Festa “Vivomeglio”

Duecento partecipanti alla festa del progetto Cisa Ovest Ticino

Protagonisti gli utenti dei Centri diurni di Galliate, Trecate, Recetto, di Villa Varzi e i bambini della primaria “Rodari” di Trecate

Duecento partecipanti alla festa del progetto Cisa Ovest Ticino

Sono state circa duecento le persone che, lo scorso 18 giugno, hanno affollato l’Orto Botanico di Galliate per partecipare alla “Festa della mancanza ritrovata”, organizzata dall’Associazione Genitori Sth.

Un pomeriggio di bellezza e partecipazione

Questo evento ha rappresentato uno dei momenti più significativi del progetto “La bellezza di ciò che manca”, promosso dal Consorzio intercomunale per la gestione dei Servizi socio-assistenziali dell’Ovest Ticino e realizzato grazie al supporto di Fondazione Crt nell’ambito del bando “Vivomeglio” per il 2025.

Gli attori principali della giornata sono stati gli utenti con disabilità dei Centri diurni di Galliate, Trecate, Recetto e Villa Varzi, insieme ai bambini della Scuola Primaria “Rodari” dell’Istituto comprensivo “Behar” di Trecate. Hanno presentato installazioni, fotografie, percorsi poetici, podcast e opere frutto di mesi di lavoro creativo condiviso con operatori, educatori e artisti.

L’iniziativa è stata ideata e diretta da Marco Bricco di “DispariTeatro”, in collaborazione con la pedagogista del Cisa Ovest Ticino, Grazia Fallarini. Il contributo degli educatori, degli operatori socio-sanitari e di tutti gli operatori dei Centri diurni è stato fondamentale; non hanno svolto solo il ruolo di accompagnatori, ma si sono rivelati co-progettisti e co-organizzatori delle attività, apportando competenza, creatività e passione a tutto il progetto.

La partecipazione di famiglie, cittadini, volontari e associazioni ha trasformato l’evento in una vera festa di comunità. Tra i presenti anche il sindaco di Galliate, Alberto Cantone, il vicesindaco, Emanuele Zuin, l’assessore ai Servizi sociali Carmen Ceffa e il coordinatore dei Centri per la disabilità del Cisa Ovest Ticino, Pietro Gulfo, che hanno espresso la loro vicinanza a un percorso che valorizza le persone con disabilità e i bambini attraverso il loro contributo alla vita culturale e sociale del territorio.

La “Festa della mancanza ritrovata” ha dimostrato come, unendo le forze di persone, servizi, famiglie e comunità, la fragilità possa trasformarsi in partecipazione, creatività e bellezza condivisa.