Inquinamento acque

Goletta dei Laghi: 5 punti del Maggiore segnalati come “fortemente inquinati”

Il rapporto evidenzia un quadro allarmante: il 65% dei 23 punti monitorati supera i limiti di legge.

Goletta dei Laghi: 5 punti del Maggiore segnalati come “fortemente inquinati”

Durante il Forum Acque 2026, Goletta dei Laghi ha rivelato i risultati microbiologici relativi ai principali bacini lacustri del Piemonte. Dei 23 punti campionati nei laghi Viverone, Grande e Piccolo di Avigliana, d’Orta e sulla sponda piemontese del Maggiore, il 65% ha mostrato valori oltre i limiti consentiti.

Oltre al monitoraggio delle acque, il Forum ha affrontato tematiche cruciali come i PFAS, la governance e la protezione delle risorse idriche. “L’approccio alla gestione sostenibile dell’acqua deve essere di lungo periodo: fiumi, laghi e zone umide necessitano di protezione e non devono essere considerati solo come risorse da sfruttare. È fondamentale prevenire le contaminazioni da PFAS, ridurre gli sprechi e attuare un monitoraggio efficace per garantire la sicurezza idrica e il futuro dei territori”, si legge nel comunicato.

Dettagli dell’evento

Il 17 luglio, la campagna Goletta dei Laghi sarà al centro dell’attenzione sul lago Maggiore con una traversata in barca a vela che collegherà le sponde lombarda e piemontese, seguita dalla presentazione dei risultati del monitoraggio e da un dibattito sulla tutela dell’ecosistema lacustre. Il giorno successivo, ad Avigliana, è prevista una passeggiata naturalistica incentrata sulla biodiversità e sulla conoscenza del territorio.

Il benessere delle acque piemontesi è direttamente legato alla consapevolezza delle condizioni dei laghi e delle pressioni a cui sono sottoposti. Per questo, la sesta edizione del Forum Acque, organizzato da Legambiente Piemonte – Valle d’Aosta, ha aperto i battenti con la presentazione dei risultati delle analisi effettuate in cinque bacini regionali: i laghi Grande e Piccolo di Avigliana, la sponda piemontese del Lago Maggiore, il lago di Viverone e il lago d’Orta.

I risultati sono complessivamente preoccupanti: il 65% dei punti monitorati ha mostrato valori al di sopra dei limiti di legge. Tra i bacini analizzati, solo il lago di Viverone, in provincia di Biella, è risultato conforme alle norme, con un miglioramento rispetto all’anno precedente in corrispondenza delle foci di alcuni canali. Al contrario, la sponda piemontese del lago Maggiore ha visto otto dei dieci punti campionati superare i limiti, con cinque classificati come “fortemente inquinati”.

Il lago Maggiore è un bacino di grande importanza ambientale ed economica, fornendo servizi che spaziano dall’approvvigionamento idropotabile all’agricoltura, dal turismo alla produzione energetica, fino al settore ittico. Tuttavia, le pressioni che lo interessano non si limitano agli aspetti microbiologici; includono anche gli effetti dell’antropizzazione e dell’artificializzazione delle rive, oltre alla presenza di contaminanti tossici nei sedimenti e negli organismi viventi. Tra questi, i PFAS, composti chimici di origine antropica, sono una delle principali criticità per la qualità delle acque.

La loro diffusione nel lago Maggiore rappresenta un campanello d’allarme per molti corpi idrici: i PFAS e i loro precursori sono presenti nell’ambiente, contaminando terreni e coltivazioni e accumulandosi lungo le catene alimentari. La sfida della presenza di PFAS richiede un cambiamento di prospettiva nella gestione delle risorse idriche, che deve considerare non solo la quantità, ma anche la qualità delle acque e la capacità degli ecosistemi acquatici di mantenere le proprie funzioni. In tale contesto si inserisce l’evoluzione della normativa europea sulle acque, che ha introdotto nuovi parametri di controllo per sostanze emergenti come i PFAS.

“I PFAS – afferma Andrea Minutolo, responsabile scientifico di Legambiente – sono una sfida che richiede un cambio di approccio nella gestione delle risorse idriche. Non basta intervenire dopo la contaminazione; è necessario prevenire e ridurre le emissioni alla fonte, investendo in monitoraggi e tecnologie di filtraggio. Solo così possiamo proteggere gli ecosistemi acquatici e garantire risorse sicure per le generazioni future.”

Oltre a esaminare la salute delle acque piemontesi, la sesta edizione del Forum Acque ha discusso la necessità di una governance sostenibile, in grado di proteggere gli ecosistemi e garantire usi futuri dell’acqua. “La gestione sostenibile delle risorse idriche richiede un equilibrio tra utilizzo e protezione degli ecosistemi – commenta Alice De Marco, presidente di Legambiente Piemonte – Valle d’Aosta. Fiumi, laghi e zone umide non sono solo risorse da sfruttare, ma sistemi complessi che forniscono servizi essenziali. Le decisioni sulla gestione delle acque devono basarsi su criteri scientifici e su una visione di lungo periodo.”

Le proposte di Legambiente per una nuova governance idrica in Piemonte includono: 1) Stop alle deroghe e un piano straordinario di rinaturazione per tutelare gli ecosistemi acquatici; 2) Fruizione sostenibile dei laghi con regole più severe per proteggere aree sensibili; 3) Acqua al centro delle politiche di sviluppo, favorendo qualità, risparmio ed efficienza.

I monitoraggi di Goletta dei Laghi hanno rivelato ulteriori dettagli significativi. Nel lago di Viverone, è stato campionato un punto alla foce del canale in corrispondenza della roggia Piverone, risultato conforme ai limiti. Nel lago Grande di Avigliana, uno dei due punti monitorati ha mostrato un peggioramento rispetto agli anni precedenti, mentre nel lago Piccolo la situazione è critica, con foci di fiumi e torrenti che continuano a risultare inquinate.

In provincia di Novara, il lago d’Orta ha registrato tre punti su cinque al di sopra dei limiti. Sulla sponda piemontese del lago Maggiore, dieci punti sono stati campionati, con solo due risultati conformi. Cinque punti hanno mostrato livelli di inquinamento grave.

Al termine del Forum Acque, si è celebrato anche il riconoscimento delle Vele di Legambiente e Touring Club Italiano, assegnate a comuni piemontesi che hanno saputo unire qualità dei servizi e scelte sostenibili. Il Comune di Avigliana (TO) e Cannero Riviera (VB) hanno ricevuto il massimo riconoscimento delle 5 Vele, mentre altri comuni sono stati premiati con 4, 3, 2 e 1 Vela per il loro impegno nella sostenibilità ambientale.