10 febbraio

Giorno del Ricordo a Novara: onore alle vittime delle Foibe e agli esuli giuliano-dalmati

Cerimonia commemorativa tra Villaggio Dalmazia e Piazza Vittime delle Foibe

Giorno del Ricordo a Novara: onore alle vittime delle Foibe e agli esuli giuliano-dalmati

Questa mattina, 10 febbraio 2026, Novara ha celebrato il Giorno del Ricordo, nel 22º anniversario della sua istituzione e nel 72º anniversario della posa della prima pietra del Villaggio Dalmazia. L’evento ha reso omaggio alle vittime italiane delle foibe e a tutti gli italiani costretti all’esodo dalle terre istriane, giuliane, fiumane e dalmate, una tragedia rimasta a lungo ai margini del racconto storico nazionale.

La cerimonia commemorativa

La cerimonia ha avuto inizio con una messa nella Chiesa della Sacra Famiglia, dedicata alla memoria dei martiri giuliano-dalmati. Al termine della funzione, il corteo commemorativo ha fatto il suo ingresso in piazza Vittime delle Foibe, dove sono state posate corone alla lapide dei Caduti delle foibe, seguite dagli interventi delle autorità.

Tra i relatori, il sindaco di Novara Alessandro Canelli, il vicepresidente della Provincia Andrea Crivelli, l’onorevole Gianni Mancuso, presidente di Andromeda Piemonte e tesoriere del Museo Storico Aldo Rossini, insieme a Flavio Lenaz, presidente dell’Associazione “Venezia Giulia e Dalmazia” della Provincia di Novara. La commemorazione si è conclusa con una lettura poetica in ricordo delle vittime delle foibe e degli esodati.

Alla cerimonia hanno preso parte autorità civili e militari, associazioni combattentistiche e d’arma, e il Museo Storico Aldo Rossini, rappresentato dal presidente Antonio Poggi Steffanina.

Novara, centro di accoglienza storica

Negli anni del secondo dopoguerra, Novara è stata un importante centro di accoglienza per i profughi istriani, fiumani e dalmati. A partire dal 1946, la città ha fornito rifugio a migliaia di esuli, utilizzando la Caserma Perrone come primo centro di raccolta e il Villaggio Dalmazia, situato nella zona di Torrion Quartara, come luogo di insediamento stabile e ricostruzione di nuove vite, creando un legame duraturo con la comunità giuliano-dalmata.

Un contributo significativo alla memoria è giunto anche dall’Archivio di Stato di Novara, che ha sottolineato, tramite i propri canali social, come la Caserma Perrone – ora campus universitario – sia stata il primo approdo per molti esuli. Le registrazioni d’archivio raccontano una storia complessa di arrivi, tentativi di riunificazione familiare e le sfide legate all’assegnazione di alloggi e alla costruzione di nuove abitazioni, un processo al quale gli esuli hanno contribuito con le loro competenze e professionalità.