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Il caso

Il Comitato varalpombiese ai sindaci del Cuv: "Bloccate il protocollo per Malpensa"

Il testo completo della lettera inviata nei giorni scorsi ai primi cittadini lombarda

Il Comitato varalpombiese ai sindaci del Cuv: "Bloccate il protocollo per Malpensa"
Attualità Arona, 18 Luglio 2022 ore 07:00

Il Comitato dei cittadini di Varallo Pombia scrive ai sindaci lombardi per bloccare il protocollo per Cargo city a Malpensa.

La lettera ai sindaci lombardi

E’ ancora per la difesa della brughiera che si trova nell’area di realizzazione della futura Cargo City che i rappresentanti del Comitato dei cittadini per l’aeroporto di Malpensa ha scritto una lettera ai sindaci del Varesotto che fanno parte del Cuv (Consorzio urbanistico volontario) con cui Sea si interfaccia. In sostanza con la sua lettera il comitato varalpombiese chiede ai primi cittadini di sospendere il protocollo firmato un mese fa con le autorità aeroportuali.

Al centro delle critiche Cargo city

Ad oltre un mese dalla ratifica del Protocollo - Strumento di Pianificazione Strategica del Masterplan Malpensa2035 - scrive il presidente del comitato, Ferruccio Gallanti - di compensazione tra 44 ettari del Cargo City allocati nella Brughiera e la edificazione di un impianto fotovoltaico di 15/20 ettari, è indispensabile evidenziare alcune inadempienze e/o carenze di base per la formulazione di tale accordo. Tali inadempienze rendono del tutto indispensabile e urgente sospendere il “Protocollo” in essere; Protocollo la cui valutazione è eventualmente praticabile solo al completamento dell’iter procedurale disposto dalle normative Enac e dal Regolamento UE 139/2014, con l’inevitabile parallelo congelamento, in itinere, del Masterplan2035 di Malpensa. Al fine di dettagliare le modalità e finalità di tale impegno appare risolutivo rilevare come lo stesso Cuv, abbia, con la lettera del 9 febbraio 2022, avanzato richieste prioritarie al fine di garantire uno sviluppo “equilibrato e sostenibile”.

I rilievi del Comitato

"Il Protocollo prevede una proposta unilaterale e del tutto anomala, senza una preliminare verifica della praticabilità nel contesto degli standard infrastrutturali ed operativi Icao-Easa-Enac. La nota: “Interventi di riqualificazione energetica di edifici pubblici e di impianti di illuminazione - Ipotesi Impianto fotovoltaico in sedime con utilizzo parziale dell’area di 20ha tra Cargo City e SS336”, appare una anomala iniziativa, del tutto avulsa alle considerazioni di Sea ed Enac, soggetti competenti a “verifiche preliminari per potenziali ostacoli e pericoli alla navigazione aerea”. Ecco, quindi, che la procedura tecnica preliminare alla “valutazione di compatibilità ostacoli comprenda la verifica delle potenziali interferenze dei nuovi impianti e manufatti, quali aerogeneratori impianti fotovoltaici, impianti a biomassa, etc., la quale deve essere sempre sottoposta all’iter valutativo di Enac. Tale valutazione comporta analisi e rilievi, di non breve periodo, e una certificata approvazione da parte di Enac, che debba risultare preliminare a qualsivoglia intesa/protocollo di “compensazione”. La predetta approvazione non risulta ancora agli atti dei nove Comuni del Cuv. Il succitato “Protocollo”, ritenuto prerequisito decisivo per il parere positivo del Cuv e della Regione Lombardia al Masterplan35, ovvero alla pianificazione del Cargo City nei 44 ettari della Brughiera, deve inoltre essere sottoposto nello specifico all’Art. 9 del regolamento (Ue) N. 139/2014 della Commissione del 12 febbraio 2014 che stabilisce i requisiti tecnici e le procedure amministrative relativi agli aeroporti ai sensi del regolamento (CE) n. 216/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio". Nella lettera il Comitato sottolinea come alcuni dei particolari previsti nel progetto di Cargo City debbano essere sottoposti a verifiche da parte delle autorità territoriali e dei rappresentanti della cittadinanza.
"Appare in sostanza inevitabile - prosegue il comunicato - nel quadro di una policy del Masterplan2035 che confermi l’attuale assetto, come solo la verifica preliminare e il completamento dell’iter valutativo dell’impianto fotovoltaico (ed equivalenti), con la conseguente approvazione da parte di Enac e la definizione dei tempi esecutivi, possano costituire premessa ad un eventuale “Protocollo” di intesa di compensazione per la concessione dei 44 ettari della Brughiera destinati al Cargo City".

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