Dieci anni di ricordo

Il Consiglio comunale di Novara onora l’agente scelto Sara Gambaro a dieci anni dalla sua scomparsa

Il sindaco Alessandro Canelli esprime la sua gratitudine e vicinanza alla famiglia e ai colleghi dell'agente della Polizia locale, deceduta in servizio il 19 febbraio 2016; il comando porta oggi il suo nome.

Il Consiglio comunale di Novara onora l’agente scelto Sara Gambaro a dieci anni dalla sua scomparsa

Dieci anni fa, il 19 febbraio 2016, l’agente scelto Sara Gambaro della Polizia locale di Novara moriva tragicamente mentre svolgeva il proprio lavoro sulla tangenziale cittadina. Aveva 44 anni.

Un momento di raccoglimento

Oggi, il Consiglio comunale ha commemorato la sua memoria con un minuto di silenzio e le parole del comandante, in un momento di riflessione condiviso da tutta l’amministrazione.

Il sindaco Alessandro Canelli ha evidenziato il significato dell’impegno e dell’esempio lasciato dall’agente. «Dieci anni fa, Sara Gambaro ha perso la vita mentre svolgeva il suo dovere per la nostra città — ha dichiarato il primo cittadino —. Era un’agente della Polizia Locale di Novara, una professionista che ha incarnato dedizione, coraggio e senso delle istituzioni, rappresentando il valore della divisa che indossava. Oggi, il Comando porta il suo nome, a testimonianza della gratitudine di tutta la comunità».

Inoltre, il sindaco ha rinnovato, a nome dell’amministrazione e della città, la propria vicinanza ai familiari e ai colleghi: «A nome dell’Amministrazione comunale e dell’intera città di Novara, esprimo la nostra solidarietà alla famiglia, ai colleghi e a tutti coloro che le hanno voluto bene. Il suo esempio continua a vivere nel servizio quotidiano alla comunità».

In programma anche altri momenti di commemorazione: una messa nella Chiesa di Sant’Agabio, quartiere in cui l’agente viveva, e domani, venerdì 20 febbraio, uno spettacolo musicale al Teatro Faraggiana, con parte dell’incasso devoluto in beneficenza all’associazione “Un sorriso con Luca”.

Un gesto tangibile di memoria per una donna che, come sottolineato dall’amministrazione, «continua a vivere nel servizio quotidiano alla comunità» attraverso l’impegno di chi indossa la stessa divisa.