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Torino

Falso "Made in Italy" da 20milioni di euro: sequestrate 600mila scarpe

Imprenditore denunciato.

Falso "Made in Italy" da 20milioni di euro: sequestrate 600mila scarpe
Attualità 04 Novembre 2022 ore 06:44

Sequestrate 600.000 calzature “Made in Italy” in realtà importate da Cina, Albania e Romania.

Falso "Made in Italy"

Nei giorni scorsi, la Guardia di Finanza di Torino ha sequestrato oltre 600.000 calzature che riporterebbero falsamente l’etichettatura “Made in Italy”, in quanto sarebbero, in realtà, interamente confezionati e importati dall’estero.

L’operazione, condotta dai Baschi Verdi del Gruppo Pronto Impiego Torino, ha avuto inizio nelle scorse settimane quando, in alcuni centri commerciali del capoluogo piemontese della Grande Distribuzione Organizzata, sono stati individuati sugli scaffali e negli espositori gli accessori d’abbigliamento riportanti “claims” tipici dell’italianità le cui indicazioni merceologiche di origine sono state ritenute mendaci, in quanto prodotte in Albania, Cina e in Romania.

Etichette non veritiere

I militari, infatti, grazie anche al monitoraggio dei flussi doganali, hanno accertato come sulle confezioni fossero state apposte mendaci indicazioni di provenienza sull’origine italiana, incorniciate inoltre da simbologie, inequivocabili, come la bandiera tricolore; tutto pronto per l’immissione in commercio senza avere subìto trasformazioni sostanziali sul territorio nazionale tali da modificarne la reale provenienza.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino, hanno condotto i Finanzieri nei depositi situati nelle province di Torino e Treviso ove, con l’ausilio dei competenti Reparti territoriali del Corpo, hanno eseguito l’ingente sequestro impedendo, così, una maxi frode commerciale che avrebbe procurato un ingiusto profitto per oltre 20 milioni di euro.

Un imprenditore italiano è stato denunciato all’Autorità giudiziaria e, ferma restando la presunzione di innocenza fino a compiuto accertamento delle responsabilità, dovrà rispondere del reato di frode in commercio.

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