sostituito in una stanza sterile. Se lo Stato risparmia, assistendo a casa, quando verrà restituita dignità a chi se ne occupa? Abbiamo bisogno di aiuto concreto. Vogliamo tornare a esistere”.

La testimonianza di Ornella Venturini

“Seguo familiari fragili sin da giovane – ha affermato Venturini dal palco della Regione – è necessario avere figure professionali di supporto alla famiglia, adeguatamente formate e concordate, e uno sportello unico per le richieste, semplice e accessibile, per ricevere informazioni in tempi rapidi. Serve un impegno economico stabile e certo che garantisca continuità; a parole si promuove, ma nella pratica non si concretizza”.

Il discorso di Bizzaro e il caso di Naturabile a Varallo Pombia

 

“Non sono qui per scelta, ma per necessità – ha affermato Bizzaro – siamo persone che si prendono cura di chi non riesce a farlo da solo. Troppo spesso le nostre voci restano rinchiuse nelle nostre case. Siamo qui per chiedere diritti, non privilegi, per noi e per le persone che amiamo e assistiamo, per richiedere un cambiamento immediato. Ho fatto da caregiver a mia madre e poi sono diventata madre di una ragazza disabile. La mia vita è stata una corsa contro il tempo, per raggiungere un centro di riabilitazione a 40 chilometri da casa, in Lombardia, dove ho trovato assistenza completa per mia figlia e per me. Tutto ciò era coperto dalla Sanità del Piemonte, che non offriva servizi simili. La mancanza di centri di riabilitazione non è solo un problema logistico, ma significa lasciare sole le famiglie. Dopo anni si è presentata la possibilità di aprire una struttura simile a Varallo Pombia. Avevamo una struttura meravigliosa, il centro Naturabile, con piscina, attrezzature sportive e un’associazione pronta a collaborare. Quel centro non ha mai aperto, bloccato da ostacoli burocratici e dall’inerzia della pubblica amministrazione. Nessuno ha voluto prendersi la responsabilità di una decisione che non riguardava interessi politici di grande entità. Un’opportunità negata”.

Le iniziative future per sensibilizzare

“Il 5 maggio – annunciano Romana Bizzaro e Ornella Venturini – discuteremo della questione in Comune a Castelletto, durante un incontro con tutte le forze politiche. Siamo contente della partecipazione dell’Amministrazione castellettese. Ciò che chiediamo è importante e scomodo: si tratta di risorse da investire più saggiamente. Attualmente, tutto è delegato a cooperative. Non sosteniamo il disegno di legge in discussione, poiché non garantisce diritti equivalenti a quelli riconosciuti all’estero, dove il lavoro dei caregiver è ufficialmente riconosciuto. È fondamentale che la società riconosca sia la persona disabile che chi si prende cura di lei.”