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Il caso

Futuro di Malpensa: il Comitato di Varallo Pombia sottolinea i punti più importanti

Il dibattito sulla questione è molto acceso e il Comitato è deciso a far sentire la propria voce sui tavoli istituzionali

Futuro di Malpensa: il Comitato di Varallo Pombia sottolinea i punti più importanti
Attualità Arona, 25 Aprile 2021 ore 07:00

Futuro di Malpensa ancora al centro del dibattito. Il Comitato dei cittadini di Varallo Pombia per l’aeroporto di Malpensa torna a intervenire sulla questione e sottolinea i punti che ritiene maggiormente importanti sulle sorti dello scalo.

Malpensa ancora al centro del dibattito

Dopo i comunicati stampa delle scorse settimane e gli interventi dell’Ente Parco piemontese del Ticino, della Provincia e del Covest, il Comitato cittadini di Varallo Pombia per l’aeroporto di Malpensa interviene ancora una volta sul tema del futuro di Malpensa. “Pur riscontrando su alcuni quotidiani locali – scrivono dal Comitato – come il tema dell’aeroporto sia trattato quasi quotidianamente, riteniamo doveroso riportare l’attenzione s u taluni aspetti di primaria importanza per l’area territoriale piemontese lombarda interessata dallo svolgimento dell’attività aeroportuale e rinnovare quindi alcune domande che attendono risposte concrete da 20/25 anni” .

Le domande ancora senza risposta

Ed ecco i punti maggiormente urgenti che il Comitato ha voluto sottolineare. “Perché – si chiedono dal Comitato – dopo 25 anni, manca il Piano d’Area Malpensa lombardo,  dopo 25 anni, Malpensa non ha un PEE Piano di Emergenza Esterno lombardo piemontese integrato; Il Piano di Rischio Art. 707 Codice della Navigazione (2005/201 1) non è stato ancora completato; manca un dettagliato censimento di tutte le edificazioni in deroga all’Art. 707 del CdN; le Mappe di Vincolo non hanno delineato le deroghe ostacoli naturali e non alla Limitazione Piano Ostacoli (Art. 707 del CdN); mancano le curve di Isorischio Rischio Terzi Art. 715 del CdN nella formulazione stato attuale e futura (mappe che non sono state rese disponibili, a fronte dell’incremento dei movimenti registrati, neppure nella fase del cosiddetto Bridge; le procedure antirumore in decollo adottate non sono conformi alle tecniche che determinano una maggior mitigazione del rumore ( Noise Abatement Departure Procedure ICAO NAPD 1 e 2 ));  la zonizzazione acustica in LVA è stata calcolata con un modello matematico statico; il descrittore LVA non è conforme alle prescrizioni del doc. 29 della Conferenza Europea dell’ Aviazione C vile, dal titolo «Standard Method of Computing Noise Contours around Civil Air
ports», terza edizione, cui fa rinvio il Reg. UE n. 598/2014 (art. 6, par. 1, lett. a); All. I, Reg.), sono, comunque, sistematicamente, ignoti i database di input utilizzati nel modello matematico di calcolo dell’indice di rumore LVA denominato INM/AEDT; le riunioni della Commissione Aeroportuale non hanno cadenza periodica e i relativi verbali/documenti/rapporti sono generici e non forniscono informazioni dettagliate; nella Rete di monitoraggio acustico , installata da oltre 20 anni sia in Piemonte che in Lombardia, non sono insediate le centraline di monitoraggio acustico di tipo “V” che permettono l’accertamento delle violazioni delle procedure di decollo antirumore e la conseguente applicazione di multe e sanzioni ai vettori aerei; il Piano di Zonizzazione Acustica Aeroportuale e la Classificazione Acustica di ogni singolo Comune non hanno risolto il livello acustico dell’area della loro sovrapposizione e, nel contempo, è rimasta insoluta l’incidenza del traffico aereo sulla stessa classificazione comunale; il Piano di Zonizzazione Acustica Aeroportuale non è sta to ancora definito e non si è provveduto a verificarne la compatibilità con la Classificazione Acustica di ogni singolo Comune; la rete di monitoraggio atmosferico non è adeguata a distinguere le emissioni aeroportuali e del traffico aereo, da quelle di origine antropico e viario, il Masterplan Malpensa 2020/ 203 5 non ha inquadrato le conformità/deroghe al Regolamento UE 139/2014”.

Le conclusioni del Comitato

In attesa del tavolo tecnico sull’argomento, convocato in Provincia per la prossima settimana, il Comitato chiede quindi che arrivino delle risposte precise dagli enti competenti. “Attendiamo quindi opportuni chiarimenti da ENAC, ENAV, SEA, Regione ed ARPA Lombardia e Piemonte – concludono infatti – restando inteso che tutte le problematiche qui rilevate saranno comunque oggetto di analisi da parte del Tavolo Tecnico Continuativo la cui costituzione è stata richiesta alla Provincia di
Novara con nostra nota del 30.3.2021”.